Devo ammetterlo, Roma non è una Capitale lowcost.
O meglio, lo è rispetto a molte altre capitali europee, ma per l’Italia non è tra le mete più economiche.

Però vivere la città in maniera low cost è possibile, per questo voglio aprire questa rubrica per raccontarvi la mia Roma, soprattutto la mia Roma low cost.
Da dove iniziare, se non dal cibo?
Di solito è la prima cosa che si chiede: dove si può mangiare a Roma spendendo poco?

mangiare a roma spendendo poco, ciambelle di piazza navona

Mangiare a roma spendendo poco: le famose ciambelle di Piazza Navona (a Natale)

Mangiare a Roma spendendo poco: ristoranti, dolci e street food da non perdere

I dolci

Iniziamo dalla mia cosa preferita, i dolci!
Nel periodo invernale non potete perdervi le ciambelle e le mele stregate di Piazza Navona. Al prezzo di 2 euro, assaggerete i momenti natalizi tipici della Capitale (sperando che in qualche modo, torni il famoso mercatino della città).

Se vi piace il gelato, provate il Palazzo del Freddo in via Principe Eugenio 65, una delle gelaterie più antiche d’Italia, in una galleria di 700 mq. Qui la specialità economica è il San Pietrinoquadratini di gelato glassato che riprendono la forma delle famose pietre romane.

Come non nominare poi il tiramisù più famoso della città, quello di Pompi in Via Albalonga? Confezioni da 3.50 euro al banco, 5 euro seduti (servito con panna), ai gusti classico, fragola, nocciola, pistacchio, frutti di bosco e banana e nutella.

mangiare a roma spendendo poco, pizza a taglio

Mangiare a Roma spendendo poco: la tipica pizza a taglio (ripiena di mortadella, non c’è street food più romano di questo!)

 Street Food

Altro cibo low cost ma molto tipico, è lo street food.
A Roma lo street food per eccellenza è rappresentato dalla pizza a taglio (bianca con la mortadella soprattutto9, il panino con la porchetta, i supplì e il mitico filetto di baccalà Dar Filettaro a Santa Barbara, a Largo dei Librari 88 (dietro Campo de’ Fiori), dove ci si può anche sedere per mangiare.

Buonissimi e tipici della Capitale anche i panini “fai da te”, cioè quelli in cui scegli tu cosa metterci tra tanti ingredienti a disposizione. I più buoni ed economici sono quelli di Aristocampo (varie sedi in tutta la città) o quelli del Mercato Testaccio.

Da poco è nato il Trapizzino, un intreccio – come è facile capire dal nome – tra pizza e tramezzino. Lo trovate nel cuore di Ponte Milvio, a Testaccio e al Mercato Centrale di Termini. Vi consiglio di provare prima il gusto classico… tanto il bis lo farete sicuro!

mangiare a roma spendendo poco, trattorie

 Trattorie

Per me, per ora, i veri piatti tradizionali romani low cost li trovate alle Frascette d’Ariccia. Con menù fissi dai 10 ai 20 euro, mangerete fino a scoppiare, assaggerete la Romanella (un vino dolce e frizzantino che vi ubriacherà al terzo bicchiere) e proverete i piatti della tradizione.

Se invece avete voglia di pizza ma seduti al tavolo, provare il Secchio e l’Olivaro. Ci sono due sedi a Roma, ma evitate quella a Ostiense perchè non fa le bruschette, vera specialità del posto: ce ne sono di tutti i gusti, eccezionali!
Fanno solo 4 tipi di pizza ed è portata su grandi taglieri tondi di legno, già tagliata a pezzettini. Fatto apposta per condividere!

Un buon ristorante dove poter mangiare pesce e spendere poco (poco relativamente ai piatti di pesce) è la Pesceria Romana, che è un ristorantino ma anche street food dove scegliere al banco cosa si vuole mangiare.

Trattorie romane low cost ce ne sono davvero molte e meritano un post a parte, che scriverò appena mi sentirò abbastanza “esperta”… farò il sacrificio di provarne quante più possibile!

Grazie a questa idea, proverò anche il nuovo servizio online (e si sa che noi tb facciamo quasi tutto online!) di prenotazione ristoranti: quandoo.it
Ne avete mai sentito parlare? E’ una piattaforma internazionale che permette di prenotare online ogni tipo di ristorante, dalla trattoria al ristorante stellato. Ogni prenotazione da punti fedeltà che poi possono essere riscattati sotto forma di voucher… comodo, no?

 

 

Alcune foto di questo articolo sono prese dal Food Blog Picchiapò in cucina