Lo so, la prima domanda che viene in mente è “che cos’è la pinsa romana”? Lo so perchè me lo sono chiesta anche io, pur essendo romana (e non mi vergogno a dirlo, è bello non finire mai di imparare). Ve lo spiego subito, ora che mi sono informata (e l’ho mangiata). La pinsa romana è l’antenata della focaccia, veniva cucinata già dagli antichi romani, che usavano mangiarla mettendoci sopra verdura, piccoli pezzi di carne o di frutta. Viene preparata usando ingredienti molto più leggeri della classica pizza, rendendola un suo ottimo sostituto in caso di dieta: farina di frumentofarina di soia, che sostituisce lo strutto di maiale, altri grassi e olii, farina di riso e pasta acida di frumento, che non ha potere lievitante (perciò non gonfia nemmeno lo stomaco).
Pinsa Romana

La mia pinsa romana l’ho scoperta all’Osteria La Greppia, a due passi da Ponte Milvio, in zona Parioli. Un locale un po’ nascosto, difficile da vedere anche se si trova sulla strada (in Viale Tiziano). Il lato positivo è la facilità nel trovare parcheggio: essendo in una zona di uffici, la sera le strade sono praticamente vuote.

Pinsa Romana alla Greppia

Il locale è molto carino, semplice ma elegante. Non è la classica osteria, almeno per me che quando sento dire osteria penso ad un luogo più simile alle fraschette che ai ristoranti. In toni chiari, qualche botte di legno qua e là, candele ai tavoli… l’ideale anche per una cena romantica, pur servendo cucina tradizionale romana, che si sa non essere proprio una cucina di classe (ma quanto è buona! Alla faccia di caviale e champagne!)

Pinsa Romana - tavoli Greppia

Qui non troverete la pizza, ma solo pinsa e vera cucina tradizionale romana. Abbiamo provato anche la frittura alla Greppia, un misto di fritti dai più tradizionali come verdure, crocchette e olive ascolane, a quelli meno tipici come frutta fritta e crema fritta. 15 euro per una porzione, che si mangia tranquillamente anche in 3 persone. Come sapore è molto particolare. Le crocchette mancavano un po’ di sale, ma tutto il resto era ottimo. Il contrasto della crema e la frutta dal sapore dolce, con quello salato del fritto, può piacere o no… a me personalmente piace, ma in questo caso non lo trovo affine alla cucina romana.

Pinsa Romana - frittura

Anche la pinsa non ha deluso. Ce ne sono di tutti i tipi, dalle classiche come la margherita, a quelle tradizionali come amatriciana cacio e pepe, a quelle più ricercate come la norvegese, col salmone. L’impasto è davvero soffice e leggero e ci si alza da tavola senza quella sensazione di pesantezza che si ha dopo aver mangiato una pizza intera. Altra caratteristica della pinsa è la forma ovale e il contorno croccante e fino, come da tradizione. E’ proprio da provare, soprattutto se non si ha nemmeno la scusa della dieta!

Pinsa Romana - menù la greppia