Immaginate la primavera.
I finestrini dell’auto abbassati, il vento che solletica il viso e scompiglia i capelli, buona musica da viaggio che si diffonde nell’aria, solo la strada davanti a voi, un cielo limpido e assolato sopra di voi, il rumore del motore in sottofondo.
La libertà.
Queste sono le sensazioni della prima volta in Harley.

Sensazioni che si ripetono ogni volta che si monta in sella. In Harley è sempre primavera.
Ci si sente giovani, felici e liberi anche quando si percorre la solita strada per andare al solito lavoro.

Ho letto tante di quelle frasi in giro per il web su quanto fosse bello stare in moto che alla fine ero diventata un po’ scettica, lo ammetto. Temevo in frasi fatte e nulla più.
Eppure…
Eppure c’è sempre stata una sensazione dentro di me che non so spiegare. Un richiamo verso QUELLA moto e tutto ciò che c’è intorno. Perché l’Harley è più di una moto, è un simbolo cui intorno gira un mondo fatto di tantissime altre cose. Se sei portato è un mondo che adori. Devi però sentirtelo dentro. Devi, soprattutto, avere carattere.

La prima volta in Harley, Skye

Ora però voglio solo raccontarvi della prima volta in Harley.
Io sono una fifona per molte cose (come l’aereo, ad esempio, o le montagne russe) e temevo che andare in moto da passeggera (o zavorrina, come si dice nel linguaggio biker) mi avrebbe dato le stesse sensazioni di pericolo e paura, pur amando infinitamente l’Harley e ciò che ci gira intorno.
Invece salire lì sopra è stato come ritrovare un pezzetto di me, sentire quel qualcosa che ti manca che si sistema al suo posto. É liberazione, respiro, ritrovare sé stessi. 
Avete presente quella voglia che viene ogni tanto di urlare o scappare via? Un giro in Harley la lascia sfogare, scivolare via. Non è come urlare o scappare, è molto di più, ma è veramente difficile trovare le parole per spiegare quella sensazione.
Immaginate di essere pieni di aria nera dentro, come se fosse smog, un qualcosa di scuro che vi fa sentire tristi, abbattuti, infelici. Salire in Harley fa si che quell’aria nera scivoli via pian piano da voi, sostituendola piano piano con fresca aria pulita di montagna. Forse per questo una volta in sella non si ha più voglia di scendere.

La prima volta in Harley

Una volta a terra è un continuo desiderio di ritornare in sella, diventa come una droga. Una di quelle droghe che fa bene però, come i viaggi. Ti rimette al mondo.
Pur essendo appassionata da sempre di Harley non avrei mai creduto potesse farmi un effetto simile. Mi sono ritrovata anche a chiudere gli occhi (e questo è il bello di essere zavorrina) per ascoltare solo il suono del motore, quella musica inconfondibile che solo il due cilindri sa emettere. Una volta ho immaginato di stare negli USA, poi ho capito che anche le strade di casa sono belle se sei sopra quella sella. É come indossare un paio di occhiali magici che ti fanno vedere il mondo in un modo diverso. La rabbia, la paura, la tensione, tutto sparisce là sopra.
Peccato non ci si possa vivere, in sella.

…o forse si?