Ogni luogo indossa le sue vesti, le quali cambiano a seconda di ciò che li ha attraversati dal giorno della nascita.
Poi ci sono luoghi, come  Monte Sant’Angelo, che si presentano come una signora ad una festa elegante: profumata di storia, abbigliata di fede, ingioiellata di tradizioni.
Un pout-pourri che sa tutto di Puglia.

Monte Sant'Angelo
E’ il comune abitato più elevato della Puglia, si erge su uno sperone di origine calcarea che affaccia sul Golfo di Manfredonia, così terra e mare si abbracciano in queste casette bianche, in queste viuzze strette e suggestive, in questo paese accarezzato dalla Foresta Umbra.

Botteghe di prodotti tipici e souvenirs colorano le viuzze bianche che si inerpicano per il paese, dove il bianco regna su ogni altro colore, tingendo strade, case, botteghe, panche, riempiendo gli occhi. Per questo i colori delle botteghe attirano lo sguardo, mettono allegria: viene da sorridere sempre, per quelle stradine.

Monte Sant'Angelo, botteghe
Il Castello
Si trova nella parte più alta del paese, affaccia su una magnifica valle e testimonia il susseguirsi di dominazioni che per secoli si sono litigate la zona (come ogni altra parte della nostra bella Italia). E’ un po’ il simbolo storico di Monte Sant’Angelo.

Monte Sant'Angelo, Castello esterno

Da un documento di Re Pandolfo del 927 sembra che fu Orso I di Benevento a costruire la prima torre, chiamata Torre dei Giganti, quando nel 837 fece edificare un castrum bizantino.
I normanni rinforzarono il paese costruendo mura di cinta e una torre alta 18 metri che in seguito fu usata come prigione. Fu Federico II a renderlo un vero e proprio castello, uno dei suoi tre principali castelli, dove vi abitò con la sua prediletta, Bianca Lancia di Torino.
Con l’avvento degli angioini il castello divenne prigione di stato che vantò, tra i suoi ospiti, Filippa di Antiochia, moglie di federico II,  e Giovanna I d’Angiò.

L’assetto attuale è dovuto agli Aragonesi, nel XV secolo: ampliarono la struttura Sveva, costruendo la parte est ed ovest. Successivamente il Castello seguì le sorti di Napoleone e alla sua sconfitta andò ai Borboni.
Nel 1907 dagli eredi del cardinale Ruffo il comune riuscì a riscattare il castello, dando via anche agli scavi archeologici e alla scoperta del luogo.

Monte Sant'Angelo, castello interno
Nella valle sotto al castello furono addirittura ritrovate ossa di dinosauri, il che fa pensare che la Puglia è abitata già dal paleolitico.

Santuario di San Michele Arcangelo
Questo è uno dei pochi luoghi religiosi visitati finora che mi fa davvero chinare la testa.
Non so se vi è mai capitato di sentire addosso quella sensazione di rispetto, di silenzio, come se sentisse voi stessi, e non per dovere o per fede, che il luogo in cui siete è sacro, vi sentite minuscoli e vi è difficile anche esprimervi: l’unica cosa che potete fare è stare in silenzio a contemplare o, se siete credenti, pregare.


Monte Sant'Angelo, ingresso grottaIl Santuario, uno dei più importanti e conosciuti d’Italia, è un simbolo della cristianità e per i cristiani. Una leggenda racconta che almeno una volta nella vita i cristiani devono percorrere il percorso che tocca tre fondamentali tappe: partire da San Pietro a Roma (homo, la rappresentazione dell’uomo), arrivare a Monte Sant’Angelo (angelus, gli angeli che intercedono tra uomo e Dio), e finire a Gerusalemme (deus, luogo dove è nato Cristo). Tre tappe storiche e preziose del cristianesimo.
Perfino i templari, prima di partire per le crociate, passavano da Monte Sant’Angelo a chiedere una benedizione e, se restavano vivi, tornavano a ringraziare.

Ma tra le tante cose che ho sentito, quella che più mi ha lasciato un senso di inquietudine è stata la credenza che riguarda la vera statua di San Michele che si trova nella grotta: sembra che quella statua non deve mai lasciare la grotta, poichè San Michele è l’angelo che pesa le anime e nel momento in cui lui esce dalla grotta ha inizio l’Apocalisse.
Giusto perchè non è vero ma ci credo, nel giorno della processione in giro per le strade del paese viene portata una riproduzione della statua originale, che dalla sua grotta non si muove.

Monte Sant'Angelo, statua San Michele Arcangelo
“Terribilis est locus iste, Hic domus dei est et porta coeli”, è la scritta scolpita nella pietra che da il benvenuto al Santuario: “Terribile è questo luogo, casa di Dio e porta dei Cieli.”
Varcata quella soglia, il tempo sembra fermarsi, l’aria farsi più… sacra. Una scala scende giù, sotto la terra, fino alla grotta dove San Michele Arcangelo è apparso tre volte, chiedendo lui stesso che il luogo venisse consacrato a suo nome. Lungo le scale, guardate le mura: troverete le impronte delle mani della gente che secoli, anni, prima di voi è passata di qua. Impressionante.


Monte Sant'Angelo, maniAll’interno del Santuario è stata ritrovata anche l’unica scritta runica ancora intatta al mondo, di cui nessuno conosce il significato.
Finita la rampa di scale, dopo un grande atrio, si arriva della grotta, dove la statua dell’Arcangelo, perfetta opera di Sansovino, è a guardia dei cristiani. Sembra che sulla statua ci sia l’impronta – vera – del piede dell’Arcangelo.
Storia, religione, o suggestione?
In qualunque cosa crediate, dovete entrare qui, e vedere come anche il più forte degli atei riesce a restare impressionato.