“M’incanto…
quelle lunghe braccia sul mare.
Protese verso il cielo,
mi rimandano all’idea di un abbraccio,
di un’attesa di una supplica.
Il mistero quasi mi confonde:
più non so se appartengo alla terra, al mare o al cielo
o forse un poco a tutti.”
Carlo Iezzi

costa dei trabocchi, trabocco punta tufano

Ci sono luoghi che ci entrano in testa e non sappiamo bene nemmeno noi il perchè.
Ti incuriosiscono, hai una gran voglia di vederli… ma non sai esattamente cosa aspettarti.
Vi è mai capitato? A me si, succede con tanti posti nel mondo… uno di questi era proprio la Costa dei Trabocchi.
Così quando ho saputo che l’avremmo visitata durante #assaggidabruzzo ho subito sentito quella sensazione di sogno che si sta per realizzare.

Ed è stato molto più di quanto mi sarei mai aspettata. 

costa dei trabocchi

Andiamo con ordine.
La Costa dei Trabocchi si trova sul litorale abruzzese, in provincia di Chieti. 133 chilometri di meravigliosa natura, chilometri di una costa fantasiosa, dove ogni chilometro è diverso dal precedente o dal successivo: sabbia fine, scogli alti, insenature rocciose, distese verdi. E’ questa la cornice che ospita i trabocchi.

Cosa sono i trabocchi?

Sono delle macchine da pesca su palafitte, fatte tutte in legno d’Aleppo. Le inventarono i Fenici, e ai giorni nostri ancora resistono… ma quanto erano straordinari nell’antichità??
Una passerella conduce dalla costa ad una piattaforma, sulla quale in estate ora è anche possibile mangiare.
Una cena sul trabocco è un altro dei miei sogni (magari lo inserirò nella lista)!

Dalla piattaforma due lunghe braccia si estendono verso il mare, sorreggendo una rete da pesca.
Che cos’è un trabocco? Un abbraccio verso il mare. 

costa dei trabocchi, passerella

 Questa è la sensazione che ho avuto sopra al Trabocco Sasso della Cajana a Rocca San Giovanni, quello che abbiamo visitato durante il tour, tra i più antichi della Costa.
Abbracciare il mare, camminare sospesi su di esso mentre si percorrere la passerella.
Ci si sente un po’ pirati, un po’ marinai.

« La macchina pareva vivere d’armonia propria, avere un’aria ed un’effige di corpo d’anima »

Così li descrive D’Annunzio nel suo Trionfo della Morte.
Non credo esistano parole migliori per descriverli.
Anche lui, il caro Gabriele, aveva il suo trabocco, di cui purtroppo oggi rimangono solo i resti.

Queste macchine misteriose conferiscono un fascino speciale allo splendido mare d’Abruzzo, donando alla costa quell’accento di curiosità e mistero che rende tutto più bello.

costa dei trabocchi, sul trabocco

costa dei trabocchi, particolare

Forse il sogno non è ancora del tutto realizzato: lo sarà dopo che sarò riuscita a cenare su queste splendide palafitte, che non vedo l’ora di rivedere.
Per respirare e abbracciare il mare ad occhi aperti, per stupirmi ancora una volta di tanta bellezza.