Ho visto Barcellona sei anni fa in un breve weekend.
Ricordo bene l’acquario vicino il Mare Magnum, la Rambla (che abbiamo girato in lungo e largo non so quante volte), la fontana di suoni e luci sul Montjuic, le tapas

Poble Espanyol, vicino Montjuic

E soprattutto ricordo l’abilità che hanno avuto nel rubare il portafoglio a mio padre, nell’attimo che ha impiegato a salire sulla metropolitana. Un attimo, un passo, mentre lui entrava e il ladro (o ladra) usciva, e via… addio portafoglio.
Incidenti che capitano, si. So che purtroppo lì è un problema diffuso, e la conferma l’ho avuta quando dalla polizia prima di noi per la denuncia di furto c’erano altre dodici persone. Un poliziotto ci ha accolti e la prima domanda che ci ha fatto è stata: “in che lingua lo volete il foglio?” e ci ha accompagnati ad un tavolo dove c’erano pile di fogli nelle principali lingue del mondo, tutti da compilare per la denuncia di furto.
Ora non so come sia la situazione, magari è migliorata. Di certo da questa volta abbiamo imparato la lezione ed ora, ovunque andiamo, ci sappiamo organizzare per non farci fregare dai borseggiatori.
Non fatevi spaventare, qualunque viaggiatore ha vissuto qualche disavventura, ma non è certo un motivo per non visitare un determinato posto. Non esistono motivi per perdersi una delle città più belle al mondo. Anzi, non vedo l’ora di tornarci… devo visitare il Parc Guell! Non l’ho mai visto, ed è una mancanza imperdonabile!

C’è anche un’altra cosa che ricordo bene, una cosa positiva: il posto che più mi è piaciuto della città, il primo posto che mi viene in mente quando penso a Barcellona, il Poble Espanyol. Non viene considerato tra le principali cose da vedere Barcellona, ed è un errore gravissimo. E’ un posticino meraviglioso, un piccolo borgo medievale al centro di una città affacciata sul mare.

Poble Espanyol

Sapete cos’è in realtà? Un museo! Si, un museo che rappresenta le caratteristiche dei paesi spagnoli. In effetti l’entrata costa un po’ oggi, son ben 11 euro a persona (6,50 dopo le 20)… ma li spenderei. E’ fatto davvero bene, sembra di ritrovarsi un po’ nel paese di Belle de “La bella e la Bestia”. Avete presente la scena dove lei canta per le strade del paese con il libro tra le mani? Ecco, proprio quel paese là.

Fu costruito nel 1929 e venne realizzato dagli architetti Francesc Folguera e Ramon Reventós. Era una “installazione” che doveva durare soltanto sei mesi, ma il successo fu così ampio che decisero di tenerla… e tutt’ora è ancora in piedi.

le stradine del Poble Espanyol
Occupa un’area di 42000 mq, dove vi sono ricostruite case, botteghe, chiese e strade dei più importanti paesi della Spagna… passeggiare tra le sue strade è come fare un giro completo della Spagna, in miniatura. E’ anche un grande centro di svago, ospita decine di botteghe artigianali dove si svolgono anche corsi e laboratori, concerti di musica, parate, spettacoli di burattini. Non solo bello, ma nemmeno monotono!
Qual’è il posto che più è piaciuto a voi a Barcellona?