Dopo la notte degli Oscar, è esplosa la moda di Fellini e della scoperta dei luoghi de “La Grande Bellezza” a Roma. Quanti si ricordano però che Fellini è nato a Rimini?
Io si, e mi son fatta raccontare la sua città, i veri luoghi di Fellini a Rimini.

“Ho letto, nelle ultime due settimane, almeno 5 articoli che raccontano i luoghi romani della Grande Bellezza di Paolo Sorrentino. Legittimo e anche bello da leggere. Ho anche saputo che già i bravi tour operator romani si sono inventati pure il giro della Grande Bellezza… e i turisti di tutto il mondo ringraziano!
Io vivo a Rimini, la città di Federico Fellini, quel Fellini che ha ispirato lo stesso Sorrentino (l’ha detto lui alla cerimonia degli Oscar, no?!) non dico che mi voglio inventare un giro turistico ad hoc (anche se sul blog di Infoalberghi hanno costruito un ideale tour tra centro e mare) “ma da sola me lo posso fare e me lo posso gustare” mi sono detta. Allora l’ho fatto e adesso l’ho pure scritto.

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Alcuni dei film più famosi di Federico Fellini, come Amarcord e I Vitelloni, sono ambientati a Rimini. Attenzione: ambientati non vuoi dire girati, perché il regista riminese ha ricostruito la sua città natale a Cinecittà e non ha mai girato – nemmeno un centimetro di pellicola – a casa. La Rimini di Fellini è ricostruita ma è autentica soprattutto nel collocare ai suoi angoli i personaggi più strambi che la città potesse partorire. “Rimini è una dimensione della memoria” diceva il regista, anche perché Federico la sua città l’abbandonò a 19 anni ma ancora c’è, ci sono le piazze, c’è quel mare, le strade e anche i lampioni. La città inquadrata dal genio felliniano esiste, io l’ho vista!

A livello ideale lo spazio si divide in due: da una parte il mare dall’altra il centro storico e in mezzo la ferrovia. Due pezzi d’anima che da una parte collocano il grigio e la nostalgia delle spiagge d’autunno e d’inverno e dall’altro l’umanità delle piazze del centro, i negozi, i locali e i ritrovi cittadini.

Tutti i luoghi di Fellini a Rimini

Sul fronte mare il luogo simbolo è sicuramente il Grand Hotel, sulla sua terrazza i latin lover di Amarcord abbracciavano le tedesche facendole ballare e i bambini sognavano spiandoli da dietro le piante. In una camera sontuosamente arredata La Gradisca visse quell’avventura con il principe che le diede quel soprannome conosciuto in tutta la città.

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Piazza Cavour, la piazza del Comune e della Pigna (una fontana di marmo bianco al centro del quale è collocata una pigna, appunto) è il fulcro della vita de I Vitelloni mentre quelli di Amarcord bazzicavano più dalle parti di Piazza Tre Martiri.

Borgo San Giuliano è l’omaggio più bello a Federico Fellini, questo vecchio borgo di pescatori oggi è popolato di casine le quali facciate sono ricoperte da murales che ripropongono le scene più famose dei film di fellini. Ginger e Fred, La Dolce Vita, La voce della luna ti guardano dall’alto delle finestre, lungo un budello con casine su due lati, uno dei quali si affaccia direttamente sul fiume sovrastato dallo storico Ponte di Tiberio che unisce il centro cittadino al borgo dei pescatori. A metà strada si trova il cinema Fulgor, attualmente in fase di ristrutturazione e recupero (forse diventerà un centro studi dedicato a Fellini) la sala dove il regista vide il suo primo film, seduto sulle ginocchia del suo papà. Maciste all’Inferno questa la pellicola che fece infiammare la fantasia e la passione del cinema di Fellini.

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