La città di Tex Willer, quella ad altitudine più elevata sulla Route 66 – ben 2100 metri – e tra le più elevate degli Stati Uniti, la “Dark Sky City” da cui è stato scoperto Plutone, città dei pionieri e città delle 7 meraviglie: Flagstaff con i suoi diversi volti che coesistono magnificamente, cattura l’essenza dello spirito americano.

Tappa della Route 66 in Arizona e una delle città più grandi dello Stato, capitale della Coconino County, Flagstaff è un gioiello da non perdere, a cui dedicare tempo per scoprire le tante cose che ha da offrire al viaggiatore curioso e interessato. Per lo più è usata come tappa di passaggio ma per me è un grande errore, c’è davvero tanto da fare e da vedere. Basta passeggiare per la Historic Downtown per assaporare il west, perdersi tra giardini e piazze circondati da edifici di mattoni rossi e arancio, scoprire negozietti vintage, entrare in bar e locali da cui provengono le note della musica country suonata dal vivo, ammirare i murales dedicati alla Mother Road o vecchie locomotive dei primi anni del ‘900. È circondata inoltre da ben 7 meraviglie naturali che da sole valgono il viaggio.

In questo post vi consigliamo un itinerario di un giorno, spunti per chi attraversa la Route 66, ma con il vivo consiglio di tornarci per approfondire la visita.

Cosa vedere a Flagstaff: la Coconino National Forest

Una curiosità: il nome della città viene proprio da un bastone per sorreggere la bandiera. Infatti nel 1876 un gruppo di emigranti di Boston che voleva inizialmente stabilirsi a Winslow trovò l’area già occupata, così continuarono a cercare e arrivati nella zona di Flagstaff individuarono subito le numerose risorse che offriva l’area. Così il 4 luglio, per festeggiare il centenario dell’Indipendenza, spogliarono il tronco di un pino per metterci la bandiera americana ed innalzarla in onore della nazione. Da quel giorno quel pino divenne un punto di riferimento per i tanti viaggiatori che passavano di qua e intorno, pian piano, nacque quella che oggi è la città di Flagstaff e che deve il suo nome proprio a quel tributo.

Cosa vedere a Flagstaff: la Historic Downtown

Il punto di partenza non può che essere la Historic Downtown, il cui cuore è Heritage Square, attraversata dalla Route 66, con una passeggiata tra gli edifici risalenti alla fine del 1800, oggi diventati negozi, ristoranti e café, senza alterare la storicità degli edifici che riportano al Far West.
Lungo la Route 66 ci sono diversi edifici storici ma l’Hotel Monte Vista è la vera icona. Aperto dal 1927, vi hanno soggiornato ospiti illustri come John Wayne – il quale ha anche raccontato di aver ricevuto  in camera la visita di un fantasma amichevole – Jane Russell, Gary Cooper, Spencer Tracy, Harry Truman. In una delle stanze dell’albergo sono anche state girate alcune scene del film Casablanca. 

Cosa vedere a Flagstaff: Heritage Square

A proposito di hotel e fantasmi, anche il Weatherford Hotel è un simbolo della città. Inaugurato il 1 gennaio 1900, tutt’oggi acccoglie i viaggiatori nelle sue stanze, in cui hanno dormito anche l’ex Presidente Theodore Roosvelt, il magnate dei giornali William Randolph Hearst, lo scrittore Zane Grey, dai cui libri sono stati girati moltissimi film western, ed infine il pittore Thomas Maron, il quale passò molte notti nell’albergo per finire di dipingere i suoi acquerelli che rappresentavano l’ovest americano, opere che hanno convinto il Congresso a preservare molte aree naturali trasformandole in Parchi Nazionali, come Yellowstone e il Grand Canyon.
Sembra che anche questo hotel sia infestato da ben due fantasmi: gli spiriti di una coppia in viaggio di nozze che venne uccisa nella stanza numero 54 negli anni trenta del ‘900. La stanza oggi è stata trasformata in magazzino, tante erano le segnalazioni che arrivavano di ospiti disturbati dai fantasmi.
Spiriti o meno, l’hotel con il suo portico e la sua facciata vecchio west, le sue ampie sale da ballo e gli interni stile saloon merita almeno una piccola visita.

Cosa vedere a Flagstaff: il Weatherford Hotel

Altro storico punto di riferimento della città è l’Orpheum Theatre, voluto e costruito nel 1911 dallo stesso proprietario del Weatherford Hotel. Inizialmente si chiamò Majestic Opera House, ed era il primo cinema in città. Il 1 gennaio del 1915 il soffitto del cinema crollò sotto il peso di un metro e mezzo di neve ma Weatherford lo ricostruì e nel 1927 riaprì con l’attuale nome. Da allora intrattiene i cittadini con spettacoli e musica dal vivo, eventi e artisti nazionali e locali.

A Flagstaff si trova anche quello che era il magazzino più grande dell’Arizona, il Babbit Brothers Building, nonché primo edificio a due piani della città. Aperto nel 1888 dai cinque fratelli Babbit, iniziò come piccolo negozio ma si allargò al punto da prendere un intero isolato. Il palazzo è in stile italiano e dopo una profonda crisi economica e la chiusura, fu salvato dalla demolizione dalla fondazione Babbit Ranches, che lo restaurò e lo rimise in funzione.

Altra tappa importante è il Visitor Centre, il quale si trova nella storica stazione ferroviaria di Flagstaff, costruita nel 1926 e tutt’ora in uso. Questo edificio in stile Tudor Revival conserva ancora l’aspetto di un tempo e sembra ospitare il fantasma di un adetto alla manovra dei freni, investito durante la costruzione della stazione (si, ci sono tanti fantasmi a Flagstaff!).
Nel parcheggio esterno sull’asfalto c’è un grande dipinto dedicato alla Mother Road… tappa fotografica obbligatoria!

Cosa vedere a Flagstaff: murale della Route 66 al Visitor Centre

Continuando lungo la Route 66 si trova (ad un minuto a piedi dalla stazione, praticamente ne fa parte) il Santa Fe Depot, il vecchio deposito merci della Atlantic and Pacific Railroad, risalento al 1889, e la scultura Gandy Dancer – che deve il nome al fatto che i lavoratori si muovessero all’unisono cantando e utilizzando gli attrezzi della Gandy Tool Company – dedicata a tutti i lavoratori ferroviari. Proseguendo ancora lungo la Route 66 si trova esposta lungo la strada l’autentica locomotiva a vapore n. 25 della Baldwin risalente al 1911, costruita in Pennsylvania. Ribattezzata “Two Old Spot” grazie alle sacche d’acqua appese ai finestrini della locomotiva che, strofinando continuamente sulla vernice del metallo, hanno lasciato due macchie nei punti tra il 2 e il 5. Comprata dalla città di Flagstaff nel 1917 la Two Old Spot ha passato qui la sua intera vita lavorativa e quando venne dismessa fu conservata ed esposta per ricordare il forte legame che la città ha con la ferrovia.

Cosa vedere a Flagstaff: il Museum Club

Cosa vedere a Flagstaff: il Museum Club

Locale storico di Flagstaff, il Museum Club è il posto ideale per chi ama la musica e quelle atmosfere che solo l’America vera sa dare (presenti!).
Costruito e aperto nel 1931 dall’impagliatore Dean Eldredge che inizialmente la definì la più grande capanna di tronchi al mondo, poi ridimensionarsi definendola “la più grande degli USA” e infine si accontentò della “più grande dell’Arizona”. La utilizzò da subito per esporre la sua collezione di animali imbalsamati, fucili Winchester, manufatti indiani e altri 30.000 oggetti. Attivo sia come museo che come negozio, migliaia di viaggiatori che attraversavano la Route 66 si fermavano a visitarlo. La gente del posto lo aveva ribattezzato “The Zoo”, un soprannome che viene usato ancora oggi. Eldredge morì cinque anni dopo e il locale venne acquistato da Doc Williams, approfittando della fama del posto e della fine del proibizionismo, lo trasformò in un club.
Dopo l’abrogazione del proibizionismo il Museum Club divenne un bar e negli anni ’50 fu uno studio di registrazione. Negli anni ’60 fu acquistato da Don e Thorna Scott che vi fecere esibire leggende della musica come Willie Nelson, Wynn Stewart, Wanda Jackson, Waylon Jennings e Bob Wills e i Texas Playboys, portando il locale alla fama. Da allora ha cambiato diversi proprietari (anche quest’anno, proprio oggi riapre grazie a nuovi proprietari dopo aver chiuso a causa del Covid-19) ma tutti hanno continuato a mantenere le radici country-western del locale.

Indovinate un po’? Anche qui c’è il fantasma! Due in realtà, quelli di Don e Thorna Scott, che vivevano in un appartamento al secondo piano del locale e sono entrambi morti tragicamente. Nel 1973 Thorna è caduta dalle scale rompendosi l’osso del collo ed è morta dopo alcune settimane di coma; Don, incapace di sopportare il dolore per la perdita della moglie, si è sparato in testa due anni dopo.
A parte questa tragica storia, il locale è tipicamente west, si mangia bene, suonano ottima musica country dal vivo e ci si immerge nell’anima americana.

Cosa vedere a Flagstaff: serata al Museum Club

Cosa vedere a Flagstaff: il Pioneer Museum

Alla periferia della città da non perdere è il Museo dei Pionieri dell’Arizona Historical Society. Impossibile non notarlo, grazie alla locomotiva a vapore Baldwin n.12 originale esposta all’ingresso insieme a qualche carro merce, tutti originali (su cui, dopo aver fatto i biglietti, è possibile anche salire per vedere come erano fatti all’interno).
Il Museo racconta la storia e lo sviluppo della città dal 1880 al 1960 ed è stato messo su all’interno del vecchio ospedale per i bisognosi, il Coconino County Hospital for the Indigent, costruito nel 1908. Ogni stanza è dedicata ad un decennio e ne racconta le innovazioni e la storia del disboscamento e degli allevamenti nei dintorni.
All’esterno invece, nei giardini, oltre alla locomotiva si trova una cabina di Ben Downey, sindaco di Flagstaff nel 1909, una Ford T, i classici Wagon Wheel e uno storico veicolo dei vigili del fuoco che spense l’incendio nella vicina Riordan Mansion.

Cosa vedere a Flagstaff: La Baldwin n.12 del Pioneer Museum

 

Cosa vedere a Flagstaff: il Pioneer Museum

Cosa vedere a Flagstaff: la città come base per il Grand Canyon e le altre meraviglie

Flagstaff è una buona base per visitare il Grand Canyon, che dista 1 ora e 3o (l’ingresso del South Rim), ma è circondata da altri bellissimi luoghi naturali e Parchi Nazionali, per questo la chiamano La città delle 7 Meraviglie: l’Oak Creek Canyon, il Walnut Canyon, il Wupatki National Monument, il Sunset Crater National Monument e il San Francisco Peaks. Solo per vedere tutto questo ci vorrebbe almeno una settimana di viaggio e ne vale decisamente la pena.

Cosa vedere a Flagstaff: il Grand Canyon