Come siamo finiti a scoprire Venezia in due giorni? Grazie alla stazione.
Le stazioni dei treni sono anche più belle degli aeroporti.
Sono più “libere”, si respira il vero spirito del viaggio, quello della valigia trascinata su una strada accanto ai binari, quello dall’intrecciarsi delle vite di migliaia di persone di ogni nazione e grado culturale. Nelle mie attese alla stazione ho osservato tanto la gente, anche se distratta come mio solito, e in genere facevo solo quello. Quel giorno però, non so perché, mi venne in mente di mettermi a giocare con le macchinette dei biglietti, tanto per ingannare il tempo. Vedevo varie soluzioni di viaggio, finché mi fermai di fronte a quella che mi sembrava un’offerta eccezionale: andata e ritorno per Venezia, 39 euro. Certo, si arrivava sabato mattina per ripartire domenica sera, ma chi se ne importa, avremmo potuto passeggiare per le strade di una città unica al mondo e, soprattutto, fare una delle cose della nostra lista: andare in gondola a Venezia.
Passare due giorni a Venezia, una città che non avevo mai visto e che sognavo da tempo! Ero lì lì per prenotare, ma mi fermai pensando che avrei prima dovuto sentire anche il parere di lui, almeno. Uscii dalla ricerca, nell’egoistica speranza che chi si sarebbe avvicinato alla macchinetta dei biglietti dopo di me non avrebbe visto l’offerta e non l’avremmo persa, essendo a posti limitati. Mi precipitai verso il binario dove sarebbe arrivato da lì a pochi minuti il treno che aspettavo, e per tutto il tempo camminai avanti e indietro nell’arco di un metro, in ansia. Il treno arrivò, puntuale, e come lui scese gli saltai al collo, ma non gli dissi ciao, bensì:
“Andiamo a Venezia? C’è l’offerta!” lui, che mi conosce e sa, annuì. “Va bene!” così lo trascinai a fare i biglietti, piena di entusiasmo.
 
Il giorno dopo trovare un B&B economico, 40 euro a notte per camera, fu più facile di quanto credessi… tanto che iniziai a pensare che i prezzi alti di Venezia erano solo una leggenda. Chiamai una coppia di amici, appassionati di viaggio tanto quanto noi, che non rifiutarono l’offerta si seguirci, proprio come mi aspettavo. Riescono a coinvolgere anche altri due ragazzi, e alla fine partimmo in sei! Adoro i viaggi con gli amici, sebbene ne abbia fatti troppo pochi… e mai lunghi, soprattutto. Solo weekend… una cosa che devo assolutamente recuperare. 
Il giorno della partenza l’appuntamento è alla stazione Tiburtina, dove ci incontriamo tutti carichi e pronti ad affrontare il viaggio, poco importa se molto probabilmente passeremo la notte svegli, raggomitolati sulle scomode poltrone di un Intercity Notte. Finalmente arrivò il treno, scopriamo di avere tutti i posti vicini, nonostante abbiamo preso i biglietti del treno a tre giorni di distanza, ma in cabine separate. Chiediamo gentilmente a due ragazzi di scambiarci i posti, ma uno dei due rifiuta. Delusi ma sfidati, decidemmo di attivare quella che io chiamo la tecnica “rompi-coglioni”: restiamo fuori dalla cabina, appoggiati alla porta, a chiacchierare e fare casino con i nostri amici, finchè quelli non cedono e ci lasciano i posti, scambiando i biglietti. Saremmo pure stati fastidiosi, ma io dico: se ti si chiede un semplice scambio di posti ad una cabina di distanza, perché devi dire di no? Erano in due come noi, non avevano valige pesanti da spostare e dovevano spostarsi di due passi. E’ il gusto di dire di no che mi infastidisce, e quando la gente fa così il metodo “rompi-coglioni” se lo merita.
 
Tra chiacchiere, risate e poco sonno, alle 5 del mattino, al buio di una gelida mattina di febbraio, sbarchiamo a Venezia.
 
Venezia in due giorni - Gondole

Scoprire Venezia in due giorni 

Appena fuori dalla stazione, di fronte a noi appare già il primo canale ed il primo ponte, coperti da una leggera nebbia sotto le luci gialle dei lampioni. Un immagine quasi surreale, che nonostante la poca lucidità dovuta alla stanchezza, ci lasciò affascinati.  Avevamo appuntamento con Cristina, la proprietaria del b&b, alle 9 del mattino, c’era quindi molto tempo da aspettare, ma in quel momento la nostra priorità era una: un cappuccino caldo, tanto caffè e un cornetto, o qualsiasi altra cosa, nello stomaco. Non avevamo la minima idea di dove andare, così iniziamo a seguire l’istinto e con la stazione alle spalle, seguiamo la strada verso sinistra, che fortunatamente si rivelò essere quella giusta.  Venezia era nostra, eravamo gli unici in giro per la città a quell’ora, e osservammo la città svegliarsi piano piano, prendere lentamente vita. Ogni ponte che attraversavamo, ogni canale, ogni calle e ogni piazzetta avevano una loro particolarità, e nonostante la stanchezza, il sonno, la fatica di camminare trascinando le valigie, ci sentivamo felici, liberi, affascinati. Le spettacolari sensazioni del viaggio. Dopo circa 20 minuti di camminata, arriviamo a Ca’ d’oro, dove troviamo il primo bar aperto della città: la nostra speranza e salvezza. Quasi irrompemmo all’interno, assetati e affamati, divorando cornetti e bevendo a garganella latte e caffè.   La caffeina e lo stomaco pieno, ci fecero acquistare una visione diversa della giornata (e forse proprio della vita, in quel momento), dandoci nuova energia per iniziare a visitare la città già a quell’ora, nell’attesa. Il cielo iniziava a colorarsi, la persone ad uscire dal caldo delle loro case, e vedemmo uomini camminare per le strade trascinandosi dietro carretti più o meno carichi, per rifornire i bar ed i ristoranti.  Una cosa che notai, fu che a Venezia le indicazioni stradali e culturali sono ottime: chiare, precise e numerose. Grazie ad esse, senza perderci, ci ritrovammo di fronte il maestoso Ponte di Rialto.

 

Venezia in due giorni - Ponte di Rialto
Un ponte antico, uno dei quattro ponti che attraversano il Canal Grande, tenuto in vita grazie alle botteghe che aprirono su di esso e realizzato, nella sua forma attuale, neanche a farlo apposta, da un ingegnere il cui nome era Antonio da Ponte.  Nell’osservarlo, il tempo vola, tanto che ci accorgemmo che mancava solo mezz’ora all’appuntamento con Cristina, la proprietaria del B&B.  Quando la incontrammo, mi fu simpatica da subito, a pelle, ed io sono una che vive di sensazioni a pelle. Non sbagliai: si rivelò gentile, disponibile, alla mano, e molto simpatica. Quando ci lasciò nelle nostre stanze, concludemmo la nostra prima mattinata veneziana con un sonno ristoratore… Per poi continuare questo viaggio con un giro in gondola! Continua qui.