L’ultimo post dell’anno.
E’ la prima volta che ne faccio uno, ma è anche la prima volta che concludo un anno come blogger (nel senso che, effettivamente, è solo da Aprile che ho preso a fare seriamente la Travel Blogger).
Quale modo migliore di concludere se non parlando di un altro dei motivi per cui amo viaggiare?

Viaggiare rende coraggiosi

Viaggiare rende coraggiosi.
Quante ce ne sarebbero da dire qui… E a fine anno, non trovo niente di meglio da dire a me stessa: sii più coraggiosa.
Quelli che come me vivono per viaggiare e viaggiano per vivere, lo capiranno che è difficile scindere la vita dal viaggio, perciò i consigli che si danno in un viaggio sono validi anche nella vita di tutti i giorni.
Nel 2014 sii più coraggioso.
Affronta il momento, non un futuro che ancora deve arrivare. Non temere cosa potrebbe accadere, pensa a quello che stai vivendo.
Il coraggio di viaggiare è come il coraggio di vivere.

Quante volte abbiamo paura di parlare? Di esprimere un opinione a lavoro, di riprendere qualcuno, di confessare un sentimento o di dire basta. Di parlare in un’altra lingua, di dare un opinione negativa su un posto…
Quante volte abbiamo paura di affrontare quello che crediamo un pericolo, che poi si rivela l’esperienza più bella della nostra vita?
Proviamo a rendere ogni giorno – così come ogni viaggio – l’esperienza più bella della nostra vita, perchè ogni giorno, come ogni viaggio, non torna mai indietro. Quello che avete paura di fare/dire adesso, potreste non avere più la possibilità di farlo/dirlo.
Parlate.
Fate.
Viaggiate.
Vivete.
Seguite sempre l’istinto, che non sbaglia mai.
L’unica cosa che possediamo davvero è il nostro tempo, il nostro presente: il passato ormai è sfuggito, il futuro non ci appartiene ancora. Rendiamo speciale l’Adesso, che è tutto quello che abbiamo.
Siate coraggiosi.

Come ogni volta, voglio salutare il nuovo anno con questa poesia, che è ormai un mantra per me.
Ed è l’augurio che faccio a tutti voi per questo nuovo anno.
Buon 2014, viaggiatori.

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamentechi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.