“Non è forse vero che le emozioni più belle nascono dagli incontri inaspettati?”

tre cose da non perdere a Marsala
La Sicilia e un sogno che si realizza. Bello quanto mai mi sarei aspettata.

La partenza non è stata delle migliori: mi aspettavano 16 ore di pullman in solitaria, e non ne avevo mai fatte così tante prima. Chi troverò come compagno di viaggio? Passeranno mai tutte queste ore? Queste e mille altre domande mi tormentavano, ma alla fine… alla fine, quando tornerò in Sicilia, spero di farlo di nuovo in pullman.
Quando ho visto le luci di Messina dall’altra parte dello Stretto, ho sentito la stessa emozione che si prova quando si realizza un sogno. Il cuore che batte, gli occhi che si illuminano di gioia, tutto il sonno svanito in un istante. Quel posto che da anni sognavo di vedere era a pochi chilometri da me ormai, e in breve ci avrei messo piede sopra, lo avrei toccato e vissuto.
Insomma, sembravo un’innamorata che sta per dare il primo bacio all’oggetto dei suoi desideri!

Una volta sbarcati, già dall’alba la Sicilia mi ha regalato paesaggi che mi resteranno per sempre incastonati negli occhi e nel cuore. Dal verde smeraldo delle sue colline al mare che si perdeva in ogni tono di blu, dal rosso dell’Etna all’azzurro incredibilmente chiaro del cielo.
Ore passate a viaggiare tra queste meraviglie per arrivare, finalmente, a Marsala: il punto più ad ovest d’Italia. Anzi, il gioiello più ad ovest d’Italia.


Quali sono le tre cose da non perdere a Marsala?

Tre cose da non perdere a Marsala, asino

Le saline Ettore e Infersa
Si trovano a circa dieci-quindici minuti dal centro di Marsala, andando verso Trapani.
Ci si può arrivare con un autobus (che passa una volta ogni tanto) o con un taxi spendendo 30 euro (solo andata).
A costo di andarci a piedi però, non si possono perdere.

Tre cose da non perdere a Marsala, le saline
Si trovano nella Riserva Naturale orientata dello Stagnone e dell’Isola di Mozia, altro spettacolo della natura siciliana.
Si viene accolti dalla vista di un mulino giallo, dal tetto rosso, circondato da montagnette di sale bianche, che in inverno vengono coperte dalle tegole: tanti piccoli tetti che punteggiano le strade della salina.

Il benvenuto qui è davvero speciale.
Seduto là fuori ho trovato Peppe Genna, il poeta incisore: un siciliano tutto cuore. Ti accoglie col sorriso e la volontà di condividere i suoi racconti, la sua vita, la sua arte. Ascoltarlo è un’emozione. Ogni giorno lui arriva lì con la sua macchinetta colma delle sue piccole opere d’arte: sassi e pietre incise, di varie forme e colori. Arriva, monta la sua piccola bancarella che non è altro che un tavolino su cui si mette a lavorare, e attende un po’ d’amore.
Ogni giorno.
Si emoziona ancora quando racconta di sé e di ciò che ha passato, le sue parole sono accompagnate da un dolce e scolorito sguardo malinconico.
La stessa immagine di lui, seduto col suo carretto a tagliare le foglioline, è poesia.
Quando verrete qui, regalategli cinque minuti del vostro tempo: si trasformeranno in attimi preziosi che custodirete tra i ricordi più belli, quelli con cui si riempiono le valigie.

Tre cose da non perdere a Marsala, Peppe Genna

Subito dopo ecco le saline e il loro mulino alto 13 metri, uno dei pochi ancora funzionanti in Europa. Visitandolo si scopre la stupefacente bellezza della creazione del sale, proprio qui dove viene ancora raccolto a mano e senza alcun uso di macchine industriali.
Un processo lento che dà vita a quella materia che una volta veniva considerata al pari dell’oro.
Per scoprire la bellezza del sale organizzano anche tante attività: dai bagni nel sale per chi vuole rilassarsi ad un giorno da raccoglitore di sale per chi vuole imparare e capire.
Poi arriva il tramonto e tutto prende fuoco in uno straordinario gioco di ombre e luci che lascia senza parole.

Tre cose da non perdere a Marsala, Tramonto

Bike4fun
Un ottimo modo per scoprire Marsala (ma non solo, perchè organizzano anche dei veri e propri viaggi in bici!), le sue curiosità e la sua storia: la bicicletta!
Insieme ad Alessandro – un ragazzo di origine pugliese che ha deciso di aprire questa splendida attività qui, spinto dal suo amore per la bicicletta e per la Sicilia – per un intero pomeriggio abbiamo girato per i vicoli chiari della città… incredibile quanto la conosca bene!
Un’ottima compagnia tra chiacchiere e scoperte.

Tre cose da non perdere a Marsala, bike 4 fun

Abbiamo visitato il centro, il parco comunale, il decumano massimo, il museo di Garibaldi e poi… ciò che più mi ha emozionato.
Lungo il mare, al tramonto… e arriva Capo Boero. Il punto più ad ovest d’Italia.
Sai che sei lì, a guardare un mare al termine del quale ti attende una terra straniera. E sai che dietro di te c’è l’Italia intera. Che oltre quel punto non si può continuare. Sei affacciato alla fine del tuo mondo.
Poco più in là, invece, il punto in cui Garibaldi sbarcò insieme ai suoi Mille. Il punto dal quale il tuo mondo ha avuto inizio. L’inizio e la fine, tanto vicine da sfiorarsi senza toccarsi mai, senza incrociarsi mai, senza arrivare mai.

E’ un po’ la storia dell’Italia, no?

Tre cose da non perdere a Marsala, mare

Le Cantine Florio
Beh, il nome più famoso a Marsala. La storia di uno dei vini più famosi.
Un’interessantissima storia, anche.
Sapete che è stato un inglese a scoprirlo? Si, un certo Woodhouse che, quando si trovò in Italia, proprio qui a Marsala, in una locanda bevve il vino più famoso della zona, allora chiamato Perpetuum. Se ne innamorò al primo sorso, così decise di portarsene un bel po’ a casa, in Inghilterra. Il viaggio in mare però, all’epoca, era assai lungo. Come fare per mantenere il vino e non farlo rovinare? Semplice, aggiungendoci alcool! Così arrivato a casa, quando fece assaggiare il vino ai suoi compatrioti, scoprì che era ancora più buono di quando era partito.
L’intenzione era quella di tornare in Italia, riprendere il vino e rimetterci l’alcol, ma una cosa lo fermò: l’embargo di Napoleone.
Così solo successivamente un italiano poté interessarsi a quel vino: un certo Vincenzo Florio, di origini calabresi, che portò il Marsala “alcolizzato” in Italia.

Grazie alla scoperta dell’alcol e alle sue ottime qualità, il Marsala viene usato anche da alcune aziende italiane come conservante, preferito agli agenti chimici. Un’ottima preferenza!

Tre cose da non perdere a Marsala, Florio

La storia delle Cantine Florio è lunga e piena di vicissitudini. L’ultima è quella che li vedeva sull’orlo del collasso finanziario, dal quale si sono salvati grazie alla vendita alla Saronno prima, alla Cinzano poi, che acquistò anche le cantine Conte di Salaparuta, nome che dal 2003 accomuna tutti e tre i vini.

La Cantina Florio è l’unica ad avere riserve storiche dal valore inestimabile, come botti del 1939, o del 1941 (la bottiglia più economica di questo vino è stata venduta per 980 euro).
Scoprire la qualità e la cura con cui qui viene data la vita al vino, è una vera e propria esperienza culturale e sensoriale. L’odore umido del legno nelle cantine, i rumori dei passi che calpestano il tufo, lo sguardo che si perde tra quelle pareti storiche che sanno di mosto.

Un interessante tour tra la storia e la cultura del vino, che termine con una degustazione di tre tipi di vino: un Terre Arse accompagnato da un pezzetto di parmigiano; un Targa accompagnato da un assaggio di gorgonzola su un cracker e un Grecale (che non è un Marsala) con un biscotto alle mandorle.

Tre cose da non perdere a Marsala, Florio degustazione

Un viaggio tra i sensi, che si conclude con una voce che recita una frase che descrive a perfezione, neanche a farlo apposta, il mio primo incontro con la Sicilia:

“Non è forse vero che le emozioni più belle nascono dagli incontri inaspettati?”

E per il soggiorno? Date uno sguardo su Hundredrooms, che raccoglie informazioni da oltre cento siti web diversi per la ricerca di appartamenti turistici da TripAdvisor a Booking, passando per HomeAway e tantissimi altri… li trovate tutti qui!