Dopo troppo tempo, torno a parlare delle ragioni per cui amo viaggiare.
I viaggi ti rendono coraggioso, ti permettono di vedere il mondo da una prospettiva diversa e, ancora più importante, fanno in modo che ci si possa fare una propria idea del mondo.

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Restare chiusi in casa e nel proprio paese chiude anche la mente.
E’ naturale: si conosce solo ciò che si ha intorno e solo le cose che vogliono farci conoscere.
Credo che, anche senza cattiveria, la gente che abbiamo intorno e con cui ogni giorno scambiamo pensieri, opinioni, insegnamenti, tenda ad imporre il proprio pensiero. E’ raro trovare persone interessate ad un semplice confronto ed aperte a cambiare la propria opinione.
Opinione che deriva sempre dalle esperienze personali.
Ecco, è su questo che dobbiamo puntare: le esperienze. 
Solo vivendo possiamo farne, ed il viaggio è la forma più nobile di vita.
Il viaggio ti mette alla prova costringendoti a confrontarti con realtà lontanissime dalla tua e, per chi viaggia davvero, a capirle.

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C’è una ragione se in un determinato paese vestono solo col saio e in un altro le donne girano coi seni nudi, se in uno stato mangiano con le mani e in un altro con le bacchette.
Scoprire tutte queste ragioni allarga la conoscenza e i pensieri, da forma alla mente.
Parlare con un viaggiatore è un’esperienza incredibile, che lascia il segno.
Io perderei ore ad ascoltare chi è appena tornato da un viaggio, con gli occhi spalancati dalla meraviglia.
Solo dopo aver visto il mondo, aver cercato di capirlo, puoi dire di avere davvero un’opinione sull’umanità, sulla vita, su ciò che accade intorno a noi e sul perché accade.
I libri danno il loro contributo, certo, ma leggere una cosa non è viverla.
Vivere aiuta a ragionare, viaggiare aiuta a vivere.