Mentre uscivamo dal ristorante in cui Alberico ci aveva invitato, pensai che non poteva essere finita lì la giornata, e che sarebbe stato giusto riservare una visita ad Arezzo in un giorno, a pochi chilometri di distanza.

Impostammo il navigatore, di cui in realtà dopo lo scherzo del Terminillo non mi fido moltissimo, ma molto meglio delle mappe, con cui sono abbastanza sicura ci perderemmo. Almeno, non lo seguo proprio alla cieca il nostro TomTom, ma controllo sempre intorno, leggo i cartelli… ed infatti anche quella volta, voleva farci fermare nel parcheggio di un supermercato alla periferia della città. Non gli diedi retta, andai avanti, e poco dopo le mura antiche della città ci apparvero davanti. Mi fece un effetto strano vedere mura medievali apparire nel mezzo di una città moderna, tra palazzi, parcheggi e supermercati. Sorridendo pensai che Troisi e Benigni dovevano essersi sentiti allo stesso modo quando si sono ritrovati di fronte Frittole!

 

Visitare Arezzo in un giorno - Porta San Lorentino

Cosa vedere ad Arezzo in un giorno?


Quando iniziammo a camminare per quelle vie fatte di pietre antiche, dopo essere passati sotto ad una porta ad arco costruita centinaia di anni prima, tentai di vederla con altri occhi, pensando a tutto ciò che quelle pietre di cui erano fatte le mura e le strade avevano visto e vissuto. Arezzo fu bastione difensivo e Colonia dei Romani, fornitore delle armi di Scipione per la campagna in Africa, sede dell’attività di Mecenate. Fu il primo centro occupato dai Longobardi, centro di episcopato con Carlo Magno, l’unica città di cui sono noti tutti i vescovi, primi a fregiarsi del titolo di “conte”.

Si scontrò con Siena e Firenze, in battaglie a cui partecipò perfino Dante Alighieri. Fu venduta a Firenze per dieci anni da Pier Saccone, posseduta dai Medici, conquistata da Napoleone, centro del movimento del “Viva Maria”… insomma ne avevano viste delle belle, e pensandoci sembrava che ogni pietra avesse la sua da dire, qualcosa da raccontare. E’ una città che parla anche nel totale silenzio di un grigio e freddo pomeriggio di Gennaio.
Camminammo senza seguire nessun cartello, ma andando a sentimento, cosa che amo moltissimo. Sono fermamente convinta che ogni luogo abbia così tante cose da mostrare, in ogni vicolo, dietro ogni angolo, che precipitarsi subito a vedere le zone più famose significa perdersi gran parte della meraviglia. Infatti una stradina in salita, molto caratteristica, si apriva di fronte a noi, dalla parte opposta a quella in cui i cartelli indicavano di andare. Lungo la strada incontrammo anche un tabaccaio aperto, l’unico negozio aperto visto fino a quel momento, e ne approfittammo subito per compare una cartolina: abbiamo una collezione inutile (ma meravigliosa) da mandare avanti!
Compiuta anche quella missione, continuammo a seguire la strada in salita. Io continuo a guardarmi intorno, curiosa come una scimmia come al solito, e la mia attenzione fu attratta da una targa, dedicata a Guido Monaco. Una targa che non può passare inosservata, almeno per me: è l’unica targa con un pentagramma e il nome delle note musicali che abbia mai visto.
Visitare Arezzo in un giorno - Targa Guido Monaco
In fondo cos’altro ci si poteva aspettare dalla targa dedicata a colui che inventò i nomi delle note musicali che conosciamo oggi, la loro posizione nel pentagramma, e le basi del solfeggio? Poco dopo notai come l’intera città sia piena di dediche a Monaco, e immaginai quanto potesse esserne orgogliosa… e sentii quasi un dispiacere pensando a quanta gente poi si ritrova davanti a tutto questo senza avere idea di chi sia questo personaggio tanto importante per la città, grande orgoglio di un piccolo luogo.
Ancora pochi passi e di fronte a noi apparve la piazza col Duomo, in tutta la sua maestosità. Sembrava osservarci severo dall’alto della sua maestosità, circondato da antiche scalinate. La piazza era vuota, eravamo gli unici presenti, mentre il silenzio riempiva l’aria. Il cielo grigio rendeva più cupi i colori ocra e marrone che dipingono l’intera città vecchia, gli stessi colori che un tempo riempivano borghi e città.
Subito dopo il Duomo, un’altra cosa attirò il nostro interesse: il Palazzo Comunale, con la sua Torre dell’Orologio e la statua in ferro di un cavaliere a terra col suo cavallo, sui quali veglia un angelo. Decidemmo di entrare prima là, e la prima cosa che notammo all’ingresso fu la riproduzione della Chimera d’Arezzo. 
 

Visitare Arezzo in un giorno - Chimera

Pochi passi più avanti, vivemmo un’esperienza quasi… fantasy, da libro. Di fronte a noi si aprì un cortile, pieno di statue di legno che rappresentavano uomini o donne in varie posizioni e attività. Il silenzio era totale intorno a noi, si sentiva a malapena il rumore dei nostri respiri, gli unici due presenti in quel luogo e, a quanto ci era sembrato, nell’intera città. Il cielo grigio aiutava a creare un’atmosfera surreale, e mentre ci concentrammo a fissare le statue, fatte così bene da sembrare vere, un corvo nero si alzo in volo, gracchiando. Sobbalzai, aspettandomi di vedere le statue prendere vita da un momento all’altro. Ci ridemmo su, ma il cuore mi continuò a battere forte per un bel po’.
Subito dopo entrammo nel Centro d’Accoglienza Turistica. Ad accoglierci, una riproduzione in scala di tutta Arezzo, circondata da manichini con abiti medievali. Mi piaceva sempre di più quella città! Notai poi un pannello con la foto di un cavaliere e la scritta “Giostra del Saracino”. Mi avvicinai all’addetta, unica presente oltre noi, chiedendole informazioni, e mi spiegò che era l’evento principale della città, e si teneva ogni penultimo sabato di Giugno in notturna e la prima domenica di settembre in diurna (buono a sapersi). Ci raccontò poi in cosa consisteva: una rievocazione storica a cui partecipano i quattro quartieri in cui è divisa la città: Porta Crocifera, Porta del Foro, Porta Sant’Andrea e Porta Santo Spirito. Un’antica competizione cavalleresca che consiste nel colpire con una lancia un bersaglio posto sullo scudo di un automa girevole, chiamato Buratto, evitando di farsi colpire dal mazzafrusto del Buratto.
Ci informò poi che se volevamo partecipare avremmo dovuto prenotare i biglietti già da fine Aprile, perché i posti esauriscono subito, e i prezzi variano dai 5 euro dei posti in piedi ai 40 euro della Tribuna d’Onore.
Le rievocazioni storiche sono un’altra delle cose che amo moltissimo, essendo appassionata di fantasy, poiché mi permettono di immaginarmi in altri mondi, in altri tempi, volando con la fantasia.
Prendendo appunti e ringraziando, usciamo e finalmente ci troviamo di fronte al Duomo.
Stavolta le saliamo quelle antiche scalinate, e una volta dentro ci ritrovammo nella Cattedrale più buia che io abbia mai visto. 

Visitare Arezzo in un giorno - Cattedrale

La Cattedrale di San Donato, patrono della città. Fuori è bellissima. Ma dentro rimane cupa e buia… forse perchè il cielo fuori era nuvoloso, ma contribuì a darmi di Arezzo l’immagine della tipica città medievale, di quegli anni bui pieni di regole, doveri, credenze, durante i quali la libertà era pura utopia. Rimasi comunque affascinata da quel luogo, ripromettendomi di tornare a vederlo in una giornata assolata.

Dopo un veloce giro al centro più moderno, dove trovammo finalmente più vita, negozi e bar aperti, tornammo alla macchina, salutando la città che tanto bene ci aveva accolto per una giornata, mostrandoci i suoi volti antichi.
Mentre tornavamo, pensai che avrei lanciato una sfida a chiunque sarebbe venuto visitare la città: trovare la statua dedicata ad… un idraulico!