Negli ultimi giorni su Facebook va di moda l’elenco delle dieci mete dei sogni.
Dieci son poche per un travelholic (va tanto di moda anche questa parola adesso!) ma da qualche parte tocca pur iniziare, no?
Sono stata nominata ben tre volte fino ad ora… ma tranquilli, non sarà un post sulle dieci mete dei miei sogni, a quello ho già pensato ad inizio anno.
Ad ogni nomination il primo posto cui pensavo era Zanzibar. 

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In realtà, da quando si parla di queste liste, non faccio altro che andare sul sito Phone&Go a cercare un’offerta, già con la valigia in mano, pronta a prenotare!

Cosa mi attira di un posto tanto lontano?
Non pensate subito e solo alle candide spiagge e all’acqua turchese dell’Oceano Indiano… Si, è vero, la prima immagine che mi viene in mente è quella, ma non è il meglio di Zanzibar.
Il meglio di questa isola lontana per me è la sua gente. Sorrisi bianchi, la pelle scura sotto il sole, le espressioni distese del volto, il contrasto dei colori, le loro attività dal sapore antico…

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Sedersi su quella sabbia bianca, i piedi bagnati dall’acqua fresca dal colore così intenso da sembrare un gioiello, gli occhi ad osservare quegli uomini che portano in mare vecchie barche di legno o tirano su reti cariche di pesci…
Magari al tramonto.
Dicono tutti che in Africa il sole sembra più vicino, e che una volta aver visto i colori di quei tramonti nessun sole sarà più lo stesso.
Semplicità, nient’altro che questo.

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Ad ogni ritorno da un viaggio non si è mai gli stessi, ma credo che certe scene ti scavano dentro e si infilano con forza nei tuoi ricordi, sotto la pelle.

A Stone Town poi, la capitale, c’è la Casa dove è nato Freddy Mercury!
Oltre ad un coloratissimo mercato delle spezie che mi attira tantissimo. Riuscite ad immaginarne gli odori? Provo sempre a farlo ogni volta che chiudo gli occhi e ci penso, ma so che quando – prima o poi – sarò lì, tutto supererà la mia immaginazione.

Non vi è venuta voglia di partire?