Ogni città ha due volti. Quello del giorno, la bella maschera che indossa appena sveglia, quando si alza e si veste da gran signora per accogliere come meglio può chi passa a trovarla, offrendogli tutti i suoi tesori. Poi c’è la maschera della notte. Una maschera bianca e nera, che alterna il divertimento dei giovani al lato più oscuro, più buio, più nascosto. La maschera nera di Perugia l’ho scoperta nelle parole di chi ci vive, nel terrore degli occhi di una signora che aveva paura di camminare sola per appena cinquanta metri di strada, nella rabbia di un ragazzo che teme per la fidanzata che lavora al bar. Azioni, emozioni e parole che si spiegano da sole. Perugia di notte, fontana
Perugia di notte è bella. Anche d’inverno, con le sue strade di pietre bagnate, le sue piazze vuote che si lasciano ammirare in silenzio da chi si prende il tempo di farlo. Non può essere definita la città del divertimento nel senso classico del termine: poche discoteche, qualche bar, ma d’inverno poco frequentati. Forse proprio per questo il suo lato oscuro ha divorato la notte. Rapine, aggressioni, e, soprattutto, la piaga più grande: la droga. Ed è questa piaga ad aver alimentato gli altri mali. Vicoli e stradine del centro sono ormai solo punti d’incontro per lo spaccio o per chi, dopo aver comprato, vuole farne uso. A sapere tutto questo, fa paura camminare soli. La stessa paura che si leggeva negli occhi e nella voce tremante di quella signora che ci ha fermato chiedendo di poter fare la strada insieme. Non semplicemente perchè fosse sola, no. Perchè pochi giorni prima era stata rapinata nella sua tabaccheria, e ora solo il pensiero di percorrere al buio quei cinquanta metri che la separavano da casa la terrorizzava. La stessa paura che c’era nella parole rabbiose di quel ragazzo che ci ha parlato di come tiene i cani, ben addestrati, a fare la guardia al bar dove lavora la fidanzata, per paura che qualcuno possa farle del male. Lo stesso ragazzo che ha chiesto che si parlasse di tutto questo, perchè Perugia potrebbe essere molto meglio di così.

Perugia di notte, Piazza IV Novembre
Potrebbe tornare ad essere ciò che era un tempo. Un luogo dove non si deve aprire il negozio la mattina con il terrore di venire rapinati. Un luogo dove non bisogna aspettare nascosti in un angolo, la notte, qualcuno con la faccia da bravo ragazzo con cui fare un po’ di strada insieme. Un luogo dove si può anche arrivare tardi in stazione senza paura di venire aggrediti. Un luogo dove una ragazza, la sera, può permettersi di fare tardi al bar senza paura di tornare a casa. E’ bella, Perugia. E’ bella, se le strappiamo via la sua maschera nera.