You can get the true essence of New Yorkers by just hanging out in Central Park. 
Andy Roddick

 

Central Park è New York. Il suo cuore, uno dei suoi simboli, la sua attrazione più ricercata e tra i parchi più visitati al mondo. Dedicargli solo una breve passeggiata non gli rende giustizia… ecco perché noi gli abbiamo dedicato una giornata intera.

Volevamo scoprire a fondo questo parco, scoprire l’essenza dei newyorkesi, non perderci nulla di questa icona (e ci è talmente piaciuto che ci siamo tornati anche l’ultimo giorno di viaggio). E così il primo giorno del nostro viaggio a New York lo abbiamo passato a girovagare per Central Park e non ce ne siamo pentiti, non ci è sembrato affatto tempo perso… ci sono talmente tante belle cose da vedere e l’atmosfera è incredibile!
Non per niente, tra le altre cose, qui sono stati girati più di 300 film.

Allora, cosa vedere a Central Park? Ecco tutte le tappe (in ordine sparso):

  • The Blockhouse:  questo edificio è tutto ciò che rimane di una fortificazione costruita nel 1814 durante la guerra contro gli inglesi. Ad agosto di quell’anno gli inglesi attaccarono Stomington, nel Cunnecticut, fronteggiandosi con l’esercito americano guidato dal capitano Jeremiah Holmes. In quella battaglia gli americani non persero nemmeno un soldato, ma un attacco così vicino a New York spaventò i newyorkesi che iniziarono a costruire trincee e fortificazioni per difendere la loro città, schierando anche l’esercito. Per fortuna però la battaglia non raggiunse mai New York, la guerra finì la vigilia di Natale del 1814 con la firma del Trattato di Gand. Nel 1905 vi fu apposta una placca che ne commemorava la storia, ma fu poi rubata e mai più rimessa.
    Oggi la Blockhouse è abbandonata, ci si arriva salendo una scala di legno rovinata che sale lungo la collina ed è visitabile solo dall’esterno, per motivi di sicurezza… ma è comunque una costruzione del 1800 all’interno di Central Park!
    (Personalmente vi consiglio di vederla solo se siete veramente interessati a questi pezzi di storia, perché di per sé non è niente di che da vedere)

 

  • Cleopatra’s Needle: l’Ago di Cleopatra è la più antica costruzione di Central Park e ha un’interessantissima storia alle spalle. L’obelisco di New York ha un gemello a Londra, nella City. Furono entrambi costruiti nell’Antico Egitto, sotto il regno di Thutmose III, nel 30° anno del suo regno, per affiancare il Tempio del Sole di Eliopoli. Quando arrivarono i persiani a distruggere la città, i due obelischi rimasero miracolosamente intatti e quando, sotto i Romani, la capitale d’Egitto fu spostata ad Alessandria, l’imperatore Augusto ordinò di portare i due obelischi nella città, per farli ereggere di fronte il Caesarum, fatto costruire da Cleopatra. Dopo poco tempo crollarono e, grazie alla sabbia che li ricoprì, rimasero quasi intatti.
    Nel 1819 il vicerè d’Egitto decise di regalare uno dei due obelischi all’Inghilterra, dove arrivò solo nel 1877, come ringraziamento per l’aiuto nella guerra contro Napoleone. Si dice che il gemello fu in parte preteso da New York, vista la rivalità che aveva all’epoca con Londra, e in parte regalato con entusiasmo dal Pascià d’Egitto nel 1880, che voleva ingraziarsi gli americani. Il secondo obelisco arrivò a New York nel 1881 e venne eretto a Central Park il 22 febbraio dello stesso anno. Si dice anche che sotto l’obelisco venne sepolta una scatola il cui contenuto è in parte un mistero, si sa soltanto che contiene il censimento degli Stati Uniti del 1870 e una copia della Dichiarazione d’Indipendenza.
    Vedere un obelisco al centro di Central Park fa davvero effetto!

Cosa vedere a Central Park: Cleopatra’s Needle

  • Jacqueline Kennedy Reservoir: tra i luoghi più belli di Central Park – nonché l’area acquatica più grande del parco – originariamente si chiamava semplicemente “Central Park Reservoir”, fu poi dedicato a Jacqueline Kennedy Onassis nel 1994. Un tempo serviva come bacino idrico per tutta New York, ma oggi distribuisce acqua solo alle altre aree acquatiche del parco. Famoso per la sua bellezza, è amato anche dagli appassionati di jogging per il percorso di quasi 3 km che lo circonda, lungo il quale hanno corso anche Jackie O e Bill Clinton.
    È davvero un luogo rilassante questo e offre una bella vista sullo skyline della città… da inserire tra le tappe imperdibili! Inoltre, proprio qui si trovano la Bethesda Terrace and Fountain, il punto d’incontro delle strade e dei sentieri di Central Park, oltre che dei suoi artisti di strada.

 

  • Conservatory Garden: Questo noi lo abbiamo visto ricoperto di neve, quindi non abbiamo potuto godere della sua piena bellezza… ma ci è piaciuto lo stesso, soprattutto passeggiare sotto la pergola dei glicini (Wisteria Pergola), ancora tinta dei colori dell’autunno (e senza glicini, ovviamente!).
    Il grande cancello in ferro del giardino (il Vanderbilt Gate) affaccia sulla 5th Avenue e da sul giardino all’italiana, composto da un grande prato delimitato da basse siepi e contraddistinto da alberi di mele selvatiche, con la pergola a fare da corona.
    Il giardino si divide poi in altre due zone: il giardino all’inglese, dove tra magnolie e alberi di lillà si trova la statua della scrittrice Frances Hodgson Burnett (l’autrice de “Il piccolo lord”), e il giardino francese, con la fontana intitolata “Three dancing maidens” (tre fanciulle che ballano), circondata in estate da tappeti di tulipani.

Cosa vedere a Central Park: il Conservatory Garden

  • Great Lawn e il Turtle Pond: Quello che oggi appare come il cuore verde di Central Park, l’immensa distesa dove si sono tenuti alcuni concerti degli artisti più famosi (come Bon Jovi e Simon&Garfunkel) in realtà per quasi un secolo – da metà ottocento ai primi anni ’30 del novecento – ha ospitato parte dell’acquedotto che serviva per depurare l’acqua di New York. Oggi invece è uno dei prati più famosi al mondo, il luogo ideale dove rilassarsi e fare un bel pic-nic durante la bella stagione (in inverno è chiuso), uno dei posti preferiti dai newyorkesi.
    Nel Great Lawn si trova anche il Turtle Pond, uno stagno artificiale che ospita ben cinque specie diverse di tartarughe e bellissime piante acquatiche, vicino al quale si può passeggiare senza disturbare i suoi abitanti.
  • The Ramble e il Bow Bridges: La Ramble – che in italiano significa passeggiata – è il primo luogo in cui ci siamo ritrovati appena entrati a Central Park ed è quello che non mi aspettavo di trovare. Di Central Park ho sempre avuto l’immagine vista nei film, con i luoghi classici che hanno fatto da cornice a moltissime scene, più o meno sempre le stesse. Invece qui ci siamo ritrovati in qualcosa di diverso, di nuovo: un’area dove la natura la fa da padrona più che in altre parti del parco. Un “giardino selvaggio”, come lo ha definito Olmsted. Pensate che ci sono tantissime specie di piante, sia autoctone che esotiche, e oltre 230 specie di uccelli! Infatti l’area è molto conosciuta anche per il bird watching.
    A proposito di scenari da film, nella Ramble si trova anche il Bow Bridge, un ponte in ghisa lungo 26 metri, protagonista dell’immaginario romantico di moltissimi innamorati in tutto il mondo. Un ponte bellissimo in ogni stagione, un’icona del parco assolutamente da non perdere.

  • Belvedere Castle: quando si dice che a Central Park non manca proprio nulla è vero, c’è perfino un castello! Il Belvedere Castle risale al 1869 ed è uno dei punti panoramici più belli di New York: dalle sue mura si possono vedere il Great Lawn e il Turtle Pond, la Ramble e il Delacorte Theatre. Dal 1919 è anche una stazione metereologica e espone piccoli manufatti di storia naturale.

 

  • Delacorte Theatre: Questo teatro all’aperto nato nel 1962 è famoso tra i newyorkesi soprattutto per Shakespeare in the park, una tradizione estiva che riporta sul palco le opere del drammaturgo inglese, ad ingresso gratuito. Questo palco ha lanciato tantissimi attori sulla grande scena e ha visto esibirsi anche gente come Al Pacino, Meryl Streep e molti altri.

 

  • Loeb Boathouse: questa è, secondo me, una delle zona più suggestive e imperdibili di Central Park. Già nella seconda metà del ‘800 un giro in barca a Central Park era una delle attività preferite di turisti e newyorkesi. Sul lago c’erano sei moli dove erano attraccate le barche durante il giorno, per poi venire riposte in un magazzino di legno la notte. Il primo magazzino venne costruito nel 1873 e oltre ad ospitare le barche offriva una terrazza panoramica per ammirare il lago. Rimase in funziona per 80 anni e nel 1950 era in totale stato di decadenza. Il banchiere Carl M. Loeb decise di investire per ricostruire una struttura sulle sponde del lago, proprio quella che vediamo oggi e che fu progettata da Stuart Constable. Oggi qui si può mangiare, prendere un caffè e noleggiare una barca, o addirittura segnare sul Bird Register quali specie di uccelli o farfalle si sono avvistati nel parco. I prezzi sono, come si può immaginare, abbastanza alti ma il luogo e la vista che offre lo meritano.

Cosa vedere a Central Park: la Loeb Boathouse

  • Shakespeare Garden: Shakespeare è una presenza molto forte a Central Park, tanto da esserci un giardino interamente dedicato alle piante e ai fiori nominate nelle sue opere. È una delle attrazioni meno visitate del parco, nonostante la sua bellezza. I fiori e le piante che vi si possono trovare cambiano a seconda della stagione e c’è addirittura un gelso nato dall’innesto di un albero piantato da Shakespeare stesso nel 1602.

 

  • Alice in Wonderland: ispirata all’illustrazione di John Tenniel che comparve nella prima stampa della favola di Lewis Carrol, questa statua in bronzo fu commissionata da George Delacorte nel 1959 e deicata a sua moglie Margarita, affinché tutti i bambini di New York potessero interagire con la favola, e magari esserne incuriositi tanto da andarla a leggere. Infatti la statua può essere toccata, scalata, scoperta… per questo molte sue parti oggi sono levigate e scolorite.
    A poca distanza da Alice si trova un’altra statua in bronzo, rappresenta Hans Christian Andersen ed è stata dedicata a tutti i bambini vittime o rimasti orfani l’11 settembre.

Cosa vedere a Central Park: Alice in Wonderland

  • Zoo di Central Park: questo non lo abbiamo visitato, perché a me in generale gli zoo non piacciono. Ve lo segnalo però perché si tratta dello zoo del film d’animazione Madagascar, quindi un’occhiata anche solo all’esterno come location cinematografica è da dare!

 

  • Literary Walk: una delle zone più belle di Central Park secondo noi! Un viale con quattro file di olmi secolari, il The Mall – che deve essere meraviglioso in autunno e in primavera – alla fine del quale si trovano le statue di alcuni tra i più famosi scrittori della storia (Sir Walter Scott, Robert Burns, William Shakespeare, e altri ancora) e quella dedicata a Cristoforo Colombo, soprannominata the odd man out, l’intruso, in quanto è l’unica statua che non rappresenta uno scrittore. Si può passeggiare lungo il viale o sedersi sulle panchine in ferro battuto a godersi il panorama… questo è di sicuro il luogo più rilassante di Central Park!

 

  • Balto Statue: Questa statua ci tenevo particolarmente a vederla… non so quanti di voi, come me, hanno pianto col film d’animazione Balto. Dopo averlo visto sono andata ad informarmi sulla storia del cane eroe, per questo ci tenevo anche a vedere la sua statua. Balto è il cane che nel 1925 salvò il paese di Nome, in Alaska, dall’epidemia di difterite, portando il siero necessario per la cura. I cani da slitta erano gli unici a poter arrivare fino al paese, in quanto porti e strade erano chiusi a causa del ghiaccio e della neve e l’unica ferrovia attiva arrivava fino a Nenana, a circa 1000 km di distanza da Nome. Si organizzò una staffetta con i cani da slitta – i Siberian Husky – e l’ultima tappa fu percorsa proprio da Balto, nel quale il padrone aveva zero fiducia, che corse per oltre 53 miglia arrivando a Nome il 2 febbraio 1925.

Cosa vedere a Central Park: la statua di Balto

 

  • Carosello: Installato per la prima volta nel parco nel 1871 e azionato – pare – da un mulo e da un cavallo nascosti sotto la piattaforma, il carosello che vediamo oggi è una giostra abbandonata trovata a Coney Island, perché l’originale fu distrutto da un incendio per ben due volte. Ha 57 cavalli ed è uno dei più grandi caroselli degli States, costrutio nel 1908… non è incredibile che oggi sia ancora funzionante? Apre solo se le condizioni metereologiche sono buone… perciò incrociate le dita!

 

  • Wollman Rink: immaginate di pattinare sul ghiaccio in una fredda notte invernale, con un cielo ricco di stelle sopra la testa e lo skyline di Manhattan a fare da cornice. Sembra una scena da film, vero? In effetti lo è, perché sul Wollman Rink, probabilmente la pista di pattinaggio su ghiaccio più famosa al mondo, sono stati girati tanti film e trovarsi di fronte a lei è subito emozione. Aperta dal 1949 fu voluta da Kate Wollman che donò al parco 600.000 dollari per costruire la pista di pattinaggio intitolata alla sua famiglia è una delle attività preferite dai Newyorkesi (un giro qui nel weekend costa 19$ a persona, più 9$ per il noleggio dei pattini).

 

  • Strawberry Fields Memorial: questo è uno dei punti più conosciuti e commoventi di Central Park. Inaugurato il giorno del 45° anniversario della nascita di John Lennon, proprio sotto al Dakota Building dove viveva con Yoko Ono, è un’area di 10.000 metri quadrati dedicata al cantante, il cui nome è ispirato alla canzone Strawberry Fields Forever dei Beatles.
    Il 9 ottobre di ogni anno l’area si riempie di fan e ammiratori che vengono a portare il loro omaggio al grande artista.
    Una curiosità? Il mosaico di Imagine è stato creato in Campania da artigiani vesuviani, riproduce un mosaico Pompeiano e fu donato dal Comune di Napoli al New York City Council.

Cosa vedere a Central Park: Strawberry Fields Memorial