Scanno è uno di quei posti che porto nel cuore.
Ci sono stata con la famiglia per due anni di seguito a festeggiare Natale e Capodanno e lo porto dentro come si fa con i ricordi da bambini.
Ricordo la neve bianca, le lucine accese alle finestre, le case arroccate, l’odore della cioccolata calda e della legna bruciata per le strade, la piazza dove si leggeva il giornale chiacchierando con gli amici, il sapore del Pan dell’Orso e dei mostaccioli, il lago ghiacciato e i suoi riflessi.
Quando ci sono tornata pochi mesi fa per #loveScanno sono stata felice di rivere quei ricordi e, allo stesso tempo, conoscere tutte quelle cose che mi ero persa, scoprire in modo più approfondito quel paese che per me rappresenta qualcosa in più del borgo più bello d’Abruzzo. Talmente bello da essere chiamato anche La città dei fotografi, perché i suoi scorci sono stati catturati da gente come Henri Cartier-Bresson, Hilde Lotz-Bauer, Mario Giacomelli (la cui immagine “Il bambino di Scanno” è esposta al MoMA di New York)… c’è anche una via dedicata ai fotografi, una piccola terrazza che affaccia su uno degli scorci secondo me più belli del paese.

Cosa vedere a Scanno?
 Cosa vedere a Scanno, scorci

Già la strada per arrivarci da sola vale il viaggio: le Gole del Sagittario, Villalago, il lago di Scanno con l’Eremo di San Domenico (tutte cose di cui vi parlerò nel post dedicato al trekking a Scanno)… prendetevela comoda, fermatevi ad ammirare ogni paesaggio. Dove altro potreste trovare meraviglie del genere?

Una volta arrivati in paese il mio consiglio è quello di camminare per quelle stradine e lasciarvi incantare (ma preparatevi, è tutto in salita!) dai balconcini in ferro battuto, i portali barocchi, le cimmose (le scale esterne che conducono da una casa all’altra) e tutti gli altri elementi che caratterizzano Scanno, rendendolo un luogo unico (ne parla anche Girovagate nel suo bel post che potete leggere qui).
Tra un incanto e l’altro soffermatevi su alcune cose in particolare.

Santa Maria della Valle. Questa chiesa domina la piazza principale del paese, omonima, e ha la particolarità di avere il campanile visibile da ogni lato e prospettiva. Non si conosce bene la storia di questa chiesa, poiché venne ristrutturata più e più volte, ma alcuni elementi ne testimoniano l’esistenza dal XII secolo. Le numerose ristrutturazioni che ha subito sono evidenti anche dai diversi tipi di decorazioni e pilastri che contiene: dalla facciata romanica ai pilastri del barocco. L’interno è molto particolare, è divisa in tre navate e la pietra bianca di cui è fatta viene messa in risalto dai dettagli rossi che la decorano.

Fontana Sarracco. Questa fontana oggi si trova in Largo Bergia, ma nel medioevo era fuori dal centro abitato. É composta da due grandi archi e due basamenti, per un totale di 5 metri di lunghezza e 7 d’altezza. Anche la costruzione di questa fontana è stata ripresa più volte nel corso della storia, ma la sua particolarità è un’altra: viene chiamata anche fontana del ceto sociale perché nell’arco di sinistra sono presenti cinque cannelle per bere, ognuna con un differente stemma che rappresentava il ceto sociale d’appartenenza.
La cannella più a sinistra rappresenta lo stemma del re, qui potevano bere tutti i nobili di sesso maschile; la seconda cannella da sinistra rappresenta lo stemma della regina e qui potevano bere tutte le donne appartenenti alla nobiltà; alla terza cannella lo stemma dello zoccolante (in dialetto è colui che monta i ferri sugli zoccoli del cavallo) indicava che lì bevevano i lavoratori; la quarta cannella rappresentava lo stemma del frate cappuccino, indicando che da quella si abbeveravano frati, suore, elemosinanti e viandanti. Infine una quinta cannella senza stemma era posta più in basso, forse per i bambini.

Cosa vedere a Scanno, il paese

Chiesa di Sant’Eustachio. Questa chiesa, intitolata al patrono della città e alla Madonna di Loreto, è la più vecchia di Scanno. Venne costruita, sembra, sul punto più alto del paese quando venne convertito al cristianesimo, sopra ad un tempio dedicato a Pan. Era infatti la chiesa principale del paese e ancora oggi i parroci vengono ordinati prima qui e solo dopo a Santa Maria della Valle.

Museo della lana. Detto anche il museo del popolo, raccoglie i ricordi del paese, strumenti antichi che la gente lascia al museo per contribuire a raccontare la propria storia. Qui tramite gli oggetti che vi sono custoditi si può capire come vivevano nei primi anni del novecento, ma anche quanto alcune tradizioni siano ancora vive ed importanti. Come la gonna ad esempio, che ancora oggi viene indossata da alcune donne anziane, con tutti i suoi 15 kg di peso.
Il museo è importante anche perché la lana era un prodotto fondamentale per il paese, che si basava sulla pastorizia. Moltissimi infatti erano i pastori qui a Scanno, che per mesi lasciavano la loro casa per portare le pecore al pascolo lungo i tratturi. Questo rese la società scannese molto matriarcale: le donne infatti restavano a casa e su di loro gravava tutto, dalla cura e l’educazione dei figli e della casa, alla raccolta della legna e la lavorazione della lana.
Ancora oggi ci sono molti pastori in paese, che salgono sulle montagne per portare le pecore al pascolo, per poi scendere di nuovo in paese quando si avvicina il freddo… noi infatti abbiamo assistito ad una cosa che trovo bellissima: ad un certo punto, mentre si gironzolava per il paese, tutti si sono fermati, dalle persone alle auto, per permettere ad un gregge che stava rientrando di passare!

Cosa vedere a Scanno, la pastorizia

Le botteghe artigiane. Se mi chiedeste cosa vedere a Scanno come prima cosa, vi risponderei senza esitazione le botteghe artigiane. In particolare le botteghe orafe, in alcune delle quali vengono ancora utilizzati strumenti di oltre cento anni fa (perfettamente funzionanti, mica come le cose che costruiscono oggi), come l’Oreficeria Di Rienzo, o quelle gastronomiche.
Due cose in particolare mi hanno colpito della tradizione orafa: una è la presentosa, uno dei simboli del paese, un gioiello che le suocere regalavano alle future mogli del loro figlio, un cerchio con una trama di filigrana e un cuore al centro, tutto fatto in oro (una volta ricevuto, le donne andavano a fare “le presentose” in giro, ovvero si davano un po’ di arie mostrando orgoglio nell’essere sentimentalmente impegnate).
Esiste ancora oggi questa tradizione, ma con significati diversi: la presentosa con un solo cuore è per le nubili, con due cuori per le fidanzate e quella con la mezzaluna per le donne sposate.
Il secondo gioiello a colpirmi è stato un bracciale che diventa anello. Si tratta di un bracciale composto da cerchietti d’oro, con una chiusura particolare che permette, una volta chiusi su di loro tutti i cerchi d’oro, di indossarlo come anello. Questo gioiello venne inventato e commissionato da un conte, amante di una principessa. Per il compleanno di lei avrebbe voluto regalarle un anello che lei potesse portare sempre con sé, ma la situazione non glielo permetteva, non voleva scoprissero la loro storia. Così commissionò questo gioiello speciale, in modo che lei potesse portarlo al polso in pubblico e come anello quando si trovava con lui o nel privato delle sue stanze.

Cosa mangiare a Scanno?

Cosa vedere a Scanno, mangiare i mostaccioli

A Scanno, come in tutto l’Abruzzo, sul cibo non si può restare delusi.
Non potete assolutamente perdere il Pan dell’Orso, il dolce tipico di Scanno, una torta fatta con tre diverse farine (di grano duro, di patate e di mandorle), burro, miele, zucchero, aromi di mandorle, arancia e limone.
Provatelo all’omonima pasticceria, dove potete assaggiare anche tantissimi altri dolci squisiti, come i mostaccioli, anch’essi tipici, a base di mandorle e pan di spagna, ricoperti di glassa di zucchero (i miei preferiti) o cioccolato fondente.

Se preferite il salato a Scanno potrete trovare decine di piatti adatti a saziarvi: dagli arrosticini di pecora ai chezzelliti (mangiateli all’Agriturismo Le Prata, sono una loro specialità), dalle sagne alla carne alla brace… c’è solo l’imbarazzo della scelta!