Visitare San Gimignano: itinerario a piedi nella città delle torri e dello zafferano

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San Gimignano è la “Città delle belle Torri” e dello zafferano, una delle poche ad essere rimasta identica a com’era nel medioevo, il tempo del suo massimo splendore. Visitare San Gimignano fa capire un po’ come devono essersi sentiti Mario e Saverio nel ritrovarsi a Frittole (per chi non lo sapesse, parlo del film “Non ci resta che piangere”).

Ma com’è possibile che sia rimasta intatta dal 1300 ad oggi? Ce lo spiega la storia: nel 1282 il governo di San Gimignano promulgò una legge che impediva di abbattere le case, a meno che non venivano abbattute per essere sostituite da altre più belle. San Gimignano fiorì, grazie soprattutto ai numerosi viaggiatori e pellegrini che passavano di qua attraversando la Via Francigena, almeno fino al 1348 quando la peste colpì il borgo, che venne abbandonato. La Via Francigena fu deviata, tagliando fuori San Gimignano dal percorso, che venne così dimenticata. Dimenticanza che ha fatto si restasse identica a com’era un tempo, tranne per le sue torri che da 72 sono diventate 13.
Ancora oggi l’impatto per chi arriva e la vede levarsi tra le colline con la sua corona di torri è emozionante… figuriamoci un tempo quando ce ne erano cinque volte tante.

Informazioni utili per visitare San Gimignano

Iniziamo dalle cose pratiche.
Come arrivare: il modo più semplice e veloce per arrivare a San Gimignano è l’automobile, anche se si va incontro poi agli esosi costi dei parcheggi (tutti esterni al borgo e nel weekend o in alta stagione è veramente difficile trovare un posto libero).
San Gimignano non ha una stazione dei treni, perciò se si sceglie di andare comunque in treno bisogna arrivare a Poggibonsi e da lì prendere il bus 130.
Anche molte linee di pullman fanno fare il cambio a Firenze, Siena, Certaldo e poi di nuovo a Poggibonsi.

Quando andare: ogni stagione è buona per visitare San Gimignano, ma in primavera la campagna toscana offre il meglio di sé e per me è il periodo ideale insieme all’estate quando il borgo si anima di numerose feste, rievocazioni storiche (tra le più belle c’è la Ferie delle Messi a giugno) ed eventi.

Dove dormire: San Gimignano è ricca di hotel e b&b per tutte le tasche e di tutti i tipi. Vi consiglio di dare un’occhiata a Booking.com (se prenotate da questo link avete anche un sconto di 25€!) per trovare l’offerta migliore (io mi affido a loro praticamente sempre!)Advertisement.

L’oro rosso di San Gimignano: lo zafferano

I piatti allo zafferano del ristorante Dulcisinfundo

Una delle cose che bisogna assolutamente fare a San Gimignano è assaggiare il suo fiore all’occhiello: lo zafferano. Prodotto DOP dal 2005 (l’unico ad avere questo riconoscimento) è chiamato “oro rosso” perché un tempo veniva anche utilizzato al posto della moneta e aveva più valore di terre e servi, tanto che nel 1228 il Comune di San Gimignano ci pagò parte dei debiti contratti per l’assalto al Castello della Nera. Veniva anche offerto come omaggio ad ambasciatori, Re e regine e altri personaggi importanti… senza contare che gran parte della città è stata costruita con i soldi guadagnati grazie al commercio dello zafferano!

I fiori di zafferano sono davvero delicatissimi e tutto il processo di produzione è unico, tanto da essere autorizzato solo a San Gimignano. Pensate che per fare 1 kg di questa spezia servono 150.000 fiori… o meglio, pistilli. Devono essere tutti raccolti a mano perché qualsiasi altro strumento rovinerebbe tutto e viene raccolto solo una volta l’anno. Ecco perché è così raro, prezioso e anche un po’ costoso.
Il posto giusto in cui provarlo, secondo noi, è il ristorante Dulcisinfundo (di cui vi abbiamo parlato qui). É davvero incredibile la molteplicità di piatti e sapori che riesce a creare questa spezia, dagli antipasti ai dolci… al di là del solito risotto!
Se poi è accompagnato da un bicchiere di Vernaccia, il vino tanto amato da Dante, Boccaccio e Lorenzo il Magnifico, ecco una cena tipica sangimignanese!

Cosa vedere a San Gimignano: itinerario a piedi

Per visitare San Gimignano, la Manhattan del Medioevo – come viene soprannominata oggi, per l’altezza delle sue torri – sono sufficienti un paio di giorni. Nonostante il borgo sia piccolo, secondo me va goduto dal mattino al tramonto con lentezza, concludendo la giornata passeggiando lungo il belvedere e per i vicoli, mangiando il gelato più buono al mondo (che si compra in Piazza della Cisterna e non è quello con il cartello fuori con scritto “gelato più buono del mondo”, ma quello di fronte della Gelateria Dondoli. Diciamo che entrambe le gelaterie da anni si contendono il titolo, ma noi abbiamo preferito Dondoli!) dopo una cena a base di zafferano e vernaccia per poi svegliarsi il giorno dopo con l’incantevole scenario della campagna toscana fuori dalla finestra.

Tutto il centro storico di San Gimignano è Patrimonio dell’Umanità UNESCO e vi si accede tramite cinque porte che si trovano sulla cinta muraria: Porta San Giovanni (l’ingresso classico), Porta delle Fonti, Porta San Jacopo, Porta San Matteo e Porta del Quercecchio.
Una volta dentro, l’ideale è scorrazzare tra un vicolo, una piazza e una torre. É impossibile perdersi ed è un sacrilegio lasciarsi sfuggire gli scorci che regala ogni via di questo borgo.

Le Torri
Fulcro della città e simbolo della sua importanza nel medioevo, le 13 torri rimaste in piedi oggi valgono almeno un’occhiata. Le più importanti sono:

Torre Rognosa, detta anche Torre del Podestà e un tempo utilizzata come prigione. Si trova in Piazza Duomo ed è la più antica, una delle più alte e meglio conservate torri di San Gimignano. Nel 1255 un editto impedì di costruire torri più alti di questa e per ripicca due famiglie di alto prestigio, Salvucci e Ardinghelli, fecero costruire due torri gemelle appena più basse di Torre Rognosa.

Torre Grossa, che domina Palazzo del Popolo in Piazza Duomo, è la torre più alta di tutte. Vi si può accedere entrando da Palazzo del Popolo e si arriva fino in cima, regalandosi una splendida veduta del paesaggio che circonda San Gimignano. Anche il Palazzo del Popolo merita una visita, soprattutto alla pinacoteca e i Musei Civici.

Torre Lupi si trova in Piazza della Cisterna ed è la torre della leggenda. Il suo proprietario tornato da un viaggio la trovò più alta e ne diede la colpa al diavolo, per questo da allora la chiamano anche “Torre del Diavolo”.

 

Le Piazze

Piazza della Cisterna
La piazza che si trova sulla sommità della collina su cui nasce San Gimignano è la più bella del borgo, ma anche tra le più belle piazze medievali al mondo. Il nome è dovuto al pozzo ottagonale che si trova al centro della piazza, su cui è riportato lo stemma del Podestà che nel 1273 ne ordinò la costruzione. Era la piazza dedicata ai cittadini, dove un tempo sorgevano taverne e botteghe e si tenevano mercati, tornei, spettacoli e feste.

Piazza del Duomo
Vicina a Piazza della Cisterna, era il centro della vita politica di San Gimignano, contenitore dei simboli religiosi (il Duomo) e politici (Palazzo del Podestà) della città.
Il Palazzo del Podestà si trova tra Torre Grossa e la Loggia del Comune, che fu costruita espropriando le case alla famiglia degli Ardinghelli, capo-fazione dei ghibellini, mentre oggi ospita il Museo Civico di San Gimignano.
Il Duomo invece nasconde dietro una facciata semplice un interno di colori e capolavori che si dividono tra la Collegiata di Santa Maria Assunta e la Cappella di Santa Fina.

 

Un’altra cosa da non perdere a San Gimignano è la Rocca di Montestuffoli, costruita per difendere la città. Nella costruzione originale aveva pianta pentagonale e una torretta ad ogni angolo, ma ogni ne resta soltanto una su cui si può salire gratuitamente per ammirare San Gimignano dall’alto.
Una vista che è un tesoro da gustare con gli occhi.

 

 

 

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1 Commento

  1. Clara dice

    E’ sempre bello leggerti 😉

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