L’Oasi San Daniele  è stata una delle esperienze per me più belle ed uniche di #asoloblogtour, perchè è stato un “sentire” la natura sotto i piedi (letteralmente) e con tutti i sensi.

Quanto tempo è che non camminate a piedi nudi?
A casa non conta, lì anche io lo faccio sempre… adoro il contatto dei piedi sul pavimento, sentire la “terra” sotto di me (forse è per questo che non amo volare: amo troppo il contatto con la terra!).
Camminare a piedi nudi sull’erba, in una foresta, sulle pietre di una montagna… chi lo hai mai fatto da adulto? Forse alcuni non lo hanno fatto nemmeno da bambini… Che errore!
Dopo averlo provato posso dire che è una sensazione unica, magnifica. Volete provarla? Andate all’Oasi San Daniele.

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La nostra esperienza è stata relativamente breve, ma molto intensa. Accolti in questo immenso parco verde, ci siamo seduti su panche di legno e ci è stato chiesto di disegnare con i colori quello che avevamo dentro, come ci sentivamo. Sembrava di essere tornati sui banchi di scuola, quelli piccoli dove adesso non riusciresti a sederti nemmeno con metà gamba.
Subito dopo piedi scalzi per iniziare il percorso denominato Dal Brenta al Piave perchè raccoglie i materiali geologici tra i due fiumi. Un percorso diviso in piccole sezioni, ognuna fatta di un diverso materiale, da assaporare con il tatto, da sentire sotto i piedi. Ci sono sassi di diversi tipi, da quelli più lisci ad altri un po’ più taglienti, legno, erba, terra… si riscopre il vero contatto con la natura, circondati dai suoi suoni che sono gli unici ad interrompere il silenzio.
Un percorso che va fatto andata e ritorno, dove il ritorno è la parte più importante. All’andata siamo distratti dal non cadere e dal non farsi male, ma al ritorno, conoscendo già il percorso, si sta più attenti a ciò che si prova: la terra e i sassi sotto i piedi, il freddo della terra, il canto degli uccellini.
Finito il percorso, bisogna modificare il disegno fatto all’inizio e… magia! La maggior parte di noi ha spento il fuoco che sentiva dentro, abbattuto montagne con gli alberi, inserito musica. La pace dei sensi.
Credo ci sia qualcosa di profondo che lega l’uomo alla natura, anche se l’umanità è convinta di comandare su tutto. Quando arriverà a capire che è il contrario vivremo in un mondo migliore.
Dopo questo break sensoriale, si può anche esplorare l’Oasi che ha molto da raccontare.

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La prima cosa da dire è che l’Oasi nasce dopo una battaglia. Qui si voleva mettere una discarica per i fanghi industriali, ma fortunatamente sono riusciti a salvare la zona. Motivo per cui è ancora più importante curarla e mantenerla… sia mai che qualcuno dovesse ritirar fuori l’idea.
L’Oasi è piccola e suggestiva e raccoglie specie autoctone, sia di piante e fiori che di animali. C’è un bosco, un grande prato, un’area picnic e una zona umida visitabile tramite una passerella di legno.
Qui sono presenti moltissime specie animali che si possono osservare, come capriolo, volpe, tasso, cinghiali e faine (solo durante la notte), donnola, germani reali, airone cinerino, le lucciole e tante altre ancora.
Si può venire qui tutti i giorni a qualsiasi ora e non c’è nessun biglietto di ingresso da pagare.
E’ solo uno splendido luogo dove poter passare qualche ora vivendo anche una nuova esperienza che lascerà il segno.