Sono giorni di cambiamenti, questi. O forse succede quando si cresce: si cambia, la vita cambia.
Si prendono decisioni importanti e la vita segue il suo corso in base alle decisioni che prendiamo. Si sa che quando ci si avvicina ai trenta poi quelle decisioni diventano sempre più importanti.
Ognuno di noi ai cambiamenti reagisce in modo diverso. Succede quando cambiamo scuola dopo il diploma delle medie, quando ci si diploma al liceo e si deve scegliere l’università, quando si inizia a lavorare, quando si decide di andare a convivere o di sposarsi… Succede, per fortuna, quando ci sono cambiamenti importanti. Succede che ognuno reagisce in un modo. Chi bene, chi male, chi pensa di non reagire ed invece è il corpo o l’anima a farlo per lui.

Vi starete chiedendo: cosa c’entra tutto questo in un blog di viaggi?
C’entra, nel mio diario di viaggio (ed il viaggio più importante non è proprio quello della vita?) perchè questi cambiamenti li sto affrontando anche io. Sto decidendo di crescere un po’, sto intraprendendo il viaggio più importante: quello dentro sè stessi.
A tutto questo il mio corpo sembra reagire in un modo che odio: attacchi di panico al pensiero di volare.
Che cosa orribile per un viaggiatore, per chi dei viaggi ne fa il suo respiro di vita.

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Della paura di volare ne ho già parlato qui.
L’ho sempre affrontata. Ora, invece, sembra avere il sopravvento. Forse perchè sto somatizzando qualcosa, a causa dei cambiamenti della vita (ringrazio Monica per avermici fatto pensare… e anche lo psicologo!) ed il corpo reagisce così. Quindi, insomma, ora ci sarà una bella guerra tra me e lui.
Che un po’ in guerra, io e lui, lo siamo sempre. Tra autostima, diete, non accettazione e tante altre cose… non c’è un giorno che io ricordi in cui non abbiamo combattuto una battaglia.
Ecco un’altra cosa che deve prepararsi a somatizzare: questa battaglia deve finire. Devo riuscire a fare quella dieta che vivo sempre come una punizione, a togliermi quella ciste che ospito da anni, a guardarmi allo specchio sorridendo almeno una volta al giorno.
Di battaglie ogni giorno ne combattiamo tante, ognuno ha le sue. Chi più gravi e chi meno (e io, ci mancherebbe pure, non mi lamento proprio)… e alla fine di tanti pensieri, mi sono chiesta: cos’è che ce le fa combattere davvero? La risposta che ho trovato è tanto semplice quanto complicata: la felicità.

Le nostre battaglie le combattiamo per i rari momenti di felicità. Non quella delle favole, del vissero per sempre felici e contenti che sta solo nei libri.
Lo facciamo, inconsciamente, per la felicità che possiamo avere ogni giorno, quella delle piccole cose che poi così piccole non sono, a pensarci.

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Come riconoscere la felicità e godere di quel momento?
Spesso la sentiamo, ci sono quei momenti in cui ci rendiamo veramente conto di essere felici. Altre volte invece abbiamo bisogno di rifletterci, altre ancora dobbiamo ricordarcelo che quella certa cosa ci rende felici.
Così ho pensato a quali possono essere tutte queste cose, per non dimenticarle più e pensare, ogni volta, che la battaglia quotidiana ne vale la pena.
Sempre.

Cose in cui riconoscere la felicità: 

  • Gli abbracci
  • Gli abbracci ai genitori, soprattutto
  • …e anche quelli agli amici
  • Pure a mio fratello, va.
  • Le pagine di un libro nuovo (e anche il suo odore… e non ditemi che sono l’unica idiota che annusa i libri!)
  • un’agenda nuova, di quelle senza date, piene di pagine bianche da riempire
  • scattare foto (ma tante, proprio tante… a tutto! Anche dentro casa… e provateci, non è per niente facile!)
  • il Natale
  • Pasqua
  • Ferragosto (va bene, diciamo tutte le feste)
  • i weekend
  • il mare (d’inverno, d’estate, in autunno, in primavera)
  • le montagne (con la neve, verdi, marroni d’autunno)
  • ascoltare per caso una canzone che ti ricorda l’adolescenza
  • i baci
  • le carezze
  •  la fantasia, con la quale possiamo arrivare ovunque
  • la musica che fa compagnia
  • svegliarsi prima della sveglia e sentirti come se avessi dormito 12 ore
  • un biglietto aereo (si, ho paura, ma mi passerà e sarà solo felicità)
  • un viaggio (non importa il mezzo, importa partire)
  • leggere la guida cartacea sul tuo prossimo viaggio
  • (e pensare già a cosa potrai scrivere sul blog)
  • l’odore del caffè la mattina
  • il sapore del latte la mattina
  • e quello del tè nei pomeriggi d’inverno
  • una tazza di cioccolata calda tra le mani
  • il piumone addosso quando fuori piove
  • una cena a casa con gli amici
  • una cena fuori con gli amici
  • il tempo passato col tuo migliore amico
  • organizzare una vacanza con gli amici
  • organizzare una vacanza in coppia
  • i dolci
  • la pizza
  • la cucina di nonna
  • e quella di mamma
  • vedere un film sdraiata sul divano
  • vedere le luci dell’albero di Natale
  • mangiare una pizza e bere una coca cola mentre guardi la tua serie preferita
  • scrivere
  • ridere, ridere, ridere
  • quando ti ritrovi a ringraziare il karma
  • guardare l’alba
  • guardare il tramonto
  • guardare le stelle
  • guardare le nuvole e provare a capirne le forme
  • l’arcobaleno
  • cantare
  • una doccia calda
  • un bagno caldo
  • una soddisfazione sul lavoro (piccola o grande)
  • un complimento
  • trovare una super offerta per un viaggio
  • riuscire a far tornare il sorriso a qualcuno
  • la frutta fresca
  • quando ti aspetti di dover fare ore di fila invece non trovi nessuno
  • fare la spesa in compagnia
  • le cose inaspettate
  • un giro in bicicletta
  • l’odore dell’ammorbidente
  • ringraziare (ed essere ringraziati)
  • una gentilezza
  • la buona educazione
  • i cartoni della Walt Disney
  • le canzoni della Walt Disney
  • preparare la valigia
  • il pane caldo
  • la pizza bianca calda
  • quel chilo in meno quando scopri di averlo perso
  • beccare per caso uno dei tuoi film preferiti
  • la famiglia, per quanto matta
  • una coperta calda
  • fare un tuffo
  • scartare un regalo
  • le sorprese (farle, soprattutto… ma anche riceverle!)
  • rendersi conto della propria felicità

 

 

Ne mancano ancora tante… e voi cosa aggiungereste?