Non so quanti di voi siano appassionati di Harley, ma per chi lo è sa cosa significa partecipare ad un raduno. L’emozione che si prova, quella sensazione unica di trovarsi in famiglia, anche se sei tra persone che vedi per la prima volta nella tua vita.

Ecco, se a questo ci aggiungete la possibilità di vedere ogni tipo possibile e immaginabile della tua moto preferita (o meglio, dovrei chiamarla passione, non moto), il gioco è fatto!
Come tocco finale, aggiungete una cornice fatta di paesaggi toscani. Ecco servito il Tuscany Regional Rally.
 
Tuscany Regional Rally - manifesto
 
Partiamo per Montecatini venerdì all’ora di pranzo, con un tempo meraviglioso che però peggiora, regalandoci un bell’acquazzone sull’autostrada toscana. In quegli attimi temevamo il peggio, ma fortunatamente poi si è ripreso, facendoci trovare uno splendido sole all’arrivo.
Prima tappa, b&b Casa Nonna Zaira: camera grande, cucinotto a disposizione, pulizia giornaliera delle camere. Il bagno è in comune, ma in stanza c’è specchio e lavandino… sembrava una di quelle cose antiche, con il lavello e la brocca per le abluzioni. Molto particolare!
Dopo aver preso la stanza, decidiamo subito di andare al raduno, per non perderne nemmeno un minuto, e già durante il tragitto, soprattutto passato il casello di Montecatini, non si vedevano altro che Harley e ci sentivamo in fermento! Ci mettiamo un po’ alla ricerca del posto, non sapendo esattamente dove fosse. Ecco, una cosa che è mancata era quella: non c’era nemmeno una indicazione che portasse al raduno. Cioè un raduno di tutti i chapter toscani e non mettono nemmeno un’indicazione? 

Comunque alla fine vediamo un Harley ferma ad un benzinaio e chiediamo al biker, che ci indica dove andare.
Riusciamo ad entrare e notiamo subito che il tutto è diviso in tre parti: a sinistra il tendone dove si mangia e dove si tenevano i concerti, a destra gli shop e di fronte a noi le Harley parcheggiate. Ovviamente quest’ultima era la parte più interessante in quel momento, dove ci fiondiamo.
In realtà, ci aspettavamo molto di più da questo raduno, ma effettivamente c’era poco e niente… poche Harley e poche bancarelle. Una cosa ottima però c’è stata: il mangiare! C’era una specie di self service, abbiamo preso bistecca e insalata e… mamma mia cos’era quella bistecca! Ne avremmo mangiate altre 4… fortunatamente eravamo a dieta, ci siamo dovuti trattenere!
Dopo un paio d’ore là dentro, non sapevamo più che fare e visto che i nostri amici non sapevano a che ora sarebbero arrivati, che erano le dieci e mezzo di sera e stava facendo quasi un freddo polare, decidiamo di tornare in camera.



La mattina dopo ci mettiamo d’accordo coi nostri amici (venuti anche loro per il raduno, in moto e col gruppo) per fare un giro a Montecatini e pranzare insieme. Devo dire che Montecatini è carina come città, ma c’è poco da vedere… o, forse, non abbiamo trovato niente noi… alle terme ad esempio non ci siamo stati!
A pranzo ci siamo fermati al Gambrinus, un ristorante all’aperto in una piazzetta del centro. Non era male, peccato per i prezzi eccessivi. Dopo un’altra passeggiata in cerca di qualcosa a Montecatini, salutiamo i nostri amici che avevano una riunione col gruppo e noi decidiamo di andare a Vinci, per realizzare una delle “cose da fare” della lista.
 
Tuscany regional rally - Vinci
Arrivati a Vinci (quella giusta stavolta… se non ricordate perchè, leggete questo post), scopriamo che è molto più grande e molto più carina di quanto ci aspettassimo. Per prima cosa, seguiamo le indicazione per la casa natale di Leonardo, così da realizzare subito la cosa da fare. Pure qua però, la strada per arrivarci non è proprio bellissima, strade strette e in salita, a doppio senso… E indovinate? Troviamo la casa chiusa per ristrutturazione!

Fatto questo, torniamo giù al paese vero e proprio. E’ il classico borgo medievale toscano, caratteristico, bello di una bellezza fatta di cose semplici: scorci nascosti in ogni angolo, mura ricoperte di piante, piazzette, sassi e vicoli, punti panoramici sulla campagna. E’ uno di quei paesi dove non ti aspetti di vedere nulla, ma quando ci sei rimani così incantato che non vorresti perderti nulla e ne visiti ogni angolo, ogni vicolo. Girando per il paese, si apre davanti a noi una piazzetta con una sfera grande in cui è riprodotto L’Uomo Vitruviano, che affaccia sul panorama della campagna toscana. La cosa particolare è che poco più in là, seguendo le indicazioni per il museo di Leonardo, c’è un’altra piazzetta decorata in modo strano, sembra quasi arte moderna: il pavimento è tutto grigio, ci sono cunette e dossi con gli appunti di Leonardo scritti col gesso a terra. Antico e moderno che si fondono insieme perfettamente. Certo, l’arte moderna è un po’ particolare, si sa (infatti, quella testa messa sopra una specie di dodecaedro non ci è piaciuta molto, era un po’… ehm… insomma, fa strano vederla, ecco), eppure sono riusciti a fare tutto bene.

Il prezzo del biglietto del museo ci impedisce di entrare (peccato!), così ce ne andiamo, comunque soddisfatti, immaginando già cosa ci aspetterà il giorno dopo.

Infatti si presenta una splendida giornata di sole domenica mattina, e quando saliamo in macchina per andare verso Pisa, la prima cosa che incontriamo in autostrada è un gruppo di Harlisti che marciano perfettamente allineati, motori rombanti. Che bello vederli così, respirare le sensazioni che si devono provare in quei momenti in sella!
Tra i nostri sospiri, i bikers lasciano l’autostrada e noi proseguiamo verso la nostra prossima meta.