Musa di mille poeti e scrittori, città natale di Virgilio.
Mantova la poesia ce l’ha nel destino, nel sangue, nell’anima.
Nata al centro di tre laghi colmi, secondo la leggenda, delle lacrime della poetessa
Manto, è una città che dà un senso di dolce malinconia a chiunque l’attraversi.
È un gioiello incastonato tra le acque, patria dei Gonzaga.

Visitare Mantova

Irene e Mauro on Flickr

Il modo migliore per apprezzare il lato elegante e storico della città è iniziare a visitare Mantova entrando da Ponte San Giorgio e l’omonimo castello, da cui si può vedere anche la finestra della famosissima Camera Picta, affrescata da Andrea Mantegna per Ludovico Gonzaga e sua moglie, Ludovica di Brandeburgo. L’affresco merita una visita non solo per la sua bellezza ma anche per la sua particolarità, infatti, se vorrete sfidare la vostra vista, cercate nei dipinti floreali l’autoritratto di Mantegna! Inoltre, ricordate che la Camera Picta può essere visitata solo su prenotazione, quindi bisogna andare preparati.

Oltre il Castello, si mette poi piede in Piazza Sordello, dedicata al poeta Sordello da Goito, citato anche nella Divina Commedia. La piazza è circondata da imponenti edifici storici, come la Cattedrale e i palazzi bonacolsiani (i rivali dei Gonzaga). Questa piazza ha inoltre un valore storico molto importante, infatti, fu anche teatro del golpe che consegnò la città in mano ai Gonzaga. Per l’appunto, proprio qui, si trova anche la loro casa, la reggia che ospitò per decenni la nobile famiglia: Palazzo Ducale.

Palazzo Ducale

Con i suoi 34000 mq, Palazzo Ducale è la corte più grande d’Europa e, nonostante le sue 500 stanze, 70 appartamenti, giardini interni e i 15 cortili, la visita dura non più di un paio d’ore, perciò è qualche cosa da provare assolutamente anche quando si ha a disposizione poco tempo. Insomma, un paio d’ore spese a perdersi tra tesori ed opere d’arte dal valore inestimabile. Resterete incantati dagli arazzi di Raffaello, la stanza col soffitto del Labirinto, le camere di Pisanello e molto altro.

Fuori dal Palazzo, altra tappa imperdibile è il Duomo, dedicato a San Pietro. L’interno è molto particolare, a cinque navate. Una costruzione antichissima di particolare architettura che vale la pena scoprire. Qui, il 18 marzo di ogni anno, vengono esposte le spoglie di Sant’Anselmo, patrono della città.

visitare Mantova, il duomo

Per tuffarsi nella poesia, anima della città, bisogna andare a vedere l’Accademia Nazionale Virgiliana, custode non solo delle opere dell’antico poeta, ma anche del pianoforte che rivelò il talento di Mozart durante un concerto del 1770. Questo cimelio, circondato da velluto rosso, viene conservato come fosse una cosa sacra, importante per la musica e per lo spirito.

Un giro a Mantova nutre l’anima.
Per restare nell’atmosfera elegante e raffinata della città, si può soggiornare all’Hotel Broletto, in pieno centro storico.

Gastronomia

A proposito di nutrimento… Mantova è la patria della zucca, che viene utilizzata per preparare tortelli, polpette, torte…
Anche il maiale è protagonista della cucina mantovana, ottimi soprattutto salame e salamèla.
Senza dimenticare poi l’ottimo Grana Padano, il più famoso dei formaggi italiani, nato proprio qui.

Visitare Mantova, Grana Padano

Dopo la scorpacciata di zucca e carne servirà sicuramente un dolce: regina della città è la Sbrisolona, una torta che vanta una ricetta antichissima, risalente a prima del 1600, tipica della tradizione contadina. E’ a base di farine e mandorle e la sua caratteristica principale è… la capacità di sbriciolarsi!

Posso riformulare la frase: Mantova nutre l’anima e il corpo!