Lo diciamo sempre: conosciamo meglio l’estero che casa nostra, intesa come la nostra città. È vero, perché pensiamo sempre di avere il tempo di scoprire ciò che ci sta attorno e ogni volta che si può partire ne approfittiamo per vedere mete più lontane (dai pochi chilometri della gita fuori porta ad altri continenti). Per questo mi sono ripromessa di scoprire meglio Roma, che ne ha davvero tante da vedere!

Così quando è arrivato l’invito a visitare il Museo delle Carrozze d’Epoca ho colto l’occasione con entusiasmo. Un luogo di Roma che non conoscevo, insolito ed interessante. Una mostra permanente  che raccoglie 139 dei 290 veicoli raccolti in quarant’anni dall’imprenditore Romolo Appolloni, tutti originali, perfettamente funzionanti e ben tenuti.

Museo delle carrozze d’epoca a Roma: l’esposizione

La visita guidata ci trasporta in un giro del mondo e del tempo unico, che racconta la storia dell’uomo attraverso un mezzo, antenato delle moderne automobili, da sempre fondamentale perché permise di trasportare cibo, posta, malati e per molti altri usi.
Si scoprono anche tante curiosità, come il fatto che inizialmente le carrozze non venivano ben viste. Quando presero piede in Italia e le famiglie nobili e borghesi iniziarono a gareggiare per chi avesse la carrozza più sontuosa, i loro fasti vennero pesantemente criticati dalla Chiesa, tanto che vennero promulgate delle leggi dette suntuarie, che tentarono di mettere dei freni. Un tentativo fallimentare, perché ormai la presenza delle carrozze era troppo forte e nessuno voleva più farne a meno.
Sapete da dove viene il nome di questo mezzo? La paternità se la contendono francesi e ungheresi ma l’origine più accreditata sembra essere quella ungherese: dalla città di Kotze (pronunciato coche) dove sorse la più antica fabbrica di carrozze, verrebbe il nome cocchio.

Museo delle Carrozze d’Epoca a Roma: la carovana americana

Nel museo – un’esposizione di 3000 mq – ci sono carrozze di ogni epoca e da ogni angolo del mondo. Anche dagli Stati Uniti, come la carovana e la diligenza! E come non ricordare tutti i film western che abbiamo visto? A proposito di film, qui sono raccolte anche molte carrozze che hanno fatto la loro bella figura al cinema, come la biga di Ben Hur, la carrozza del Conte Tacchia, la carrozza di Anna Magnani, su cui l’attrice amava passeggiare per Roma, o quella stile Cenerentola che accompagnò Luciana Litizzetto a Sanremo. E non è finita: c’è una carrozza giocattolo regalata alla principessa Sissi, la portantina del papa, la giardiniera, la spider (chiamata così proprio perché ricorda un ragno) e tanto altro ancora.

Oltre alle carrozze il museo racconta anche tutto ciò che le riguarda, come le bardature dei cavalli e i loro finimenti, le selle (anche quelle dei cowboy!), tutto proveniente da ogni parte del mondo e che rispecchia fedelmente le caratteristiche del loro paese d’origine.

Il Museo delle carrozze d’epoca a Roma: la biga di Ben Hur

Ogni mese il Museo organizza diversi eventi per grandi e bambini, come il laboratorio di magia o l’aperitivo in carrozza, dove si consuma un aperitivo proprio seduti su una delle carrozze del museo.
Noi abbiamo partecipato proprio all’aperitivo e speriamo di rifarlo presto: una cosa diversa dopo una visita interessante.