Immagino che a tutti sia capitato, almeno una volta nella vita, di avere il terrore di aver sbagliato strada, nonostante il navigatore.
L’ultima volta mi è successo nel viaggio on the road in quella piccola parte dell’Europa dell’ovest. Verso il Monastero di Montserrat, per essere precisi.

Mentre ero su quelle strade, pensavo che non poteva trattarsi della Spagna. Possibile che le strade iberiche fossero affiancate da quella terra rossa? Che davanti a me si elevassero quei pinnacoli al sapore di deserto e di cartoline Australiane?
Oggi posso confermarvelo: si, la Spagna è anche questo.

Monastero di Montserrat tra le montagne

Il Monastero è un luogo meraviglioso incastonato – letteralmente – sulle montagne della Catalogna.
Il modo migliore per arrivarci secondo me è in macchina, l’unico modo per godersi quelle morbide curve che salgono fin su, quella strada ben fatta circondata da paesaggi che lasciano senza fiato. Basta chiedere al navigatore (o indicazioni alla gente di passaggio) di portarvi a Monistrol de Montserrat e poi seguire le indicazioni per il monastero.
Il modo alternativo per arrivarci è in volo fino a Barcellona (provate a cercare su Fly Go, ci sono un mucchio di offerte!) e da lì la linea R5 del treno, direzione Manresa (19 euro un biglietto a/r), dalla stazione Espanya, raggiungibile dalla linea verde o rossa della metro. Dalla stazione Monistrol poi bisogna prendere la funivia Aeri. All’incirca, da Barcellona, è un’ora e mezzo di viaggio.

Il Monastero di Montserrat non affascina solo per la posizione suggestiva, che affaccia su una verdissima valle e, in lontananza, la città di Barcellona, ma anche per la sua storia e le tante leggende che nasconde.

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Il Monastero infatti custodisce la leggendaria Moreneta, la Madonna nera. La leggenda racconta che è stata costruita da San Luca a Gerusalemme, poi affidata a San Pietro che la portò fino a Barcellona, per poi nasconderla nella Santa Cova tra le montagne quando i musulmani invasero la catalogna.
Fu ritrovata nell’anno 880 da alcuni pastori, che un giorno, mentre lavoravano, videro una fortissima luce scendere dal cielo, accompagnata da una deliziosa melodia che si ripeté varie volte. I pastorelli seguirono la luce, scoprendo così la statua che fu chiamata la “Vergine Nera.”
Da quel giorno sono iniziati i miracoli che hanno reso questo luogo meta di pellegrinaggi di milioni di fedeli ogni anno.

C’è anche un’altra leggenda sul Monastero di Montserrat, ancora più interessante. Sembra che qui si sia nascosto anche il Sacro Graal.  Titurel infatti, il primo re del Graal, mise in salvo il prezioso oggetto nel castello di Montsalvat, mentre anni dopo Wagner dice al suo Parsifal che il Graal si trova tra le montagne a nord della Spagna. Addirittura Himmler, il capo delle SS tedesche, nel 1940 fece un salto nel monastero di Montserrat per cercare di scoprire la verità su questa faccenda.
Cosa è storia e cosa leggenda?

L’unica cosa certa è l’atmosfera quasi surreale di questo posto.

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Per poter “toccare” la Moreneta, c’è da fare almeno un paio di ore di fila. Una fila che parte dal bellissimo cortile esterno, entra nella basilica, passa di fronte la statua di legno e poi esce fuori.
Sarà lunga, ma se ne può approfittare per guardarsi bene intorno. Il cortile, le statue bianche, le decorazioni delle mura, dei soffitti, le colonne… Ci sono mille dettagli da ammirare, uno più bello dell’altro.

Un consiglio? Cercate di essere qui verso le 13. A quest’ora infatti si esibisce ogni giorno (tranne a Luglio, il periodo natalizio ed altre festività) il coro della Escolania, il famosissimo coro gregoriano composto da bambini che studiano canto proprio nel monastero.

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Vi serve un altro motivo per andare?