Mercoledì 5 ottobre ha aperto in Via Giolitti, 36 all’interno della Cappa Mazzoniana di Roma Termini, lì dove una volta si ritrovavano i ferrovieri per il dopo lavoro, il Mercato Centrale di Roma, il luogo del cibo, come lo definisce il suo creatore Umberto Montano: Il mercato dev’essere una situazione dinamica. Noi ci auguriamo che possa esprimere un’identità culturale forte fondata sul valore degli artigiani del gusto, che sono l’anima vera del progetto”.
Questo è il secondo Mercato Centrale ad aprire le porte: il primo infatti è stato inaugurato a Firenze nel 2014, a San Lorenzo e visto il successo, si è deciso di tentare anche nella Capitale.
Noi eravamo presenti all’inaugurazione e la prima cosa a colpirci è stata la filosofia del luogo: il Mercato Centrale nasce come luogo di ritrovo, dove regna la semplicità ma soprattutto il rapporto tra persone. Vengono messi al bando i lunghi scaffali ordinati, i luccichi delle luci e viene evidenziata la genuinità, sia quella del cibo sia degli artigiani che lo lavorano – proprio lì davanti a tutti – raccontando le loro storie. Proprio come si faceva un tempo.

Mercato Centrale di Roma, artigiani

E’ proprio qui tra le mani di chi di storie da raccontare su questa bellezza chiamata cibo ne ha fin troppe, che quello stesso cibo prende vita. Ed è così che il Mercato Centrale di Roma si riempie di profumi e voci.
In un punto di Roma dove imperavano il fast food, il Kebab, il cibo cinese o altri cibi “internazionali”, il Mercato Centrale diventa punto di ritrovo per 16 botteghe di qualità, in un ambiente totalmente restaurato e suddiviso su 3 piani con la gigantesca cappa Mazzoniana, realizzata negli anni 30 in marmo portoghese, a fare sfoggio di sè.

In mezzo al caos creato da tutti gli ospiti presenti all’inaugurazione, abbiamo potuto assaggiare piatti come: i ravioli capresi ripieni di caciotta e maggiorana in salsa di pomodoro, il basilico dello chef Oliver Glowing, la pizza del fantastico panettiere/pasticcere/pizzaiolo Gabriele Bonci, carciofi di Alessandro Conti, i formaggi di Salvatore De Gennaro e la fantastica cioccolata di Andrea Steiner.
Non siamo riusciti ad assaggiare tutto le leccornie che abbiamo visto passare davanti i nostri occhi, e forse è meglio così: resta viva la voglia di tornare per assaggiare tutte le bontà di questo luogo speciale che, come lo ha descritto Montano, sarà “un luogo del cibo, buono, entusiasmante e che non costi caro. Un posto bello a disposizione del pubblico dalla mattina alle 7 fino a mezzanotte, che ospiterà anche eventi culturali.”
Finalmente, aggiungiamo noi!

Mercato Centrale di Roma

Le nostre botteghe preferite del Mercato Centrale di Roma

Gabriele Bonci
A Roma Bonci viene considerato il “Michelangelo della pizza romana”, ovvero la pizza a taglio, quella che solo a Roma sappiamo fare.
Il suo segreto? Utilizzare farine biologiche macinate con pietra naturale, lievito madre antico e la miscela da lui brevettata di grano e cereali, ricca di farro, prodotta dal Mulino Marino nelle Langhe.
Nelle sue pizzerie le pizze cambiano tutti i giorni, seguendo le stagioni e l’umore dello chef… assolutamente da provare!

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Pizzeria Sud di Romualdo Rizzuti
Dalla tradizione romana della pizza passiamo a quella Napoletana: quella della pizza tonda, la pizza per eccellenza.
Alla Pizzeria Sud l’impasto, creato con una miscela di tre differenti tipi di farina, viene lasciato a lievitare tra le 20 e le 30 ore prima di essere lavorato per trasformarsi nel piatto bandiera d’Italia. Vengono preparate qui solo le tre pizze classiche (Margherita, Napoletana, Marinara) e una pizza speciale con ingredienti di stagione, che cambia di volta in volta.

Trapizzino di Stefano Callegari
Entrato a pieno diritto tra lo street food tipico di Roma e tra i migliori d’Italia, il Trapizzino è un’invenzione culinaria recente (2008) che vanta tra i suoi ingredienti principali il tempo: infatti ci vogliono 2 giorni per preparare appena 10 Trapizzini!
La pizza bianca con la caratteristica forma triangolare è la base costante di questa creazione, che viene poi riempita con ingredienti della tradizione della cucina romana.

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Il Tartufo di Luciano Savini
Quanto costa un panino con del tartufo buono? Solo 2,50 euro al Mercato Centrale di Roma. Non un tartufo qualsiasi, ma il tartufo che cura la famiglia Savini da quattro generazioni a Montanelli, in Toscana.
La sua è una vera e propria bottega, con prodotti da gustare al momento e da acquistare per gustarli a casa.

Veg&Veg di Marcella Bianchi
Anche chi ha fatto una scelta alimentare diversa troverà pane per i suoi denti – letteralmente – al Mercato Centrale di Roma. Veg&Veg infatti presenta numerose, e buonissime, insalate, macedonie e tanti altri prodotti vegetariani con un occhio attento anche al glutine.

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Arà è Sicilia
Poteva mancare la tradizione siciliana? Assolutamente no! Dai cannoli riempiti al momento, al pesce, alla carne, alla pasta alla norma… da Arà – parola intraducibile in italiano ma ormai intercalare tipico del dialetto siciliano – si respira tradizione e profumi siculi. Irrinunciabile, davvero!

Cremilla di Luca Veralli
Nessun additivo artificiale e latte 100% italiano da agricoltura biologica, farina di carrubbe come unico addensante: ecco i punti di forza del cremoso gelato di Luca Veralli, chiamato Cremilla. E’ con questi ingredienti che il maestro gelataio lavora i suoi 18 diversi gusti di gelato e sorbetti… che è possibile anche assaggiare per poter scegliere al meglio!

Queste sono le nostre preferite tra le 16 botteghe – così si chiamano i “negozi” del Mercato Centrale, proprio come un tempo – ma anche le altre meritano più di un assaggio.
Non mancano neanche gli ottimi vini, la birra artigianale, un buon caffè da gustare sotto la cappa mazzoniana. Il Mercato Centrale di Roma è il luogo giusto dove far rivivere le papille gustative e riscoprire la tradizione vera, quella fatta di persone.

 

[La foto di copertina è presa da vanityfair.it]
Le foto delle botteghe sono prese dal sito del Mercato centrale
Testo e foto collage di Rosetta Carnevale, nostra inviata all’inaugurzione