Oggi vi racconto la nostra Pasquetta a Gaeta, un bellissimo posto per una scampagnata fuori porta!
Pasquetta a Gaeta - La città

 

Una cittadina che non mi aspettavo così piena di cose da vedere, tutte così affascinanti.
Se proprio dobbiamo dirla tutta, in realtà la prima tappa è stata, arrivando da Napoli, Mondragone e le sue mozzarelle di bufala. C’è da dire altro? Ah, si: MAMMIAQUANTOSOBUONE! Andateci, se vi trovate da quelle parti, compratele sul posto, che ne vale veramente la pena… niente a che vedere con quelle comprate al supermercato! Le abbiamo mangiate a morsi come mele, il latte fresco che riempiva le mani… Ok, basta che a quest’ora lo stomaco brontola.
Dicevamo: Gaeta. Appena superiamo il cartello “Comune di Gaeta” (che, tra l’altro, abbiamo scoperto essere “Comune d’Europa”) già saltano all’occhio, se guardate verso il mare, delle palazzine pendenti costuite su una collina, a guardarle sembra che stanno per scivolare giù! E non è un errore, sono state fatte così apposta!
Prima tappa della scampagnata, alla faccia del cattivo tempo, è la spiaggia di Serapo! Incredibile ma vero, la sabbia più chiara che abbia mai visto nel Lazio! Inoltre dalla spiaggia si vide un alto promontorio a picco sul mare…
 
Pasquetta a Gaeta - la spiaggia
Non è bellissimo? Dopo la pausa pranzo-in-spiaggia, decidiamo di partire all’esplorazione! Decidiamo di andare a vedere per prima cosa, la Montagna Spaccata e la Grotta del Turco. Per arrivarci, dobbiamo salire una lunga scalinata che porta ad un immenso parcheggio dei camper. Da là, su per una salita in mezzo al bosco. Finita la salita, a sinistra si va al Mausoleo, proseguendo dritti alla Montagna Spaccata. Avendo poco tempo, decidiamo per la seconda, insieme alla grotta. Sulla Montagna Spaccata ci sono varie storie: la prima racconta che quando Lucifero fu cacciato dal Paradiso e cadde nel mare, e la terra, inorridita, si spaccò in due.. L’altra storia invece racconta che la Montagna si è spaccata alla morte di Gesù, quando si squarciò il velo del Tempio di Gerusalemme.
Entriamo nel complesso (Grotta – Santuario – Belvedere) e subito andiamo verso la Grotta (l’ingresso costa appena 1 euro) e scesa la prima rampa di scalini, ci troviamo una specie di piazzetta che si affaccia sulla grotta… un vero spettacolo, da spalancare gli occhi. Un po’ meno belli, sono i 280 gradini che bisogna fare per arrivare sotto la grotta… non tano per scendere, quanto per salire! Però ne vale davvero la pena. Il mare là sotto è di colore blu, e… beh, non sapremmo come descriverla, dovete andare a vedere per rendervi conto. Di fronte agli spettacoli naturali, le parole non sono nulla.
Pasquetta a Gaeta - la grotta
 
In realtà quando l’abbiamo vista noi era nuvoloso, quindi i colori erano completamenti diversi rispetto a quelli della foto… Questo dimostra che vale la pena vederla sia che ci sia il sole, sia che sia nuvoloso.
Dopo la scarpinata per risalire i gradini (dove sarebbe da fotografare ogni angolo, ad ogni scalino), andiamo verso il Santuario, lungo il percorso all’interno della Montagna Spaccata… si cammina all’interno della spaccatura, e se ci fate attenzione, riuscite a vedere come ogni parte della parete sinistra combacia perfettamente con la parete destra… E inoltre, più avanti nella roccia ci sono cinque buchi, la “mano del turco”. Si dice che un turco non credeva alla storia della Montagna Spaccata e sfidò Dio: così, appena mise la mano sulla roccia, questa si sciolse come lava sotto al suo tocco, e ancora oggi ne rimane l’impronta. Più avanti poi c’è il “letto” nella roccia, posto dove San Filippo Neri, eremita, visse i suoi ultimi anni. Di fronte, c’è un piccolo Santuario nella roccia, molto caratteristico. Infine, a sinistra, c’è un’altra scala che porta su al belvedere, da dove si vede benissimo la spiaggia…. chiara, con un mare bellissimo, altro spettacolo che vale la pena di vedere.
E poi… ancora non è finita! come abbiamo detto all’inizio, è una cittadina veramente piena di cose da vedere.
Riprendiamo la macchina e andiamo verso la città, dove sta il paese medievale. Parcheggiamo sul lungo mare, che è molto particolare: non ci sono scogli, la passeggiata è a 5cm di altezza dal mare… come faranno quando c’è il mare mosso?
Altra cosa che colpisce l’occhio da là, è il paese col campanile e le case colorate… sembra una cartolina!
 
E dall’altra parte, una basilica in stile gotico! Ci colpisce subito, ma decidiamo di andare prima verso il paese medievale… Ci avviamo, ma dopo esserci persi lungo vicoli, scale, salite e discese, e non aver trovato quello che cercavamo, con un gran sospiro rinunciamo (ma giusto perchè avevamo poco tempo che dovevo prendere il treno, altrimenti a costo di impiegarci tutta la notte, lo avremmo trovato!), e ci dirigiamo verso quella che si sembrava essere una cattedrale gotica… e giù di nuovo lungo salite, discese, scale, vicoli, salite… Per poi scoprire che la cattedrale gotica è in realtà il tempio di San Francesco… chiuso al pubblico. Però la vista valeva la pena…
Pasquetta a Gaeta - vista dalla cattedrale