La Route 66 in Illinois

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Nel lungo periodo in cui ho organizzato il viaggio sulla Route 66, una delle cose più difficili è stata trovare un itinerario completo della Mother Road.

Non mi interessavano solo le città principali ma volevo sapere soprattutto cosa ci fosse da vedere tra una città e l’altra, sapere quali fossero le cose imperdibili lungo la strada, conoscere chilometro per chilometro il percorso esatto da fare per evitare di dover percorrere la highway e restare solo lungo la Historic Route 66.
Dopo aver letto siti e libri (ho comprato perfino l’Enciclopedia della Route 66, direttamente dagli USA) l’unico sito trovato che offre un racconto così dettagliato è un sito americano (almeno l’anno scorso, dopo è arrivato Franco Zefferi), anche piuttosto vecchio.
Per questo, dopo aver parlato dell’itinerario principale, voglio raccontare la Route 66 Stato per Stato, tappa per tappa, per facilitare il compito a chi decidesse di dedicare un intero viaggio a questa strada (per la quale 10 giorni di viaggio non bastano, credetemi), senza la pretesa che sia considerata una guida completa, perché la Route 66 ha talmente tanti luoghi e storie da raccontare che pretendere di conoscerli tutti con un solo viaggio è ridicolo.
Inizio dal principio, da Chicago, dalla Route 66 in Illinois, che sostituì la precedente Pontiac Trail che univa Chicago a St. Louis.

Route 66 in Illinois: da Chicago a St. Louis

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La Mother Road ha inizio a Chicago, in Adam Street, di fronte l’Art Institute.
Seguendo la strada (che diventa ad un certo punto Ogden Avenue) per circa 8 chilometri, superato il Douglas Park – uno dei parchi più vecchi di Chicago – si incontra una delle prime roadside attractions della Route 66: il Castle Car Wash, o quello che ne resta dato che è chiuso ormai da tempo. Subito dopo si entra nel sobborgo di Cicero, la base in cui un tempo operava Al Capone, che secondo alcune storie fu uno dei maggiori promotori della costruzione della Route 66, strada che gli serviva per portare ad ovest i suoi liquori di contrabbando.
A Cicero si possono vedere i tunnel in cui si nascondeva Al Capone per scappare e, lungo la Route 66, il Cindy Lyn Motel e l’Henry’s Drive In una tappa imperdibile in cui assaggiare il vero Hot Dog Chicago-style.
Da qui ci si lascia Chicago alle spalle.

La Route 66 in Illinois non è facile da seguire, perché molti tratti di strada hanno cambiato nome e le indicazioni non sono sempre chiare, per questo dovrete munirvi di mappe apposite e stare con gli occhi bene aperti per non perdere nessun edificio, nessun murales, nessun cimelio lungo la strada, che è per prima cosa un museo a cielo aperto che racconta quasi settant’anni di storia e vita americana.

Passato Cicero, si segue la strada per circa 60 km fino a Romeoville, chiamata così perché era l’altra metà di Juliet, la vicina città oggi chiamata Joliet, la prima vera (breve) sosta del nostro viaggio lungo la Route 66.
A Joliet si può ancora vedere la Union Station costruita nel 1912, che oggi è iscritta nel National Register of Historic Places, e il Rialto Theatre, fondato nel 1926 e ancora in funzione. Inoltre merita una visita il Ruby Street Bridge sulla vecchia Route 66, il Rich&Creamy Drive In e il Joliet Historical Museum, con il Route 66 Welcome Center.

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Superata Joliet, dopo circa 30 km si incontra Wilmington, dove si trova una delle icone della Route 66: il famoso Gemini Giant, che insieme al ristorante Launching Pad cui appartiene (chiuso dal 2013) è finito nella Route 66 Hall of Fame. Oltre questo a Wilmington si può passeggiare lungo Water Street, che in realtà è la Route 66, e iniziare a trovare la Mother Road che si ha in mente, fermandosi a dare uno sguardo all’Eagle Hotel, l’albergo più antico lungo la Route 66, costruito nel 1838 e oggi inutilizzato ma iscritto nel National Register of Historic Places.

Appena 10 km dopo Wilmington si trova Braidwood, con un’altra icona della Route 66: il Polk-a-Dot Drive In. Qui si riscopre la strada vintage, con richiami agli anni ’50 e ’60. Il Drive In, dipinto di bianco e a pois, è circondato da statue con i più famosi personaggi americani di quegli anni: Elvis, i Blues Brothers, James Dean, Marilyn e persino Betty Boop.

Route 66 in illinois, Polk a dot drive in

Superato Braidwood si attraversano quelle cittadine e quel tratto di strada un tempo famoso per le miniere di carbone (coal mining towns): l’area di Braceville e Gardner, due piccole città oggi quasi totalmente abbandonate.

A circa 24 km da Gardner, seguendo la Historic Route 66 che scorre parallela alla I-55, si arriva a Dwight. La prima cosa che si incontra è Big Al’s Hot Dog, e subito dopo l’Ambler Texaco Station, costruita nel 1933 e attualmente utilizzata come Visitor Center per chi viaggia lungo la Mother Road.
Anche la downtown di Dwight è ricca di cose da vedere, con moltissimi edifici iscritti nel National Register of Historic Places, come il deposito ferroviario in pietra, l’edificio della First National Bank disegnato da Frank Lloyd Wright e la Pioneer Gothic Church.

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Appena 5 km dopo si trova la pittoresca Odell, una piccola cittadina in cui quasi ogni edificio racconta i tempi migliori della Route 66 come, in particolare, la Mobil Station e la Standard Oil Station, costruita nel 1932 copiandone una uguale in Ohio e che oggi funziona come Welcome Center per i viaggiatori.

Subito dopo Odell, continuando a seguire la Historic Route 66, si trova quella che è stata una delle mie cittadine preferite lungo la Mother Road: Pontiac.
Conosciuta come la città dei ponti sospesi (ce ne sono ben tre sul Vermilion River), un tempo era terra delle tribù indiane Potawatomie e Kickapoo e porta il nome del capo della tribù degli Ottawa che meglio di tutti si distinse durante la Ribellione di Pontiac del 1763.
Al di fuori della Route 66 anche la downtown di Pontiac presenta diverse cose interessanti da vedere, come la Livingston County Courthouse, la Jones House, l’Old City Hall Shoppes e, ancora più interessante, l’Illinois State Police District 6 Headquarters, costruito a forma di pistola.
Le tre cose più belle legate alla Route 66 sono il famoso murale che si vede quasi in ogni foto della Strada Madre; il Route 66 Association Museum and Hall of Fame, che raccoglie cimeli, foto, quadri e oggetti che raccontano decenni di avventure sulla Mother Road, compreso il minivan di Bob Waldmire, uno degli artisti dedicati alla Route 66 più conosciuti; l’Old Log Cabin.
Su questo mi voglio soffermare un po’ di più, perché mi è entrato proprio nel cuore. Ci siamo fermati qui a prendere qualcosa di fresco da bere (il viaggio è stato bellissimo, ma stare ore su una moto sotto il sole accecante non è sempre meraviglioso… porto ancora addosso i segni di un’ustione da insolazione) e sembrava di stare in un film: la luce del sole che penetrava oltre le tende bianche a fiorellini rossi, l’interno in legno sovrastato da tutti i cimeli dedicati alla Route 66, ma soprattutto ai suoi visitatori, con foto e dediche. L’unico rumore era il ronzio del frigo e oltre noi c’era un anziano al bancone con berretto e giornale in mano, intento a leggere e sorseggiare la sua birra mentre una donna sulla quarantina dietro al bancone puliva i bicchieri con un panno. Scene viste e riviste dietro lo schermo della TV che mai penseremmo di poter legare alla realtà… e invece il bello degli USA è anche questo, il fatto di sentirsi costantemente dentro un film.

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Passati i paesi di Chenoa, Lexiington (dove potete fermarvi per camminare a piedi lungo la Memory Lane, un miglio di strada con l’asfalto originale della Route 66) e Towanda, potete fermarvi a Bloomington per una passeggiata nel suo centro storico dal fascino ottocentesco.
Subito dopo Bloomington si trovano i paesi di Shirley (dove si trova la Prairie Home, la prima ad avere un impianto elettrico nell’Illinois) e la Ghost Town (che non significa ci siano i fantasmi, ma che è praticamente abbandonata) di Funks Grove, la casa dello sciroppo d’acero, perché qui vengono coltivati dalla famiglia Funk oltre 2000 acri (quasi 8 km quadrati) di terreno per lo sciroppo d’acero.

Poco più di 2 km dopo Funks Grove si trova McLean, un piccolo paese dove vivono poco più di 500 persone e che ospita il Dixie Truck Stop, nato nel 1926 come garage e oggi in funzione come ristorante (diner), aperto 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. Si dice che da quando è aperto sia stato chiuso un solo giorno nel 1965 a causa di un piccolo incendio.
Da McLean si arriva ad Atlanta, il centro geografico dell’Illinois, una cittadina dall’aspetto vintage che veste ancora gli anni migliori della Route 66 e dove si trova il famoso Hot Dog Man, nel Route 66 Park, donato nel 2003 dai proprietari del Bunyon’s Hotdog Stand, un ristorante di Cicero, quando il locale fu venduto.

Route 66 in Illinois, Hot Dog Man

Cinque km dopo Atlanta si trova Lincoln, la cittadina che porta il nome del Presidente che contribuì a fondarla quando era solo un giovane avvocato, e del quale si può vedere una statua sul Covered Wagon. Lungo la Route 66 qui troverete il The Mill, un ristorante che per decenni servì i viaggiatori ma che purtroppo ha chiuso nel 1996.

Passate la piccolissima città di Broadwell e Elkhart, la terra del popolo indiano dei Kickapoo, dove potete andare nel cimitero a cacciare il fantasma di Emma Gillette Ogleby, la moglie di uno dei governatori dell’Illinois che visse proprio qui, raggiungendo Williamsville e la sua Old Station, una vecchia stazione di servizio del 1930 oggi trasformata in un museo che raccoglie pezzi da collezione della Coca-cola, modellini di auto e memorabilia della Route 66.
Proseguendo oltre, circa 30 km dopo Williasmville si arriva a Springfield, la capitale dell’Illinois, di cui vi ho già abbondantemente parlato.

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Lasciata Springfield si può percorrere un vecchissimo tratto della Route 66 del periodo 1926-1930 che parte da Chatman e arriva a Staunton, lungo circa 112 km. In questo tratto le cose più interessanti da vedere sono un tratto di strada originale degli anni 30 ad Auburn, la colorata Main Street di Girad ed il suo Museo della Farmacia, ed infine l’imperdibile Henry’s Rabbit Ranch a Staunton, uno dei Landmark della Mother Road.

Subito dopo Staunton si arriva a Collinsville, dove si trova la famosa bottiglia di ketchup più grande al mondo, e infine al Cahokia Mounds Historic Site, un sito archeologico che preserva i resti di una città dei Nativi Americani e che si trova proprio al limite di St. Louis, la città tra due Stati, Illinois e Missouri.
Qui si abbandona l’Illinois, the land of Lincoln, per entrare nel Missouri, the show me State. 

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