Weekend a Budapest: cosa vedere in tre giorni nella capitale ungherese

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Chiamata la “Parigi dell’Est”, Budapest è considerata una delle capitali più belle d’Europa. Passare un weekend a Budapest significa trascorrere tre giorni intensi, perché per quanto piccola la capitale dell’Ungheria è ricca di cose da fare, vedere e… mangiare!

Per quanto riguarda il cibo ve ne ho già parlato in questo articolo ed è stata la cosa che più mi ha sorpreso in positivo di Budapest.
Riguardo la città, invece, vorrei darle un’altra possibilità. L’ho vista in inverno sotto il grigio delle nuvole, un grigio che rende la zona di Pest cupa, nella morsa di un freddo che svuota le strade.
Quindi, parlando onestamente, non mi ha colpito in modo particolare ma ammetto che le cose da vedere a Budapest sono davvero tante, tutte interessanti, e che nell’insieme è una città dove tornerei una seconda volta, magari in primavera per apprezzarla meglio.
E poi non sono riuscita nè ad andare alle terme nè ad entrare nei ruins pub… e non si può dire di aver visto Budapest se non si sono fatte entrambe queste cose!

Weekend a Budapest, insegna di un pub

Weekend a Budapest: itinerario e cosa vedere

La “mia” Budapest è una città divisa a metà.
C’è la parte di Pest, con le strade vuote quando cala il buio, immerse in un silenzio interrotto solo dal suono della corsa di qualche automobile. É la parte più povera, la parte dove i segni della guerra e dell’occupazione comunista sono ancora vivi, ferite cicatrizzate sulla città.
C’è la parte di Buda, quella più ricca, quella bianca, quella delle dimore principesche, del dolce più buono dell’Ungheria, della Budapest dall’alto.

Siamo atterrati a Budapest all’ora di pranzo e arrivati in città nel primo pomeriggio. Così, visto il poco tempo a disposizione per quel giorno, il nostro weekend a Budapest è iniziato in quella che viene definita una delle cose più belle da vedere (infatti l’ho inserita tra le cinque cose da non perdere a Budapest): Piazza degli Eroi (in realtà abbiamo provato ad andare a vedere la Grande Sinagoga, ma l’abbiamo trovata chiusa, quindi ci siamo subito spostati). Il primo consiglio che vi do sulla piazza è di vederla di notte, tutta illuminata e con le voci e le risate lontane (molto lontane) della pista di pattinaggio a fare da sfondo.
Il maestoso Millenium Memorial occupa gran parte della piazza e rappresenta i sette capì tribù che formarono l’Ungheria e altre figure storiche importanti per il Paese.

Weekend a Budapest, Piazza degli Eroi

Questa piazza è bella così come avevano promesso le guide e volendo ci si possono passare ore, perché è affiancata sia dalla pista di pattinaggio su ghiaccio (in inverno), sia dal Museo di Belle Arti che dalla Galleria Műcsarnok. La Galleria contiene una vasta collezione di opere contemporanee, mentre il Museo è ospitato in un imponente palazzo in stile neoclassico dei primi del ‘900 e al suo interno si trova una delle collezioni di dipinti più importanti al mondo (infatti è nato con l’intento di “creare un vero tesoro nazionale che certificasse la legittimità dell’Ungheria di stare sullo stesso piano delle grandi nazioni europee”), dal Medioevo al Novecento: Giotto, Ribera, Rembrandt, Raffaello, Tiziano, Tintoretto, gli impressionisti francesi e perfino una scultura di Leonardo.

La mattina dopo siamo partiti dalla Basilica di Santo Stefano, la chiesa più grande di Budapest, dedicata al re cristiano fondatore dell’Ungheria la cui mano destra – chiamata la “Sacra Destra” – è ben conservata all’interno della Basilica in una cappella ad essa dedicata.
All’interno la chiesa è tra le più belle del Paese (oltre ad essere tra le tre più grandi), grazie alle ricchezze che contiene ma soprattutto ai 55 tipi di marmo ungherese con cui è costruito e arredato l’interno.
In una delle due torri della basilica si trova anche la campana più grande d’Ungheria, ed è possibile salire fin sulla cupola (a pagamento) per ammirare Budapest dall’alto a 360°.

Weekend a Budapest, affaccio dalla cupola della Basilica di Santo Stefano

Una curiosità: il punto più alto della Basilica arriva a 96 metri, stessa altezza del Parlamento: è stato fatto appositamente per simboleggiare l’uguaglianza tra potere laico e potere spirituale e per legge nessun palazzo in città può superare quell’altezza.

Continuando a camminare nel centro città, in pieno Pest, abbiamo incontrato la statua di Ronald Regan, 40° Presidente degli Stati Uniti, costruita come omaggio a quel presidente che ha aiutato l’Ungheria e altri Stati sovietici a liberarsi dal regime comunista.
Siamo arrivati poi al Palazzo del Parlamento, uno degli edifici più conosciuti e visitati della città, simbolo del Paese… per questo è sempre meglio prenotare prima la visita guidata, disponibile anche in italiano quattro volte al giorno (al costo di 15€ per i cittadini europei).
Il suo essere così grande, così decorato, così monumentale ha un significato ben preciso: voleva rappresentare a chiare lettere (o a chiara architettura, in questo caso) l’indipendenza dell’Ungheria dal regno austriaco. Era anche il momento di dare una nuova impronta urbanistica alla nuova capitale, appena nata grazie all’unione delle città di Óbuda, Buda e Pest. L’architetto Imre Steindl si è ispirato al Parlamento di Londra e al Duomo di Colonia, ma ha anche preso molti tratti da altri stili architettonici, come quello barocco e rinascimentale. Come dicevo prima, al pari della Basilica di Santo Stefano l’edificio è alto 96 metri e non è un numero a caso: si riferisce all’anno 896, quando i magiari conquistarono il bacino dei Carpazi.
All’interno resterete affascinati dalle decorazioni, la cupola, l’immensa scala, tutto quell’oro e i marmi che la fanno da padroni. La visita dura circa 45 minuti e vi consiglio assolutamente di non mancarla.

Weekend a Budapest, il Parlamento visto da Buda

Dopo la visita al Parlamento ci siamo allontanati un po’ per un’altra visita che, se avete abbastanza stomaco, vi consiglio di non perdere: la Casa del Terrore (di cui vi ho già parlato qui), al n. 60 di Via Andrássy, sempre a Pest. É una visita che racconta gli orrori di tutti i regimi, sia comunista che fascista, per far capire che nessun regime è giusto, che nulla che leda la libertà può essere corretto. Un percorso che riesce a far sentire l’orrore sulla pelle, che racconta tramite immagini, ricostruzioni e musiche quello che nessuno vorrebbe mai vivere o rivivere. Un altro monumento alla memoria (il secondo a Budapest, l’altro è la Passeggiata delle Scarpe), l’ennesimo aiuto a non dimenticare qualcosa che non deve più ripetersi.

Il terzo giorno abbiamo visitato Buda, la parte ricca della città.
Il modo più bello di raggiungere la zona è attraversando il famoso Ponte delle Catene (il cui nome deriva proprio dalle catene che, insieme alle torri, ne sostengono il peso e fanno si che stia in piedi), il più antico di Budapest, e poi prendere la Funicolare che porta proprio alla collina del castello.
Qui le cose da visitare sono moltissime, a partire dal Palazzo Reale, o Castello di Buda, che domina la città dall’alto e che ha attraversato diversi secoli di storia: nato come fortezza nel Medioevo, Mattia Corvino lo trasforma in un palazzo rinascimentale che verrà poi distrutto dai turchi e infine ricostruito in stile neobarocco. Residenza dei sovrani ungheresi per 700 anni, oggi è patrimonio UNESCO e accoglie diversi musei, tra cui la Galleria Nazionale Ungherese e il Museo Storico di Budapest (il biglietto d’ingresso costa 8€).
Noi abbiamo anche assistito al cambio guardia proprio di fronte al palazzo!

Il cambio della guardia di fronte al Sandor, il Palazzo dove risiede il Presidente della Repubblica ungherese…

Publié par I viaggi dei Mesupi – Mesupi's Travels – Travel Blog sur dimanche 9 février 2014

 

Proseguendo oltre si incontra la famosa pasticceria Ruszwurn, dove assaggiare la torta Dobos tanto amata dalla Principessa Sissi, poi la Chiesa di Mattia Corvino, uno splendido esempio di stile gotico, una delle tante chiese di Buda che durante l’occupazione turca venne trasformata in moschea e poi ricostruita con l’aspetto attuale e riconsacrata. Proprio in questa chiesa vennero incoronati Francesco Giuseppe e sua moglie Sissi.
Qui si trova anche la città vecchia di Buda, una piccola città nella città che mantiene intatto il suo aspetto medievale e in cui vale la pena perdersi un po’, tra case colorate, chiese decorate e i caffè.
La cosa che a me è piaciuta di più di Buda è il Bastione dei Pescatori, alle spalle della Chiesa di Mattia Corvino. Qui ho trovato un’atmosfera incantata, un bianco che spiccava sotto al grigio del cielo, il tutto reso ancora più irreale dal falconiere che proprio lì sotto, nella piazzetta del Bastione, faceva volare i suoi falchi mentre un paio di musicisti suonavano canzoni tradizionali. Sette torrette (che rappresentano le sette tribù magiare che conquistarono i luoghi dove oggi sorge l’Ungheria), chioschi e scalinate abbelliscono questa fortezza fiabesca che affaccia su Buda, regalando una splendida visuale sull’altra metà della città.

Weekend a Budapest, il Bastione dei Pescatori

Anche il sottosuolo di Buda è spettacolare: la sua collina infatti nasconde oltre dieci chilometri di grotte e sorgenti termali, ma Budapest sotterranea è anche un complicato labirinto di gallerie che è sempre stato utilizzato nei più svariati modi: rifugio, ospedale, magazzino e prigione (in cui venne rinchiuso addirittura il famoso Conte Dracula, Vlad III di Valachia, fatto prigioniero da Mattia Corvino). Oggi gran parte dei sotterranei sono visitabili e spesso ospitano mostre ed esposizioni.

Abbiamo salutato Budapest con una visita all’Isola Margherita, detta “il polmone verde di Budapest”, e fuori dai normali giri turistici (nel senso che solitamente non viene inserita tra gli imperdibili). Larga 500 metri e lunga 2,5 chilometri, deve il suo nome alla principessa Margherita, figlia di Bèla IV, che qui visse la sua breve vita in un convento domenicano. Collegata alla terraferma da due ponti, è una vera oasi di pace, accessibile solo ai pedoni, le biciclette e le carrozze. Un tempo, all’epoca degli antichi romani, era una stazione termale rinomata nella zona che veniva chiamata Aquincum. Nel medioevo ospitò diverse chiese e conventi, e divenne parco cittadino solo nel XIX secolo. L’ideale qui sarebbe passeggiare, magari fare un giro sulle carrozze, consumare un picnic sul prato… e intanto gustarsi la musica della fontana che canta, fare un tuffo nei bagni Palatinus, andare a vedere un’opera lirica o un musical (in estate) nel teatro all’aperto e visitare la vecchia cisterna dell’acqua in stile art nouveau, alta 57 metri. Di sicuro sull’isola non ci si annoia… altro posto che vorrei rivedere in piena primavera o estate, perché in inverno è troppo spento.

Weekend a Budapest, l’Isola Margherita

 

Weekend a Budapest: dove dormire

Abbiamo soggiornato all’Aquincum Hotel, un hotel a 5 stelle con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Si trova proprio di fronte l’Isola Margherita,  è un po’ distante dal centro ma ben collegato e con diversi shop e ristoranti (tra cui il Zöld Kapu Vendéglő, un buon ristorante in cui si mangia cucina tradizionale ungherese che si raggiunge a piedi in 10 minuti circa) nelle vicinanze. .
Lo abbiamo apprezzato per la spa con tre diverse piscine (a diverse temperature) e vasca idromassaggio aperta dalla mattina presto alla sera tardi, e per le camere ampie con bagno grande, comode e pulite. C’è anche un ottimo bar e ristorante e per essere un 5 stelle i prezzi sono davvero bassi (cliccate qui per controllarli)!

La spa dell’Aquincum Hotel
Le camere dell’Aquincum Hotel

Weekend a Budapest: come arrivare dall’aeroporto alla città

Per arrivare dall’aeroporto internazionale (Ferihegy) al centro città, ci sono tre modi possibili:

  • Taxi, la solita soluzione veloce ma più costosa (anche se noi eravamo in 4 e alla fine conveniva vista la praticità e la velocità), si può prenotare dagli appositi box in zona taxi;
  • Autobus 200E, arriva al capolinea della metro (Kőbánya Kispest) e bisogna poi prendere la linea blu e scendere a Kálvin tér o Ferenciek tere. Il viaggio dura poco più di un’ora;
  • Treno, che dall’aeroporto arriva in circa mezz’ora alla stazione centrale.

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