Ringraziamo subito Valentina di Enogastrovie, grazie alla quale partecipiamo anche noi a “Dimmi che senso ha”!
Cos’è? Un concorso lanciato da Blinkbooking che consiste nel raccontare cinque città (Roma, Napoli, Firenze, Venezia e Milano) associandole ai Cinque Sensi. Il premio? 1000 euro da spendere in viaggi con Blinkbooking! C’è tempo fino alle 17.00 del 19 Ottobre!
Cosa aspettiamo allora?
 
 
 
 
Roma: se ci fosse un senso per il cuore, sarebbe quello. Roma è la città dove sono nata e cresciuta e ovviamente, per me, la più bella al mondo, e lo resterà sempre. Dovendo scegliere però tra i Cinque Sensi, scelgo l’olfatto.
Per me Roma è odore di casa. Vi capita mai di stare fuori per un viaggio più o meno breve, e al ritorno dire “Sento già odore di casa”? A me capita quasi sempre. E’ quell’odore inconfondibile che ti fa sentire sereno, quasi come tra le braccia di mamma (quasi, perchè l’abbraccio di mamma non può avere paragoni con nessun Senso).
E’ anche l’odore delle caldarroste nelle strade del centro a Natale, l’odore dell’erba bagnata quando torno nel mio quartiere in periferia ed ha appena piovuto. L’odore dei piatti di nonna e dei dolci di mamma.
E’ l’odore della metropolitana tutte le mattine, quell’odore che ne mescola tanti diversi, tutti odori di vite differenti che per qualche minuto si intrecciano in un vagone stretto ed affollato.
L’odore di pesce del Lungotevere. Anche il centro storico ha un odore inconfondibile: i profumi della gente proveniente da ogni parte del mondo che hanno impregnato le mura dei palazzi antichi e nuovi, dei ciottoli sulla strada, profumo che si mescola a quello della storia. Sedetevi sopra gli scalini di Piazza di Spagna, o affacciatevi dalla terrazza del Pincio, respirate a pieni polmoni e godetevi il profumo della storia.
 
Firenze: al capoluogo toscano lego il gusto. Niente bistecca alla fiorentina, però. Firenze per me rappresenta il primo viaggio da sola, un campo scuola in terza media. Anche all’epoca (come se parlassi di cent’anni fa!) c’era l’usanza di lasciare i ragazzi da soli a girare la città per un’oretta, e a noi piccoli non sembrava vero. Il gusto delle cose proibite, del “siamo soli, possiamo fare quello che vogliamo!” cosa che, quando avevo 13 anni io (13 anni fa… sigh) era rarissima. Rappresentava la novità, ci faceva sentire grandi e indipendenti. Il sapore della libertà. E ogni volta che mi è capitato di tornarci, mi viene da sorridere e mi sembra di riassaporare le stesse sensazioni.
 
 
Napoli:E’ praticamente la mia seconda città (lui, l’altro folle dei Mesupi, nonché mio fidanzato è di Napoli, e a Napoli vive la sua famiglia, perciò scendiamo ogni volta che ne abbiamo l’occasione), la adoro e se ne resto lontana per un po’, mi manca.
Perciò la lego alla vista: perchè se non la vedo mi manca e perchè, parliamoci chiaro, è una città bellissima, una di quelle dove ti verrebbe di scattare una foto ad ogni angolo. Dal golfo, al Vesuvio, ai vicoli della Sanità. Non c’è un solo angolo di Napoli che non meriti una visita. Roba da restarci a bocca aperta.
 
Venezia:tatto.Non so se siete mai andati in gondola. Noi abbiamo visto questa splendida città per la prima volta solo l’anno scorso. E’ stato un viaggio capitato per caso, ed uno dei nostri scopi una volta là era proprio andare in gondola, poiché era una delle cose da fare della lista. Le rencensioni però ci avevano spaventato: chi diceva che volevano 80 euro a persona, chi 100, chi addirittura 150. Ed erano soldi che non potevamo spendere. Così, anche se la partenza era praticamente imminente, ci siamo messi a risparmiare con tutta la buona volontà: era un’occasione che non potevamo perdere! Una volta a Venezia invece abbiamo incontrato un giovane gondoliere che ci ha detto: “se aspettate che faccio il giro, vi vengo a riprendere e vi faccio pagare 10 euro a persona (eravamo in 6).” Lo abbiamo guardato ad occhi spalancati, avremmo aspettato anche il giorno dopo per quel prezzo! Così siamo saliti sulla gondola più felici che mai, abbiamo ascoltato le storie del gondoliere, osservato i canali della laguna. E mentre tutto questo accadeva, con la voce del gondoliere in sottofondo, gli odori della palude che ci circondavano, ho sfiorato con le dita quell’opera d’arte fatta a mano che ci trasportava per i canali. La vernice nera, il lucido, le piccole scheggiature. Non mi sembrava vero di essere là sopra, e quella sensazione sotto le dita non la dimenticherò mai.
 
 
Milano:l’ho lasciata per ultima perchè è l’unica città tra queste cinque che non ho ancora visto. Quale senso per lei allora? L’udito! La sento che mi chiama, dicendomi continuamente di andarla a trovare, di visitarla, che il Duomo mi aspetta. E prima o poi dovrò anche rispondere, vorrei mai che si offendesse :p
 
 
Ora tocca a:
 
Veronica e Leo di Life in Travel
Marta e Chris di Blog di viaggi
Andrea di Vologratis
Francesca di Fraintesa
 
(sperando non abbiate ricevuto l’invito da qualcun altro già!)