Ogni tanto capita di fermarsi a riflettere. Sembrerà incredibile, ma capita anche a me. Qualche volta. Ok, poche volte, però capita e questo è l’importante.
Stavolta mi è capitato di riflettere su cosa sia un viaggio e un viaggiatore, di chiedermi “il viaggiatore chi è davvero?” e… beh, sono arrivata alla conclusione che non esistono.
Prima che mi prendiate per pazza, spiego meglio (dopo potete anche continuare a credere che sia realmente pazza, non fa niente).
Voglio dire che non esiste un identikit del viaggiatore o del viaggio.
Tutti quelli che pensano di poter spiegare cosa significhi davvero viaggiare e cosa deve o non deve fare un viaggiatore, sbagliano. Si illudono.
Il viaggio è una cosa talmente personale e talmente forte che ognuno deve viverlo come meglio crede.
Non sei un viaggiatore vero se fai solo viaggi che durano mesi. Così come non lo si è se si fa viaggi di soli weekend. In entrambi i casi, puoi tornare a casa tale e quale a come sei partito, con la stessa valigia tra le mani.

Il viaggio è scoperta, è voglia di evasione dalla routine, è incontro, è scuola, è incanto, è vita.
Tutte cose che si possono trovare sia in un viaggio di tre mesi a spasso per l’Asia, sia in un weekend a Berlino.
Dipende dallo spirito con cui si parte, da cosa si cerca, da cosa si vuole.
Perchè non tutti hanno tempo e soldi per stare lontano mesi… anzi, secondo me è più da apprezzare chi trova molto in pochi giorni – perchè sa di avere solo quelli e sceglie di sfruttarli al massimo – rispetto a chi, soldi in tasca e tempo libero dietro, può fare come vuole ogni anno e starsene fuori quanto vuole.
E’ più da apprezzare chi per quel singolo viaggio l’anno deve fare sacrifici per undici mesi. Eppure li fa, perchè è una delle cose a cui tiene di più, qualcosa a cui non può rinunciare.
Facile poter fare la valigia ogni volta che si vuole, non sapere cosa significa rinunciare a tanto per un viaggio.

Il viaggiatore chi è?

Sono due modi diversi di viaggiare, ma entrambi meritano rispetto.
C’è chi viaggia per evadere, chi viaggia per scoprire, chi viaggia semplicemente perchè si sente vivo nel farlo.
L’unica categoria di persone che eviterei di chiamare viaggiatori sono quelli che viaggiano solo per mettere una bandierina in più sulla cartina. Che senso ha avere una mappa piena di colori, ma nessun ricordo dietro, tornare a casa uguali a come si è partiti?
Forse viaggiare non è nient’altro che questo: creare esperienze, creare vita.
E’ spostarsi, aprire gli occhi al mondo e far entrare il mondo dentro di sè. Spogliarsi dei pregiudizi, delle idee con cui si è partiti e averne di nuove e migliori.
E’ diventare migliori, capire che cosa meravigliosa sia il mondo e farne il souvenir più importante.

L’unica cosa che si può dire è cosa NON è viaggiare: è andare in un Paese come padroni e non come ospiti, è non aprirsi all’altro, è pretendere di mangiare il cibo del tuo paese e di sentir parlare la tua lingua, è stare chiusi in un villaggio turistico o in una discoteca, è non avere la curiosità addosso.

Per essere viaggiatori non bisogna essere milionari. Bisogna solo avere una gran voglia di sapere cosa c’è oltre l’uscio di casa.