“É in un giorno di pioggia che ti ho conosciuta
il vento dell’ovest rideva gentile
e in un giorno di pioggia ho imparato ad amarti
mi hai preso per mano portandomi via.
In un giorno di pioggia – Modena City Ramblers

É proprio come cantano i MCR in una delle loro canzoni dedicate all’Irlanda: ce ne siamo innamorati in un giorno di pioggia.
Perché in Irlanda piove spesso, è vero. Ma il cielo grigio regala all’isola un’atmosfera suggestiva che a pochi altri posti al mondo veste così bene. E poi le dona quel verde intenso che la rende famosa e quel colore del mare unico che non saprei definire. In fondo, come si possono raccontare i colori? Come si può raccontare quanto è incredibile vedere il verde dei prati irlandesi tuffarsi direttamente nel mare? O cosa significa trovarsi dentro una delle sue tante abbazie diroccate sotto un cielo grigio gonfio di pioggia?
L’Irlanda è una gemma verde abbracciata dal mare. Viaggiare sulle sue strade significa riempirsi gli occhi di paesaggi emozionanti di fronte cui restare a bocca aperta, significa meravigliarsi quando il cielo decide di aprirsi e rivelare i veri colori dell’isola. L’Irlanda è emozione pura.

Per riuscire a vederla tutta 15 giorni sono il minimo. L’isola non è grande (circa un quarto dell’Italia) ma le strade sono strette, piene di curve, con limiti di velocità bassi. Solo la Wild Atlantic Way è lunga 2500 km, se la si vuole percorrere tutta seguendo la costa. Inoltre, ci sono tantissime cosa da vedere e da scoprire ed è veramente difficile dover scegliere cosa lasciare al prossimo viaggio. Noi, ad esempio, non siamo riusciti a vedere le isole Aran… ma, come ripeto sempre, bisogna lasciarsi alle spalle almeno un motivo per tornare.

Abbiamo studiato – a lungo, affidandoci a diverse guide turistiche, consigli di viaggiatori esperti e il sito dell’ente – il nostro itinerario di 15 giorni in Irlanda intorno a tre “temi”: i vichinghi, la Wild Atlantic Way e Game of Thrones, includendo anche le città e le attrazioni principali, quelle che proprio non si possono perdere.
Nel prossimo post vi parlerò di come organizzare il viaggio (costi, tempi, dove mangiare e dormire, noleggio auto ecc…) ma ora vediamo insieme l’itinerario (qui il nostro video)!

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Moll’s Gap

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Repubblica d’Irlanda (Irlanda del sud)

Giorno 1 e 2: Dublino
(Sarò sintetica su Dublino, perché le dedicherò un post a parte)

Siamo arrivati a Dublino nel primo pomeriggio e ci siamo catapultati in centro dove abbiamo incontrato subito Molly Malone. Anche se questa è solo una statua, la donna leggendaria che rappresenta è la protagonista della celebre canzone diventata l’inno non ufficiale di Dublino, che affianca l’inno ufficiale irlandese alle partite di rugby e della GAA, la Gaelic Athletic Association.
A pochi minuti da Molly si trova Grafton Street, la via dello shopping dublinese affascinante non solo per la sua vivacità, ma anche per i colorati palazzi georgiani a quattro piani che la delimitano.
Continuando a passeggiare per il centro si arriva a Temple Bar. Centro nevralgico della città, è il quartiere dei pub, degli artisti di strada, il ritrovo dei giovani, la zona che ospita la via più antica di Dublino – Fishamble Street – ma anche la Gallery of Photography, l’Irish Film Institute e l’Irish Rock’n’Roll Museum Experience. Attraversato Temple Bar e raggiunte le sponde del Liffey, ci si trova di fronte l’Ha’Penny Bridge, l’iconico ponte dublinese. Il nome ufficiale in realtà è Liffey Bridge, ma da sempre viene chiamato Half Penny, mezzo penny in italiano, dalla cifra che si doveva pagare per attraversarlo.
Per concludere la giornata, lasciate il centro e raggiungete Phoenix Park, il più grande parco urbano d’Europa, per ammirare dal vivo daini e cerbiatti in libertà (e abbiate sempre rispetto, seguite le regole e non date fastidio agli animali). Oltre ai daini, il Phoenix Park nei suoi 700 ettari ospita anche il Wellington Monument, l’Ashtown Castle, e l’Aras an uachtarain, la residenza del Presidente della Repubblica d’Irlanda.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: l’Ha’Penny Bridge di Dublino

Il secondo giorno è iniziato con la visita al Trinity College e la sua meravigliosa biblioteca. Nel Trinity è esposto il Book of Kells, un manoscritto miniato antichissimo di grande importanza per la sua bellezza, per la sua età (risale all 800 d.C.) e per la sua storia travagliata. Inoltre nella sua biblioteca – tra le più belle al mondo – è esposta anche l’arpa in legno simbolo dell’Irlanda.
Se volete fare un bel giro per le chiese della città, ve ne consiglio quattro: la Cattedrale di San Patrizio – dove si trova il pozzo in cui il santo battezzava i pagani irlandesi, ma anche la tomba di Jonathan Swift, l’autore dei Viaggi di Gulliver -, la Carmelite Church dove si trova la tomba di San Valentino e la Christ Church Cathedral, fondata dal re vichingo Sitric Silkenbeard. Quest’ultima si trova a Dublinia, un interessantissimo museo che vi consiglio di non perdere, che racconta la storia di Dublino dalle origini vichinghe ad oggi. Un museo ben fatto e molto interattivo, secondo me adatto ad adulti e bambini.
Una tappa che proprio non può mancare quando si visita Dublino è la Guinness Storehouse. Un simbolo, una leggenda, una delle cose che ha portato un po’ di Irlanda nel mondo. Di questa visita è interessante la storia della birra scura da 30 milioni di bollicine a pinta, le varie tappe della sua produzione, ma anche la parte legata al marketing che spiega come è diventata una delle birre più famose al mondo. Il tutto si conclude nel Gravity Bar, dove si può bere la pinta inclusa nel biglietto godendosi la vista a 360° su Dublino.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: la Guinness Storehouse di Dublino

Giorno 3: da Dublino a Waterford

Il terzo giorno abbiamo lasciato Dublino, iniziando a esplorarne i dintorni. Abbiamo scelto di visitare Dalkey, il porto più importante di Dublino in epoca medievale. Oggi il paesino conserva ancora le vestigia del suo passato, come i resti degli otto castelli che occupavano la zona. La cosa che più ci ha attirato qui però è Sandycove, a poco più di un chilometro da Dalkey (ci siamo arrivati a piedi), per visitare la James Joyce Tower&Museum e la Forty Foot Pool. Entrambe hanno una cosa che le accomuna: il primo capitolo dell’Ulysse di Joyce, ambientato proprio qui. La torre ora è un museo (ad ingresso gratuito) dedicato allo scrittore, mentre il tuffo di Buck Mulligan (il protagonista dell’Ulysse) nella Forty Foot Pool – che prende il nome da un reggimento dell’esercito stanziato qui fino al 1904 – ha dato il via alla tradizione dublinese di venire in questa belissima caletta a fare un tuffo, specialmente a Natale (Christmas Day Dip).

Lasciata Dalkey ci siamo diretti a Killiney, per un motivo in particolare: vedere la Baia di Napoli! Questa baia infatti somiglia, come conformazione, al Golfo di Napoli, tanto che alla cittadina sono stati dati nomi come Sorrento Point, Vico Road, Monte Verna.

Siamo andati poi ad esplorare il bellissimo Wicklow Mountains National Park. Questo parco ci attirava per due motivi: Kattegat (è qui che hanno girato la serie Vikings) e le sue bellezze naturali.
Kattegat è in realtà il Guinness Lake – o Lough Tay – così chiamato per il suo colore scuro  e la sabbia bianca della sua spiaggia che lo fanno somigliare ad una pinta di Guinness. Il lago lo si può ammirare solo dall’alto, perché si trova dentro una proprietà privata, ma proprio dall’alto da il meglio di sé. Qui nel parco delle Wicklow sono stati girati moltissimi film e serie tv, tanto da essere ribattezzato “la Hollywood d’Irlanda“… ed è stata installata perfino la scritta “Wicklow” con gli stessi caratteri usati per quella di Hollywood!
Dal Lough Tay si può percorrere la Military Road fino al Sally Gap, uno dei valichi principali delle Wicklow, circondato da paesaggi spettacolari. Vale la pena percorrere tutti i 40 km della Military Road, per perdersi tra paesaggi brulli, vaste distese ricoperte di ginestre ed erica, colline punteggiate di laghetti e valli di origine glaciale come la Glendalough.
Un’altra attrattiva delle Wicklow è la residenza Powerscourt Estate con i suoi giardini. La proprietà risale a prima del 1300, e anche se la tenuta è quasi tutta privata e chiusa al pubblico, i giardini sono visitabili. Da non perdere i giardini paesaggistici progettati da Daniel Robinson, uno dei giardinieri più celebri nella metà del 1700, ma anche la Pepperpot Tower, una torre costruita sul modello di un macinino da pepe, il cimitero degli animali e la Powerscourt Waterfall, la cascata più alta d’Irlanda (121 metri).

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: il Guinness Lake nel Wicklow Mountains National Park

Dalle Wicklow siamo arrivati a Waterford, fermandoci a dormire.

Giorno 4: da Waterford a Cork

Waterford è la città più antica d’Irlanda, quest’anno festeggia 1104 anni dalla sua fondazione, avvenuta grazie ai vichinghi che la battezzarono Vedrarfjord (porto ventoso). Le origini vichinghe della città sono ancora evidenti e qui si trova l’unico monumento dedicato ad un vichingo, la Reginald’s Tower, che prende il nome dal re vichingo Reginald. Oggi ospita un piccolo museo che racconta la storia di Waterford in epoca vichinga e nell’Alto Medioevo. La torre fa parte del Viking Triangle, la zona più antica della città racchiusa nelle antiche mura, in cui si trovano altri due musei molto interessanti: il Bishop’s Palace, in cui si racconta la storia di Waterford dal 1700 al 1970 –  e il Medieval Museum, dove si trovano esposte le dorate vesti sacre, uno dei tesori medievali perfettamente conservati più importanti d’Europa. Un’altra cosa importante di Waterford è la House of Waterford Crystal, la casa in cui viene prodotto il famoso cristallo Waterford, che offre visite guidate per scoprire come nasce il cristallo (e alla fine si può ammirare la vera carrozza di Cenerentola!).

Lasciata Waterford, sulla strada verso Kilkenny abbiamo fatto una deviazione verso l’Hook Head Lighthouse, il faro funzionante più antico al mondo. Pare che i primi ad accendere un fuoco in questo punto furono dei monaci che, senza volerlo, illuminarono la strada ai primi invasori vichinghi i quali furono talmente felici di trovare una luce che li guidasse da decidere di lasciare in pace i monaci.
Il faro è visitabile all’interno, con visite guidate della durata di circa 30 minuti.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Hook Head Lighthouse

Ci siamo poi diretti a Kilkenny, uno dei posti imperdibili d’Irlanda, che incarna alla perfezione l’archetipo d’Irlanda che molti viaggiatori immaginano. La città si è guadagnata diversi soprannomi: città della birra (perché qui viene prodotta la Smithswick’s), Marble City (città del marmo) e città delle Streghe. Sicuramente un breve giro non basta per visitare tutto quello che Kilkenny offre, ma vi consiglio di non perdere la visita al Castello e la sua bellissima Long Gallery, il tour della Smithswick’s Brewery, una visita alla Black Abbey e alla Cattedrale di San Caninzio (che da il nome alla città: Kilkenny in gaelico è Cil Chainnigh, chiesa di San Caninzio).

Ripartendo da Kilkenny in direzione di Cork, una sosta va assolutamente fatta alla Rock of Cashel, uno dei siti storici più spettacolari d’Irlanda. La rocca si trova in cima ad una collina che affaccia sulla campagna del Tipperary, offrendo magnifici scenari. La storia della rocca è molto travagliata: passò dall’essere proprietà dei clan gaelici, alla corona inglese, alla chiesa irlandese e, infine, al governo irlandese, che si sta occupando della sua conservazione e valorizzazione.

Qui San Patrizio battezzava i Re e, secondo la leggenda, fu proprio su questa terra che per la prima volta raccolse un trifoglio per spiegare la Santissima Trinità a Re Munster, facendo diventare così la pianta uno dei simboli dell’Irlanda.

Itinerario in Irlanda di 15 giorni: interno della Rock of Cashel

Infine siamo arrivati a Cork.

Giorno 5: da Cork a Mizen Head

Cork è la città dei 20 ponti e meriterebbe almeno una giornata intera, ma per un breve giro in una prima visita, le tappe da non perdere sono l’English Market per gustare le tipiche Buttered Eggs, e il centro storico, delimitato da tre vie principali: Oliver Plunket, St. Patrick’ Street e South Mall, uno splendido reticolo di vicoli medievali tra i quali visitare anche il caratteristico quartiere francese e la St. Finbarr’s Cathedral, la cattedrale in stile neogotico che porta il nome del patrono della città.

Proseguendo verso ovest, ci siamo fermati a Cobh, uno dei posti che più mi incuriosiva visitare. La città è piccolina, ma le sue casette colorate tipicamente irlandesi si affacciano sul mare e fanno da cornice alla bellissima cattedrale di St. Colman – assolutamente da visitare – che la domina. È il secondo porto naturale più grande al mondo (secondo al Sidney Harbour) ed è proprio qui che il Titanic ha visto il suo ultimo scalo (all’epoca la città si chiamava Queenstown), prima di salpare per gli Stati Uniti, dove non sarebbe arrivato mai. Oggi nella vecchia sede della biglietteria della White Star Line, dove 123 persone comprarono il biglietto che le avrebbe portate ad affrontare quel terribile viaggio, si trova la Titanic Experience, una vera e propria esperienza che porta a rivivere la vita a bordo del Titanic fino alla notte fatale.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Cobh

Ad appena mezz’ora da Cobh si trova il Blarney Castle, un castello diventato una delle mete turistiche più popolari d’Irlanda grazie alla leggenda secondo cui baciare la sua pietra regala il dono dell’eloquenza. Riuscire a baciare la pietra è una piccola avventura: lunga fila alla biglietteria, l’interessante visita al castello, la risalita di una stretta scala a chiocciola e infine bisogna sporgersi a testa in giù per poter baciare la pietra! Tutto nella massima sicurezza ovviamente. Anche se non credete alla storia della pietra, fare tappa qui è sicuramente qualcosa di diverso.

Infine abbiamo raggiunto Mizen Head, l’inizio della Wild Atlantic Way. Non è altro che una stazione di segnalazione, ma il panorama intorno la rendere incredibile. La stazione si trova su un’isoletta, collegata da un ponte lungo 45 metri a picco sulle scogliere frastagliate, battute dalle fragorose onde dell’Atlantico. Anche gli scenari selvaggi che portano a Mizen Head valgono il viaggio. E poi è proprio qui che inizia la Wild Atlantic Way, la strada segnalata più lunga al mondo!

Consiglio: se avete tempo o preferite vedere altro al posto del Blarney Castle, puntate su Kinsale, il villaggio più colorato d’Irlanda, un vivace porto turistico ricco di gallerie d’arte, bar, negozi… e si mangia davvero bene!

Giorno 6: Ring of Kerry

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Moll’s Gapp, Ring of Kerry

Il Ring of Kerry è entrato nella mia top 5 dei luoghi che più ho amato dell’Irlanda. È un itinerario ad anello di incontaminati paesaggi lungo circa 170 km, che inizia e finisce a Killarney.
La nostra prima tappa è stata però il Moll’s Gap, uno dei percorsi panoramici d’Irlanda più deliziosi. È sconsigliato il passaggio in macchina, così accettato il consiglio abbiamo percorso la strada a piedi – soltanto fino ai piedi del passo, altrimenti erano altri 3 km da fare a piedi e non avremmo visto molto altro quel giorno – e alla fine siamo stati felici di non aver preso l’auto. Un posto così è da godere lentamente, per vedere le carrozze passare, provare ad urlare per sentire l’eco, prendersi tutto il tempo possibile per guardare il paesaggio che si ha attorno, con l’impressione di trovarsi in qualche libro fantasy. Siamo stati fortunati anche perché al ritorno, sul ponte di pietra, abbiamo trovato un suonatore di cornamusa irlandese (qui il video) e sentire quella musica immersi in uno scenario così è stato uno dei momenti più belli del viaggio.
Siamo poi andati a Killorglin, per andare a portare i nostri saluti a Re Puck, il re caprone. Da millenni qui ogni anno si elegge re un caprone – Puck appunto – una tradizione talmente antica e radicata, talmente importante che al “re” è stata dedicata perfino una statua.
Tappa successiva è stata Cahersiveen, dove ci siamo fermati per visitare l’unica chiesa d’Irlanda dedicata ad un laico, la Daniel O’Connell Church. Daniel O’Connell, nato proprio a Cahersiveen, fu una figura importantissima per l’Irlanda, che si battè in modo non violento per i diritti dei cattolici irlandesi e contro l’unione con la Gran Bretagna.
Siamo passati poi per Waterville, dove abbiamo accarezzato l’oceano. Qui, al Butler Arms Hotel – dove abbiamo mangiato dei formaggi dalle fattorie irlandesi molto buoni – soggiornò Charlie Chaplin e ora c’è una statua a lui dedicata sul lungomare, ed ogni anno la città ospita il Charlie Chaplin Comedy Film Festival.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Waterville, Ring of Kerry

La cosa più bella del Ring of Kerry sono i paesaggi che offrono le sue strade e i paesini che lo attraversano sono come decorazioni che rendono questa strada una delle più belle al mondo. Quindi quando vi muovete da una tappa all’altra, non dimenticate mai di guardarvi attorno, troverete le cose più belle!
La nostra penultima tappa è stata Darrynane. La sua baia è secondo me uno degli scorci più affascinanti d’Irlanda, perché spunta fuori all’improvviso, dietro ad una collinetta verde di erba alta. Si cammina nei sentierini sull’erba, risalendo la piccola collina per ritrovarsi davanti, una volta arrivati in cima, la spiaggia con la sua sabbia chiara. Abbiamo anche visto dei ragazzi fare surf qui (ma senza onde).
Infine Kenmare, la colorata cittadina al centro dell’omonimo fiordo considerata il gioiello del Ring of Kerry. Qui troverete le tradizionali casette colorate, tantissimi pub e negozi, l’antica tradizione dei pizzi risalente alla Grande Carestia e il Kenmare Stone Circle, uno dei tanti famosi cerchi di pietra, uno dei più grandi nell’ovest Irlanda, costruito durante l’età del bronzo.

Giorno 7: Cliffs of Moher e Galway

La visita alle Cliffs of Moher è una di quelle che rifarei se tornassi in Irlanda, perché quel giorno col meteo siamo stati davvero sfortunati (vento, pioggia e nebbia). Eppure la loro imponenza non ci è sfuggita e il suono delle onde rabbiose dell’oceano era un bellissimo sottofondo. Le scogliere, di scura pietra calcarea, si innalzano dall’oceano per 214 metri, sono lunghe 8 chilometri e il loro nome in Irlandese significa “Scogliere della Rovina” e viene dal Fortino di Mothar, che fu distrutto durante le guerre napoleoniche.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: le Cliffs of Moher

In una giornata con un meteo più clemente si possono percorrere diversi sentieri – lunghi dai 600 metri agli 8 chilometri – sulle scogliere, tra cui il Worm Trail che conserva tracce di passaggi di animali risalenti a 320 milioni di anni fa.
Dal Visitor Centre, il percorso si snoda in due percorsi: il primo, più lungo, porta verso Hag’s Head, mentre l’altro verso la O’Brien Towers, la torre costruita nel 1835 per regalare ai turisti un punto di vista privilegiato sulle scogliere.
Una visita qui, se fatta bene, può richiedere anche più di mezza giornata (o una giornata intera, se si percorre il sentiero più lungo).

In direzione di Galway abbiamo fatto una breve sosta a Black Head, per ammirare il paesaggio lunare del Burren. Si cammina su pietre grigie, lande desolate e primitive in cui sembrerà essere fuori dal mondo. Lasciate la macchina bordo strada e tuffatevi in questo paesaggio unico!

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Black Head, Burren

La giornata si è poi conclusa a Galway, la città bohémien d’Irlanda, famosa per il suo panorama d’intrattenimento.
Abbiamo visitato il colorato quartiere latino (Quay Street) ricco di negozi, birrerie, ristoranti, musica e artisti di strada. Abbiamo passeggiato per Salthill, il quartiere residenziale affacciato sul mare, per poi fare un salto nella Galway medievale visitando Eyre Square, dove si tenevano le giostre medievali e il mercato, e la Collegiate Church of St. Nicholas, la chiesa medievale più grande d’Irlanda, dove pregò anche Cristoforo Colombo nel 1477.

Una curiosità: proprio fuori dalla Collegiate Church, in Market Street, si trova una pietra che indica il punto in cui il sindaco di Galway, Lynch (all’epoca la famiglia più autorevole della città), impiccò il figlio colpevole di aver ucciso uno straniero azionando il patibolo personalmente. Da questo viene il termine lingiaggio (in inglese lynching).

Giorno 8: Connemara

Il Connemara ci ha incantato per la sua bellezza selvaggia. Siamo ancora lungo la Wild Atlantic Way e il significato irlandese del nome Conamara, insenature nel mare, descrive bene questo suggestivo tratto d’Irlanda.
Il nostro itinerario è iniziato da Coral Strand, una spiaggia a cui si arriva tramite una stradina stretta e sconnessa. Una spiaggia dal colore rosso, dovuto al fatto che è formata da milioni di frammenti di corallo (da questo il nome) e conchiglie che cambiano colore a seconda della luce.
Dalla spiaggia è possibile vedere, nei giorni di sole, anche Gorumna Island, la nostra successiva tappa. Un’isoletta collegata da diversi ponti che ci ha conquistati con il suo paesaggio roccioso, scuro e desolato. Uno di quei luoghi cui il cielo grigio dona davvero molto.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Gorumna Island, Connemara

Lungo le strade del Connemara sembra di essere fuori dal tempo: paesaggi unici, uomini a cavallo, cavalli che passeggiano sulle rive del mare, pascoli, villaggi di una manciata di case.
Abbiamo proseguito per i piccoli villaggi di pescatori affacciati sul mare di Carna e Roundstone, per fnire sulla Dogs Bay, un’icredibile spiaggia di sabbia bianca – colore dovuto ai frammenti di conchiglie che l’hanno formata – e acqua turchese nascosta dalle dune verdi. Un luogo che riesce a dare un incredibile senso di pace.

L’ultima tappa è stata la Kylemore Abbey, la scenografica abbazia a picco sul Pollacapall Lough, voluta da un ricco uomo d’affari inglese che si innamorò del Connemara dopo esserci stato in luna di miele. Furono le suore benedettine di Ypres, fuggite dal Belgio durante la Prima Guerra Mondiale, a trasformare il palazzo in un’abbazia. Oggi ospita un collegio femminile e solo poche sale degli interni sono visitabili, insieme ai giardini. Vale la pena arrivarci per vederla esternamente, il colpo d’occhio che regala è fantastico.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Kylemore Abbey, Connemara

Giorno 9: da Sligo a Malin Head

In circa due ore e mezzo dal Connemara si arriva a Sligo, la città natale di W. B. Yeats che definì l’omonima contea “la terra dei desideri del cuore”.  Spesso lasciata da parte dai turisti, è una città che secondo noi merita di essere presa in considerazione.
Abbiamo visitato la Sligo Abbey, la quale conserva l’unico altare scolpito sopravvissuto alla Riforma Protestante e il love knot, un nodo in pietra che rappresenta il legame tra amore divino e amore terreno. Dicono che toccarlo porti fortuna, soprattutto agli innamorati.
La presenza di Yeats nella città è forte, dallo Yeats Memorial Building che ospita manoscritti originali, alla statua realizzata con vetri rotti su cui sono incise le parole delle sue opere.

Lasciata Sligo abbiamo raggiunto Donegal Town, che a dispetto del nome non è il capoluogo della contea. Cittadina piccola e fondata dai vichinghi, serve più da base per esplorare i dintorni. A noi è piaciuto moltissimo il Donegal Castle, affacciato su un ansa del fiume Eske. Il castello è perfettamente conservato, magnifico dai magazzini al piano terra fino alla Great Hall.

itinerario di 15 giorni in Irlanda: Donegal Casle

La città si sviluppa intorno alla Diamond Square, la piazza a forma di diamante dove si trova anche il Diamond Obelisk, l’obelisco che commemora l’impresa dei quattro frati francescani che temendo la cultura celtica potesse venir spazzata via dall’arrivo degli inglesi, trascrissero tutta la storia e la mitologia locali a partire da quattro anni prima del diluvio universale fino al 1618 d.C. nell’opera “The Annals of the four Masters”, esposta a Dublino nella National Library.

Siamo poi andati a Malin Head, il punto più settentrionale d’Irlanda, il punto finale della Wild Atlantic Way e nostra ultima tappa nella Repubblica d’Irlanda (qui hanno girato Star Wars: l’ultimo Jedi).

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Irlanda del Nord

Gli ultimi giorni del nostro viaggio in Irlanda li abbiamo passati in Irlanda del Nord, un paese semplicemente meraviglioso.
Ci siamo però concentrati su un itinerario dedicato alle location di Game of Thrones, posti particolari e bellissimi lontani dai sentieri turistici. All’itinerario dedicherò un post a parte, per ora vi suggerisco quei posti da non perdere in un primo breve viaggio in Irlanda del nord.

Giant’s Causeway

Il selciato del gigante è una tappa imprescindibile, un luogo di una bellezza ineguagliabile.
Secondo la leggenda queste 40.000 antichissime colonne esagonali di basalto non sono altro che un sentiero costruito dal gigante Finn McCool per raggiungere la Scozia e sconfiggere il nemico Angus. Ma Finn cadde in un sonno profondo e quando Angus venne a cercarlo, la moglie coprì Finn con un manto e disse ad Angus che quello era il loro bambino che stava dormendo. Nel vedere il bambino di tale stazza, Angus ebbe paura delle dimensioni del padre e così scappò via terrorizzato.
Camminare sopra queste rocce così originalmente modellate mentre si ascolta il rumore delle onde che si infragono contro di esse è un’esperienza straordinaria. Si può anche giocare a trovare le figure tra le rocce e sui monti, come la nonna del gigante, gli occhi e gli stivali del gigante e perfino un organo.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Giant’s Causeway, Irlanda del Nord

 

Carrick-a-rede

A pochi chilometri dal Giant’s Causeway si trova il ponte di corda Carrick-a-rede, sospeso a 25 metri sul mare, che collega alla terraferma l’isolotto di Carrick Island. L’isolotto è, oltre che una grande attrattiva geologica, un’area di pesca del salmone e sono proprio i pescatori che da oltre 350 anni costruiscono ponti per riuscire a raggiungere l’isolotto. Lo scenario è spettacolare e vale davvero la pena vincere l’impressione che può dare questo ponte sospeso per attraversarlo.
Non possono salirci più di 8 persone alla volta,  quindi mettete in conto di attendere un po’.

The Dark Hedges

Il sentiero Dark Hedges fa parte sia delle cose da non perdere in Irlanda, sia del tour di Got (è la Strada dei Re).
È una strada incantata, magica. Da qualche anno è stata anche chiusa al traffico, ma dimenticatevi quelle strade vuote che si vedono in tutte le foto sul web: oggi è pieno di turisti che camminano lungo il sentiero, quindi se lo volete tutto per voi considerate di doverlo raggiungere in orari difficili (come al mattino molto presto).
Nel XVIII secolo la famiglia Stuart piantò i faggi lungo questo viale, per impressionare i visitatori che si avvicinavano alla loro villa, Gracehill House. Nel corso dei secoli gli alberi si sono curvati verso la strada, fino ad intrecciare i loro rami quasi magicamente, dando vita ad uno dei fenomeni naturali più fotografati al mondo.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Dark Hedges, Irlanda del Nord

Belfast

Arriviamo infine nella capitale dell’Irlanda del Nord, una città che mi hai stupito più di qualunque altra. Avevo avuto opinioni contrastanti su di lei, ma noi ci schieriamo con quelle positive.
Sarò breve perché anche Belfast merita un post a parte.

Il nostro tour a Belfast è durato due giorni. Arrivando all’ora di pranzo, abbiamo iniziato da Sawers, uno dei deli più antichi d’Irlanda. Nato nel 1897, oggi raccoglie cibo di ottima qualità da tutto il mondo. Ci si può fare la spesa, così come mangiare (noi abbiamo provato i panini, squisiti!). Siamo poi andati a visitare una delle attrazioni più famose di Belfast: il Titanic Belfast, il commovente museo dedicato allo sfortunato transatlantico che venne costruito proprio qui. Il museo racconta nel dettaglio la storia e la costruzione della nave, fino all’incidente con l’iceberg, tramite riproduzioni delle cabine passeggeri, un tour nel cantiere ricostruito e perfino la riproduzione del rumore delle onde e la vibrazione della nave sull’oceano.

Un altro museo da non perdere a Belfast è l’Ulster Museum, un museo unico ad ingresso gratuito dove si incontrano dinosauri, mummie, tesori di navi spagnole naufragate, la storia delle ribellioni di Belfast e tantissimo altro ancora. Una passeggiata tra storia, scienza, arte, archeologia, botanica e moltissimo altro.
Abbiamo fatto una pausa da Co Couture, la miglior cioccolateria dell’Irlanda del Nord, per poi andare a visitare la splendida City Hall, simbolo della capitale. È il municipio della città, ma si può visitare gratuitamente per conoscere meglio la storia di Belfast e soprattutto i personaggi che ne hanno fatto parte, insieme ai suoi cittadini più illustri e famosi.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: Belfast

Abbiamo concluso la giornata al The Crown Liquor Saloon, un piccolo capolavoro di età vittoriana, il pub più famoso della città creato per attirare viaggiatori e letterati.

Il secondo giorno siamo andati a salutare il Salmon of knowledge, o The Big Fish, una scultura in ceramica a forma di pesce che rappresenta una creatura della mitologia irlandese, fatta di varie piastrelle su cui è dipinta la storia di Belfast.
Tappa successiva è stato il St. George’s Market, il più antico mercato coperto d’Irlanda nato nel 1890 e da allora sempre aperto. Un mercato di cibo sempre fresco, dove si esibiscono settimanalmente artisti di strada e musicisti, con oltre 240 bancarelle e noto soprattutto per essere il miglior mercato di pesce fresco d’Irlanda.
Infine, tour imprescindibile prima di lasciare Belfast, i suoi murals. Forma di protesta collettiva e strumento di dissenso durante i troubles, raccontano momenti e personaggi di questi anni difficili della città. Si trovano a West Belfast, un quartiere diviso in due dalla Peace Line del 1970, che divise la zona cattolica di Falls Road da quella lealista e protestante di Shankhill. Uno spaccato popolare e artistico di questa città, che vi lascerà sicuramente un segno.

Itinerario di 15 giorni in Irlanda: i murales di Belfast