La Route 66 in New Mexico da Santa Rosa segue due tratti: il percorso più vecchio che sale a nord verso Santa Fe e quello più nuovo che prosegue dritto verso Albuquerque. Vi consiglio di seguire il percorso verso nord, sia per visitare Santa Fe, sia perché è scendendo da Santa Fe verso Albuquerque che incontrerete il bellissimo Kasha-Katuwe Tent Rock National Monument.

Questo parco nazionale è uno tra i più particolari e pittoreschi degli Stati Uniti. Il nome Kasha-Katuwe in lingua Keres (quella parlata dal popolo indiano che vive qui) significa “scogliere bianche” e descrive solo in parte la particolarità del luogo, dovuta alla conformazione particolare delle rocce formatesi grazie ad esplosioni vulcaniche avvenute tra i 6 e i 7 milioni di anni fa, piramidi di terra scolpite dal vento nei secoli. Tent Rock invece significa “Rocce a forma di tenda”, perché queste formazioni rocciose ricordano un po’ anche la forma delle teepee, che variano in altezza dia pochi centrimetri fino ai 30 metri.

Il Parco è famoso, oltre che per le sue rocce così particolari, anche per i canyon e i suoi trail, più o meno difficili. Se decidete di affrontarne uno, non partite senza un’assicurazione di viaggio perché se vi fate male negli USA le spese mediche, come tutti sappiamo, sono altissime.
L’ingresso al parco costa 5$ a veicolo (pochissimo, considerando soprattutto che una parte va ai nativi che vivono qui e curano il parco!), ma all’interno non ci sono negozi di nessun genere, perciò premunitevi prima di qualsiasi cosa possa servirvi, specialmente di acqua (a noi lo disse proprio il ranger all’ingresso, era luglio e ci fece tornare indietro a comprare l’acqua al negozio più vicino… per fortuna!). Altro consiglio: abbigliamento e scarpe comode, adatti a camminare ed arrampicarsi su terra e rocce.

Il primo scorcio delle scogliere bianche del Kasha Katuwe Tent Rock National Monument

Il parco è visitabile solo di giorno, non è possibile quindi campeggiare come in altri parchi degli States o entrare dopo le 15.30.

Una volta entrati abbiamo lasciato la macchina al primo parcheggio – pur essendo estate piena, c’erano pochissime persone noi compresi – e abbiamo iniziato ad esplorare il parco a piedi, seguendo uno dei trail indicati, stando bene attenti a seguire quanto suggerito dai cartelli: non andare oltre il sentiero segnato e stare attenti ai serpenti. È fondamentale soprattutto non uscire dal sentiero segnato, perché l’intero parco è territorio dei popoli nativi che vivono qui… superare i limiti è come entrare in una proprietà privata.

La prima impressione che si ha è quella di entrare in un altro mondo, o su un altro pianeta, perché il paesaggio che ci si trova intorno è diverso da qualsiasi altra cosa abbiamo mai visto.

I trail da seguire sono tre: il più semplice, accessibile anche a chi viaggia in sedia a rotelle, è il Veterans Memorial Trail; il Cave Loop Trail, facile e lungo circa 2 km; infine il più difficile, il Canyon Trail lungo circa 6 km, con 190 metri in ripida salita per arrivare a godere di uno dei panorami più belli del posto.
Noi abbiamo seguito il Cave Loop Trail (anche perché non avevamo moltissimo tempo a disposizione e il caldo era massacrante) e ogni passo era un commento meravigliato. Il percorso passa attraverso piccoli canyon, enormi radici di alberi cresciuti sulle rocce, piccole arrampicate sulle rocce lungo la strada e scorci mozzafiato.

Lungo il Cave Loop Trail nel Kasha-Katuwe Tent Rock National Monument

Gli “strani alberi” lungo i trail del Kasha Katuwe Tent Rock National Monument

Lungo il cammino, guardatevi attentamente attorno sul terreno, potreste trovare le Apache Tears, le lacrime degli Apache, piccoli pezzi di ossidiana neri e lucenti che si possono trovare disseminati a terra o sulle rocce, ma è vietato tenerli per sé, quindi guardateli ma non raccoglieteli! Esplorate ogni anfratto, ogni salita, discesa, curva, ogni roccia. Vi lascerà senza fiato.

Il Cave Loop Trail per il primo tratto segue lo stesso percorso del Canyon Trail, solo che ad un certo punto il primo inizia la salita tra le rocce, mentre il secondo svolta a sinistra e va incontro alla magnifica grotta da cui prende il nome. Lungo il sentiero ci sono anche diversi cactus e fichi d’india, che rendono il paesaggio ancor più speciale.
Arrivati alla grotta, noterete che è ad una certa altezza da terra. Questo perché un tempo i nativi preferivano creare il loro rifugio in grotte difficilmente raggiungibili dagli animali, che restassero asciutte in caso di forti piogge e, soprattutto, permettessero di vedere il territorio circostante dall’alto in caso di attacchi nemici.
È proprio in questo punto che il trail finisce e si può tornare indietro… e, con abbastanza tempo a disposizione, magari iniziarne uno nuovo!

Esplorando il Kasha Katuwe Tent Rock National Monument