Un viaggio sulla Route 66 è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, l’unica strada in cui si possono conoscere le tante facce dell’America ed il suo cuore.

Un’esperienza che però, va detto, non è di certo economica considerando tutte le spese complessive (volo, hotel, attrazioni, cibo). La prima cosa che vi consiglio di acquistare è una mappa (tipo questa), molto utile anche per “perdersi” dove più vi piace e personalizzare al massimo l’itinerario.

Quanto costa la Route 66?

Aereo
Siamo riusciti a trovare un’ottima offerta acquistando i biglietti nove mesi prima. Forse un po’ troppo, si, ma ad oggi sono felice di averlo fatto perché dopo averli acquistati non abbiamo più trovato un’offerta migliore (fortunatamente, altrimenti ci saremmo mangiati i gomiti!).
Abbiamo pagato 600 euro a persona a/r con KLM per un volo multitratta Roma – Chicago e Los Angeles – Roma. All’andata abbiamo fatto un unico scalo ad Amsterdam, al ritorno invece un lungo volo diretto.
Abbiamo acquistato i biglietti direttamente dal sito della compagnia, perché ho scoperto che per i voli multitratta i siti di comparazione non sono utili né molto affidabili… o almeno non lo sono stati nel nostro caso.

Quanto costa un viaggio sulla Route 66

Chicago dall’alto

Assicurazione viaggio
L’importanza dell’assicurazione di viaggio l’ho ribadita in diverse occasioni. Negli Stati Uniti questa diventa fondamentale, perché copre le spese mediche che altrimenti lì – nel caso servissero ma si spera sempre di no – sarebbero altissime (veramente alte, da migliaia di euro).
Ci si augura di non doverne mai usufruire, ma è sempre meglio essere coperti e protetti.
Noi abbiamo scelto l’assicurazione Columbus, che permette la copertura non solo per il singolo viaggio, ma anche la copertura annuale per ogni viaggio in ogni parte del mondo, anche di coppia, a prezzi veramente competitivi.
Comprende le spese mediche, assistenza 24 ore, copertura delle spese di ritorno in Italia e molto altro.

Noleggio auto/moto
Qui va considerata l’incredibile variabilità della scelta.
Si può decidere di noleggiare una qualsiasi auto di qualsiasi dimensione, oppure una tipica muscle car, una qualsiasi moto oppure una Harley Davidson, e il prezzo varierà tantissimo.
Indovinate noi cosa abbiamo scelto?
Noleggiare una Harley Davidson negli Usa ha tutto un altro sapore, è il sogno. Un sogno che ti fanno pagare, ovviamente, a partire dal drop-off, la tassa che si paga per prendere la moto/l’auto in una città e lasciarla in un’altra. Ecco, la Route 66, a detta di chi ci ha noleggiato l’Harley, ha uno dei drop-off più alti di tutti gli Stati Uniti, che ammonta a circa 800 dollari.
In totale, per 17 giorni di noleggio drop-off compreso, abbiamo speso 2000 dollari, pari a circa 70 dollari al giorno (drop-off escluso).
Ora, a noi ha detto anche sfiga. Nel senso che abbiamo noleggiato l’Harley con Eagle Rider, ma non è andato tutto liscio come speravamo.
La compagnia ha i prezzi più bassi degli States, almeno tra quelli che ho trovato io, e anche una certa fama, perciò credevamo di andare sul sicuro. Invece tre giorni dopo il noleggio la moto ha iniziato a dare problemi e ci ha abbandonati in una stazione di servizio a 20 minuti da St. Louis. Abbiamo chiamato l’assistenza ma, nonostante fosse garantita 24 ore, gli uffici erano chiusi e un messaggio registrato diceva di lasciare il numero per essere ricontattati. Così abbiamo fatto, ma dopo un’ora nessuno ci aveva ancora chiamati e abbiamo deciso di chiamare Uber e farci accompagnare in hotel.
Il mattino dopo alle 10 ancora nessuna notizia dall’assistenza, così abbiamo deciso di chiamare di nuovo e ci è stato detto di andare vicino la moto. Abbiamo di nuovo utilizzato Uber (che negli USA va alla grande) per arrivare alla stazione di servizio, dove abbiamo telefonato ancora una volta all’assistenza Eagle Rider. Mentre attendevamo notizie sul da farsi, parecchia gente si è fermata ad aiutarci e questa è una cosa che ho amato tantissimo degli States. Un ragazzo ha chiamato il più vicino Harley dealer per farsi dare un aiuto e seguendo le istruzioni via telefono siamo riusciti ad aggiustare la moto e ripartire. In tutto questo tempo da Eagle Rider abbiamo ricevuto una sola chiamata in cui ci è stato detto che essendo sabato non riuscivano a trovare un carro attrezzi disponibile.
Un po’ delusi dalla loro assistenza abbiamo pensato solo al fatto che l’importante era essere riusciti a ripartire… se non fosse che quattro giorni dopo si è fermata di nuovo, ad Oklahoma City. Stavolta, per fortuna, gli uffici erano aperti e dopo qualche telefonata e circa due ore di attesa sotto al sole, sono arrivati a prendere la moto per portarla via. Noi però abbiamo di nuovo dovuto prendere Uber – sempre a nostre spese – per essere portati a casa, ma stavolta, visto che il giorno dopo saremmo entrati in quella che doveva essere la zona più calda, desertica e dai tratti più lunghi del viaggio, non ci fidavamo a riprendere una moto che si fermava ogni 2 giorni. Lo abbiamo detto a Eagle Rider, che ha iniziato a pretendere di farci pagare 1000 dollari in quanto consegnavamo la moto prima. Come se non bastasse, prima ci hanno chiamato per avvisarci che la moto era pronta e sistemata e dopo per dirci che non era vero, dovevano cambiare un pezzo e ci avrebbero impiegato una settimana. In alternativa dovevamo prendere un’auto a noleggio (che loro ci avrebbero rimborsato) per arrivare a Fort Alamo, a CINQUE ORE di distanza, e prendere una nuova moto. Quindi le alternative erano perdere una settimana ad Oklahoma City cancellando metà del viaggio rimanente, o spendere altri soldi per noleggiare un’auto che ci avrebbe portato in una città fuori dal nostro percorso, perdendo comunque almeno due notti già pagate e parte del percorso previsto.
Ci siamo rifiutati di fare entrambe le cose perché se ci avevano dato una moto rotta il problema era loro, perché prima di mettermi in mano un mezzo a cui affido la mia vita tu devi essere sicuro al 100% che sia sano e funzionante.
Quindi abbiamo noleggiato un’auto, pagando di tasca nostra altri 500 dollari, mentre quelli di Eagle Rider ancora pretendevano di farci pagare mille dollari per aver lasciato noi la moto prima. Alla fine, dopo varie discussioni, hanno deciso di lasciar perdere.
Noi abbiamo deciso di goderci il resto del viaggio e che avremmo pensato a tutto al ritorno.

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Hotel/Motel
Anche riguardo gli hotel per un viaggio sulla Route 66 le variabili sono molte.
Per noi si trattava del viaggio di nozze, perciò abbiamo cercato hotel di standard un po’ più alti rispetto a quelli soliti, quando ci accontentiamo anche di mezza stella in periferia. Ma in quelle città dove la via di mezzo tra qualità e prezzo non c’era (sempre secondo i nostri standard, eh!) ci siamo accontentati di un appartamento su Airbnb o delle famose catene di Motel, che devo dire non sono affatto male.
In totale, per 23 notti, abbiamo speso 2500 euro in due, circa 104 euro a notte (52 a testa). Anche perché abbiamo scelto di fermarci a dormire sempre in città e lì ovviamente i costi lievitano, ma con qualche accortezza si può arrivare a spendere molto meno, addirittura la metà.

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Cibo
Prima della partenza mi era stato detto che negli Stati Uniti il cibo è economico.
Forse è vero, ma non per la colazione, dove si va da un minimo di 15/20 dollari (in due) da Starbucks, ai 30/40 dei diners. A me spendere dai 10 al 35 euro per la colazione sembra eccessivo, però paese che vai… e soprattutto la colazione nei diners è fatta di bacon, mash brown, salsicce, pancakes e molto altro… infatti quando facevamo la tipica colazione americana poi non mangiavamo più fino a cena!
Anche riguardo al cibo le variabili sono molte, come del resto anche in Italia: dipende da dove ti trovi, se in città o fuori, dalla fama della catena o del diner, da quello che ordini, se vai in un fast food o in un ristorante.
Qui serve una specifica: per gli americani i fast food sono ristoranti. Lì se si parla di vero e proprio ristorante come lo intendiamo noi si arriva a spendere veramente tanto (una sera siamo andati a cena da Red Lobster, che è una catena ma lì è considerato un posto “in”, e abbiamo speso 90 dollari per una cena fatta di un piatto unico, bevande e dolce).
Trattandosi della mia prima volta negli USA, ho voluto provare la loro cucina tipica, dalla Deep Dish pizza di Chicago agli hamburger dei diner, al Corn dog, ai Mac&Cheese, ai sapori piccanti del New Mexico: risultato, non spendevamo mai meno di 40/45 dollari a pasto (sempre in due).

quanto costa la Route 66, cibo

Attrazioni
Non so se in tutti gli Stati Uniti è la stessa cosa, ma lungo la Route 66 le attrazioni intese come musei e parchi nazionali si pagano praticamente tutte.
Quanto? Dipende.
Pensavo che il costo più alto sarebbe stato quello del Grand Canyon – e se lo meriterebbe pure – con i suoi 30 dollari per auto, che invece è stato uno dei più bassi (facendo i conti, se si va in 4 con una sola auto si tratta di 7,50 dollari a testa, pochissimo per una bellezza del genere).
Il prezzo più alto invece, che non ci aspettavamo perché – onestamente – non c’eravamo informati, è stato per gli Universal Studios di Hollywood: 150$ a testa per 1 giorno.
Ne è valsa la pena? Assolutamente si e probabilmente lo rifarei. Vi consiglio però di andarci solo se siete appassionati di cinema e se vi piacciono le attrazioni movimentate e adrenaliniche, perché il parco si basa essenzialmente su queste due cose (approfondirò meglio in un post dedicato).

quanto costa la Route 66, musei

In conclusione, quanto cosa un viaggio sulla Route 66?
A noi un viaggio di 24 giorni è costato tra i 6.000 e i 7.000 euro (per due, inclusi: voli, hotel, pasti, attrazioni, moto/auto, benzina).
Per un viaggio così bisogna risparmiare un po’, sebbene con qualche accortezza si possa spendere molto meno… ma è di sicuro un viaggio che vale assolutamente la pena fare!