Un po’ di tempo fa ero in cerca di una buona offerta per festeggiare un’occasione speciale, riuscii a trovare così un coupon per passare una notte nella suite del Castello Chiola in Abruzzo, con aperitivo, cena e colazione.
Così partimmo in direzione di Loreto Aprutino, provincia di Pescara… chi si aspettava che avremmo passato una notte col fantasma?

Castello Chiola - Vista
Il paese ci offrì subito una bella vista, sovrastata dal Castello in cui avremmo alloggiato, il Castello Chiola.

Per noi era la prima volta che entravamo in un castello per rimanerci a dormire (e la cosa più bella dei viaggi, non è proprio il fatto di riuscire a farti ritrovare l’entusiasmo dei bambini?), ma decidiamo prima di fermarci a mangiare qualcosa. A parte un venditore di kebab, che avremmo evitato volentieri, troviamo una trattoria che scopriamo essere gestita da due campani e che consiglierei a chiunque: cucina ottima, il tutto preparato al momento, e prezzi bassi. Noi abbiamo preso gnocchi al sugo, carne alla brace con contorno, pane, acqua e caffè, tutto a 15 euro a testa! Si chiama “Pizza Margherita” e si trova all’angolo della piazza principale.
La signora della pizzeria ci spiegò anche la strada per arrivare al Castello a piedi, a brevissima distanza.
Quando ci trovammo lì davanti già solo l’ingresso, per noi che in un castello non avevamo mai dormito, ci sembrò uno spettacolo.

Castello Chiola - Ingresso

Una notte col fantasma al Castello Chiola

 Ci accolse una gentilissima signora che ci diede le chiavi della stanza chiedendoci anche quale delle due suite: con o senza letto a baldacchino? Naturalmente con… se dobbiamo dormire in un Castello, che sia fatto bene! E vuoi mettere l’atmosfera? Un letto a baldacchino in un castello… Da favola!
(Questo sembra un dettaglio stupido, ma in realtà conta molto e più avanti capirete perchè.)

Sembravamo due bambini: andavamo in giro per tutto il castello a fare foto, ancora con i cappotti e le valigie addosso, e la cosa più incredibile è che eravamo gli unici ospiti: un intero castello tutto per noi!
Finalmente saliamo al terzo piano (l’ultimo, quello delle suite) e apriamo la camera… sarà stata grande quanto casa mia! Ci si poteva fare un giro in bicicletta…

Castello Chiola - Suite
 Dopo attimi di follia tra foto e contentezza, ci godiamo un bel bagno caldo in quella meravigliosa vasca (c’erano anche due lavandini nel bagno!) talmente tanto rilassante che quando sono uscita, non riuscivo a stare in piedi!

Alla fine il tempo vola e si fa l’ora dell’aperitivo. Siamo scesi nella corte dove ad attenderci c’era un cameriere che ci chiese cosa desideravamo bere, sistemandoci in un angolo accanto al cammino, iniziando a portarci il menù per la cena. Potevamo scegliere tra due portate e c’era l’imbarazzo della scelta: non perché fossero tanti i piatti, ma quei pochi che c’erano erano tutti particolari e avevamo  voglia di provarli tutti!

Castello Chiola - Ristorante
Finito l’aperitivo ci hanno accompagnato nella sala ristorante, dentro quella che un tempo doveva essere la taverna: mura di pietra e grandi arcate… bellissima!
Ci godiamo anche la nostra cena in solitaria (avevamo praticamente il cameriere personale), tra entrée di ricotta e finocchi all’aceto balsamico, risotto alle mele e PortoLombata al burro del Maitre… e le porzioni non erano nemmeno tanto piccole come generalmente sono quelle che io chiamo “chic”.
E il dolce? Cioccolato fondente all’arancia
 
Castello Chiola - Dolce

Finita la cena, siamo andati sulla terrazza del castello chiamata “Balcone d’Abruzzo“, perché da lì si vede quasi tutta la regione, perfino il Gran Sasso in lontananza. E, come se non bastasse, sulla terrazza c’è la piscina intorno alla quale si cena in estate… dev’essere ancora più bello!
Alla fine si fa ora di andare a dormire. Pigiama, coperte, luci spente e via.
Via niente, perché non riusciamo a prendere sonno. Senza saperlo però… cioè, non sapevamo che nemmeno l’altro riusciva a dormire.

Qui devo prima raccontarvi un fatto precedente. L’anno scorso abbiamo vissuto a Londra per qualche mese. Chi di voi c’è stato sa come sono fatte le case: tutte villette a schiera col giardino. Convivevamo con altre 4 persone, due italiane e una coppia portoghese. Una notte, nel pieno del sonno, sentiamo delle urla di terrore che ci svegliano. Spaventati ci alziamo di corsa, il cuore a mille (io temevo stesse andando a fuoco casa) mentre sentiamo anche un urlo maschile, e come apriamo la porta della stanza, vediamo la ragazza portoghese e una delle due italiane salire le scale con le lacrime agli occhi, urlanti. Una delle due inizia a dire che qualcuno è entrato in casa, mandiamo i due maschi a vedere per tutta casa, ma alla fine non c’era nessuno. Erano le quattro e mezza di notte, gli altri erano andati a lavorare e noi non siamo più riusciti a prendere sonno. Era rimasta quella brutta sensazione di “c’è qualcuno in casa” e non ci si poteva stare. Ci aveva lasciato addosso una sensazione di shock e di ansia, di paura, di sentirsi osservati e seguiti… Quest’anno poi, quando siamo tornati a Londra per un mesetto, ogni notte io non riuscivo a dormire per paura che entrassero i ladri (tra l’altro, era proprio il periodo dei riots…) e mi svegliavo ad ogni rumore. Forse perchè le porte delle stanze non si chiudevano, perchè quella del giardino veniva lasciata sempre aperta… Chissà… Sensazioni che, purtroppo, la notte in posti sconosciuti ancona non mi abbandonano.
Questo per dire che io credevo che al castello quella che sentivo fosse la stessa paura. Cercavo di convincermi che era impossibile espugnare un castello, nè potevano entrare ladri o delinquenti dalla reception. Il bello però era che la sensazione che avvertivo non era la solita, la stessa di quelle volte a Londra. Era la sensazione chiara di avere qualcun’altro in stanza, così forte che lo stomaco si contraeva per l’ansia. La sensazione che qualcuno ci guardasse, tanto che spesso mi voltavo per vedere se era lui che era sveglio e mi guardava per controllare se stessi dormendo. Alla fine ho provato a chiamarlo e parlandone, scopro che anche per lui era lo stesso, che sentiva la stessa sensazione e non riusciva a chiudere occhio. Non capiamo cosa ci prende, e sentiamo ad un certo punto una voce femminile nel corridoio. Pensiamo a nuovi ospiti arrivati nel cuore della notte, ma non riusciamo ad addormentarci e dopo un po’, nel silenzio della vallata, sentiamo un uccellino cantare proprio fuori la nostra finestra. Ci proviamo a dormire, ma l’unico risultato è quella sensazione di ansia e di estranei in casa che si fa sempre più forte. Alle quattro e mezza decidiamo di accendere le luci, intorno a noi il silenzio totale. Alla fine ne teniamo accesa soltanto una e la sensazione un po’ si attenua, tanto che a tratti riusciamo ad addormentarci fino alle sette e mezzo di mattina, quando suona la sveglia.

Ora vi chiederete: cosa c’entra il fantasma? Ecco.
Qualche sera dopo ci ritrovammo a parlarne e a scherzare sulla nottata, pensando a film come Paranormal activity, e finiamo per fare una ricerca su internet, sempre con l’intenzione di riderci su. Invece. guardate un po’ cosa troviamo…

Gemiti nella notte al Castello Chiola: gli ospiti britannici dell’albergo non hanno dubbi, è lo spettro 

Loreto: il ritorno di Sharan, sensuale fantasma di ORLANDO D’ANGELO

LORETO APRUTINO – Brividi a Loreto. Al Castello Chiola, oggi prestigioso hotel frequentatissimo in questi giorni da turisti provenienti da tutta Italia e dall’estero, torna d’attualità il fantasma di Sharan, la bella creola che, secondo la leggenda, si gettò dalla torre più alta del maniero per sfuggire alle voglie del conte Silveri, nei primi anni del Settecento.
Qualche anno fa furono i dipendenti dell’hotel a notare rumori e grida inquietanti provenienti dal terzo piano. Nei giorni scorsi, invece, alcuni turisti britannici hanno denunciato al direttore del Chiola di aver ascoltato durante la notte rumori strani, voci e sospiri. Non si tratta di qualche scherzo da buontempone, questo è certo. A sentire i lamenti della bella Sharan sono stati dei signori inglesi e scozzesi. Che di fantasmi se ne intendono, abituati come sono ai loro castelli “dannati”. Ma cosa hanno sentito, esattamente, i turisti? «Gemiti simili a quelli tipici di effusioni amorose, e poi una voce femminile che urla e si lamenta», dicono. E qui forse qualche dubbio sul fantasma potrebbe anche starci, visto che di effusioni la leggenda non ha mai parlato. Magari si tratta di qualche coppia che approfitta delle romantiche suites del terzo piano…
Il direttore del Castello Chiola, Luciano Di Battista, però, non ha dubbi sull’origine dei rumori che inquietano in questi giorni gli ospiti dell’albergo loretese a quattro stelle: «Dai racconti dei turisti d’Oltremanica presenti al terzo piano si capisce che si tratta ancora una volta del fantasma che da secoli abita il nostro castello. Per fortuna che inglesi e scozzesi di fronte a queste situazioni si divertono. Anche i nostri dipendenti segnalano continuamente “strane presenze”, ma non c’è mai stato un episodio pericoloso. Secondo la storia a noi nota, il fantasma della bella Sharan è imprigionato nel castello. Per liberarsi deve venire a contatto diretto con un essere umano. Finora questo non è avvenuto, e il suo spirito continua a “chiamarci” ogni notte affinchè qualcuno lo liberi».

E’ un articolo uscito anni fa sul Messaggero, se volete andare a controllare.
Ora, a voi le conclusioni. Sembra assurdo, lo sappiamo, ma noi qualcuno in stanza lo sentivamo. E la cosa più assurda è che non possiamo dire sia stata suggestione, visto che ai fantasmi non ci crediamo e lo abbiamo scoperto solo dopo essere tornati a casa quell’articolo.
Della serie: non è vero, ma forse che ci credo.