Si può davvero parlare di museo quando si parla di Ground Zero? Credo di no, credo che chiamarlo museo sia riduttivo perché è molto di più. È un’esperienza, è un pezzo di storia congelata al centro di New York che segna il limite tra com’era la vita prima e com’è adesso. Il 9/11 Memorial a New York è un viaggio toccante in uno dei momenti più drammatici della storia del mondo.

Lo dico senza vergogna: ci sono punti del memoriale che non sono riuscita a vedere, come la parte in cui si sentono le registrazioni delle telefonate fatte dall’aereo. Ci ho provato ma era straziante e sono dovuta uscire. Questo evento ci tocca tutti per tanti motivi, nonostante siano passati ben 19 anni il ricordo di quel momento è ancora indelebile. Io avevo solo 15 anni eppure, come chiunque altro, ricordo minuto per minuto quel giorno. Ritrovarsi lì è commovente, toccante come se fosse accaduto ieri.
Vale la pena visitarlo, è tra le cose da non perdere a New York? Mi è stata fatta questa domanda più volte e la mia risposta è stata sempre la stessa: assolutamente si, deve essere uno dei luoghi in cima alla lista, non si può andare via da New York senza essere stati qui.

Il 9/11 Memorial a New York: l’uomo di bronzo

Visitare il 9/11 Memorial a New York: Double Check, emblema dell’11 settembre

Prima di parlare di cosa vedere a Ground Zero, voglio raccontarvi una storia che in pochi conoscono.
È la storia di Double Check, una statua scolpita nel 1982 da John Seward Johnson II, un artista americano noto per le sue statue in bronzo dipinte a trompe l’oeil. Poco dopo che fu terminata la statua venne installata nel Liberty Plaza Park – oggi chiamato Zuccotti Park – una delle pochissime aree all’aperto con tavoli e sedie nel Financial District, e divenne il simbolo delle migliaia di persone che ogni giorno lavorano nel distretto finanziario di New York. L’11 settembre il parco venne pesantemente distrutto e con lui moltissime opere d’arte. L’unica a restare intatta fu proprio Double Check, la quale venne però completamente ricoperta da polvere e detriti. Durante le operazioni di salvataggio i pompieri dovettero tirar fuori tantissime persone dalle macerie e tantissime altre dalla polvere di cui erano ricoperte… e una di queste fu proprio Double Check. Infatti la statua così ricoperta aveva proprio l’aspetto di un essere umano e i vigili del fuoco accorsero per aiutarla, prima di scoprire che era un uomo fatto di bronzo. Divenne così il simbolo di tutti gli uomini e le donne che persero la vita semplicemente per essere andati a lavorare quell’infausto giorno.
(nota: oggi la statua si trova all’angolo tra Broadway e Liberty Place, è stata spostata nel 2018)

Il 9/11 Memorial a New York: cosa vedere a Ground Zero

Visitare il 9/11 Memorial a New York. Cosa vedere a Ground Zero: Oculus

Arrivando da Wall Street, quando si raggiunge World Trade Center la prima cosa che si nota, escludendo la Freedom Tower, è l’Oculus, la grande stazione della metropolitana opera di Calatrava che ricorda una colomba che sta per spiccare il volo (nonostante l’ala spezzata, ma questa è una mia personale interpretazione) e il cui nome rende omaggio al Pantheon di Roma, ispirandosi all’oculo della sua cupola.
Il nome ufficiale è World Trade Center Transportation Hub ed è stata costruita tra la torre 2 e la torre 3, dove l’11 settembre 2001 si trovavano solo macerie. Ospita ben undici stazioni della metropolitana, funge da terminal per i treni PATH (Port Authority Trans-Hudson), collegando la parte sud di Manhattan con le città di Newark, Harrison, Hoboken e Jersey City, e attraverso il passaggio West Concourse si può raggiungere Battery Park. Inoltre, è la sede del più grande centro commerciale di New York: il Westfield World Trade Center. Oggi è un centro vivace, tra i luoghi più frequentati a New York, ma anche un luogo suggestivo, maestoso ed emblematico.
Una bellissima curiosità: ogni 11 settembre alle 10.28, il giorno e l’ora esatta in cui nel 2001 crollò la seconda torre, da un’apertura nella volta della finestratura centrale entra la luce del sole diretta. Dev’essere davvero emozionante!

L’Oculus si trova al limite della Memorial Plaza, il fulcro del 9/11 Memorial, l’immensa piazza – aperta al pubblico fino alle 21 – lastricata di granito che ha sostituito la voragine creata dal crollo delle due Torri. Nella piazza sono state piantate 400 querce bianche originarie dei tre luoghi colpiti dagli attentati dell’11 settembre: New York City, Arlington, Virginia, e Somerset County, Pennsylvania. Insieme alle querce si trova il Survivor Tree, l’unico albero sopravvissuto all’attentato, recuperato dalle macerie e ripiantato nella posizione originaria. Lo scopo della piazza era sottolineare come “l’assenza risulta essere più acuta della presenza” e secondo me ci sono riusciti perfettamente.

Visitare il 9/11 Memorial a New York: le Reflecting Pools

Nulla racconta quell’assenza meglio delle Reflecting Pool che si trovano nella piazza, il vero simbolo del 9/11 Memorial, tanto che il progetto, opera dell’architetto Michael Arada, si chiama Reflecting Absence.
Le due grandi vasche sono state costruite nei basamenti delle due Torri proprio per rappresenarne l’assenza. Contengono la più grande cascata artificiale del Nord America, e sui parapetti di bronzo che le circondano sono incisi i nomi delle vittime dei due attentati avvenuti nel World Trade Center: quello del 2001 e quello del 1993. I nomi sono stati incisi nel bronzo e non semplicemente scritti in modo da, secondo l’idea dell’architetto, poter essere “toccati” da amici e parenti delle vittime. Un’idea commovente, soprattutto una volta che si è lì a vivere l’emozione del momento. Un’altra curiosità riguarda il modo in cui i nomi sono stati disposti: nessun ordine alfabetico, ma secondo la torre in cui hanno perso la vita e la relazione di amicizia o parentela che avevano, per mostrare che sono morti vicini così come sono vissuti.

Proprio dietro le Reflecting Pools, tra l’Oculus e la Freedom Tower, c’è l’ingresso al 9/11 Memorial (incluso nel New York CityPASS).

Visita al 9/11 Memorial: il Museo dell’11 settembre

Un museo che è in realtà un racconto non solo di quella nefasta giornata ma anche della vita del World Trade Center e delle vittime dell’attentato. Emozione e commozione accompagnano per tutta la visita, già dall’inizio quando tramite fotografie viene raccontata quella giornata minuto per minuto fino all’impatto degli aerei con le torri.
Nel museo sono raccolti tutte le cose, piccole o grandi (dagli oggetti personali delle vittime all’unica scala sopravvissuta su cui le persone si riversarono per scappare via, un camion dei vigili del fuoco pesantemente colpito dal crollo), sopravvissute a quella giornata. Sono registrate le voci delle vittime e le loro ultime telefonate, sono mostrati i video testimoni dell’attentato, le fotografie, gli articoli dei giornali. Basta seguire il percorso, attraversare la Foundation Hall, la base della torre Nord, la Historical Exibition, dove viene raccontato tutto ciò che è accaduto quel giorno minuto per minuto ma anche dopo, fino alla cattura di Bin Laden, e la Memorial Exibition che raccoglie i ritratti di tutte le 2983 vittime, per sentirsi parte di quella storia, sentire le ferite di quanto accaduto, un atto che ha cambiato il mondo per sempre.
Una visita che alla fine ci ha lasciati senza parole, in quel rispettoso silenzio di quando non c’è nulla da dire ma molto a cui pensare.

La nostra visita al 9/11 Memorial a New York si è conclusa con il One World Trade Center, soprannominato Freedom Tower, il grattacielo più alto di tutto l’emisfero occidentale con i suoi 541 metri e 33 centimetri, che in feet, la misura americana, equivale a 1776, numero scelto appositamente per rendere omaggio all’anno della Dichiarazione d’Indipendenza.

Visitare il 9/11 Memorial a New York: la Freedom Tower

Protagonista dello skyline di New York è un simbolo di rinascita, di libertà e del forte senso patriottico americano. Offre una delle più spettacolari viste a 360° su Manhattan ma… di questo vi parleremo per bene dopo la prossima visita a New York!